Leonardo da Vinci, offrendo le spalle allo storico scenario della Milano del Cinquecento, punta lo sguardo verso il futuro, in direzione della distesa di padiglioni dell’Expo 2015. Alla gara di idee per arricchire il grande evento mondiale di elementi culturali, ha partecipato anche il giovane sangiulianese Emilio Magro, presentando al comitato preposto un’iniziativa che, se ricevesse il benestare delle istituzioni, verrebbe realizzata in collaborazione con l’archeologo Lodovico Zana e con il tecnico informatico Francesco Legnani, uniti dall’entusiasmo di lavorare insieme per un’opera unica nel suo genere.
«Abbiamo iniziato il lavoro di ricerche spiega il giovane creativo del territorio, già autore di opere messe a disposizione delle manifestazioni locali , al fine di riprodurre il più fedelmente possibile la metropoli, così come si presentava oltre 500 anni fa, con le sue 300 chiese che sorgevano insieme alle case su un’estensione circoscritta dai navigli. Utilizzerei come sempre materiale di riciclo, mentre riguardo le dimensioni di quest’opera tridimensionale tutto dipende dallo spazio che ci verrebbemesso a disposizione. Si potrebbe persino pensare anche ad una miniatura sullo stile della mini Italia, con dei sentieri da attraversare, per addentrarsi negli elementi architettonici che caratterizzavano la città di un tempo. Non è facile reperire riferimenti, in quanto abbiamo trovato mappe della città del 1516, ma dell’anno 1500 non ce ne sono».
Leonardo, che nel settembre scorso è già stato protagonista di una rappresentazione ispirata alla Battaglia dei Giganti, realizzata sempre da Magro, tornerebbe così a primeggiare nel principale appuntamento della Milano di domani. «Già nel simbolo dell’Expo ricorda viene proposto l’uomo vitruviano: credo che non ci sia miglior personaggio che possa rappresentare una manifestazione di così elevato spessore».
In attesa di riscontri, l’idea principale si è anche arricchita di ulteriori potenziali sviluppi, pensati per corredare la creazione frutto di una proposta che si alza dal Sudmilano, che ha già trovato alleati, i quali mettendo a disposizione le proprie competenze professionali potrebbero fornire un contributo significativo. Ad esempio, «l’opera potrebbe essere contornata da pannelli, dove verrebbero proiettati i capolavori di Leonardo, a partire dalla Gioconda, che si presenterebbero però in forma animata: si vedrebbero le mani e i volti muoversi, al fine di riproporre al pubblico le opere d’arte di Leonardo, in una forma davvero innovativa».
Giulia Cerboni
dal quotidiano "Il Cittadino"
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