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Scudetto Inter 2010

SCUDETTO  INTER 2010

“Su  le  dentate scintillanti  vette  salta  il  camoscio,  tuona  la  valanga  da’  ghiacci  immani  rotolando  per  le  selve  croscianti;  ma  da  i  silenzi  de  l’effuso  azzurro  esce  nel  sole  l’aquila,  e  distende  in  tarde  ruote  digradanti  il  nero  volo  solenne”,  così  cantava  il  Carducci  nell’Ode  “Piemonte”  e  quel  22  aprile  dalle  “Alpi”  al  “Tosco  Mar”  da  migliaia  di  petti  un  solo  grido  proruppe  “INTER  REGINA  D’ITALIA  SEI  TU”.  L’Aquila  Neroazzurra  aveva  sconfitto  le  rivali  ed  Invitta  volava  stringendo  nei  robusti  artigli  la  gloriosa  bandiera.  Quando  dopo  il  rigore  ribattuto  da  Materazzi  e  la  vittoria  dell’Atalanta  sulla  Roma  si  ebbe  la  certezza  matematica  dello  scudetto  assegnato  all’Inter,  chi  scrive,  non  può  descrivere  la  gioia  esplosa  nel  Bar  La  Fossa,  sede  dell’Inter  Club,  anziani  che  piangevano,  ragazzi  che  si  abbracciavano  felici,  un  euforico  Alberto  Morelli,  Presidente,  che  tosto  si  era  infilato  una  Maglia  interista  e  che  cominciava  ad  organizzare  il  Plotone  dei  volonterosi  che  avrebbero  portato  una  Bandiera  lunga  oltre  15  metri  e  inaugurata  per  lo  Scudetto  del  1989,  per  le  vie  del  Centro  città.  “Föra  föra,  han  ridüd  per  desdot’ann  fasemeg  sentila  nüm  la  müsica”.  Srotolammo  la  Bandiera  e  via  nella  piazza  antistante  il  Castello.  Già  i  Clacson  di  decine  di  macchine  si  cominciavano  a  sentire.  Fui  colpito  da  una  scenetta  curiosa:  alcuni  bambini  con  magliette  interiste  e  milaniste  stavano  allegramente  giocando,  “che  bello”  pensai  “se  lo  sport  fosse  soltanto  gioia  e  condivisione”;  ma  oggi  si  celebrava  la  “NOSTRA  INTER”  ed  il  mio  pensiero  non  poteva  che  andare  a  mio  padre  e  ai  soci  del  “Bar  la  Rösa”;  quando  l’amico  Marcello  Farina  abbracciandomi  mi  disse  “se  tuo  padre  fosse  stato  qui”,  anch’io  ebbi  un  singulto  e  le  lacrime  rigarono  il  mio  viso.  Frattanto  molti  ragazzi  e  ragazze  ci  avevano  raggiunto  sorpresi  dalla  grandezza  della  bandiera  spiegata  sulla  piazza,  anche  un  felice  Signor  Generani  cominciò  ad  immortalarci  con  l’obbiettivo,  alcuni  di  noi  non  seppero  resistere  e  così  ci  sdraiammo  sull’immenso  Simbolo  ebbri  di  felicità,  volevamo  immergerci  totalmente  nell’azzurro,  baciando  ed  abbracciando  quei  colori  “Croce  e  Delizia”  della  nostra  vita. Poi  via  per  le  vie  di  Melegnano,  interrompendo  il  traffico  sotto  l’occhio  di  vigili  un  po’  complici  della  nostra  gioia.  A  turno  altri  arrivavano  e  ci  aiutavano  a  sorreggere  la  Bandiera,  scandendo  slogans  e  sfottò  all’indirizzo  di  Juve  e  Milan  avanzavamo  tra  le  vie  finalmente  orgogliosi,  ogni  tanto  ci  fermavamo  facendo  “ballare”  la  bandiera  e  cantando  a  squarcia  gola:  “Amala  Pazza  Inter  Amala”;  qualcuno  in  vena  di  spirito,  indicando  la  bandiera,  diceva  che  si  sentiva  puzza  di  muffa,  che  alzavamo  la  polvere  dei  secoli,  ma  noi  non  lo  ascoltavamo.  Dopo  un  lungo  girovagare,  ormai  senza  voce  ritornammo  al  club  dove  ci  si  stava  già  predisponendo  per  andare  a  festeggiare  in  Duomo.  Chi  scrive  purtroppo,  per  un  malinteso,  non  potè  essere  presente  e  così  non  posso  che  cedere  la  parola  ai  protagonisti:  “E’  stata  una  Festa  incontenibile,  una  gioia  che  non  si  poteva  misurare  in  quella  immensa  Piazza  del  Duomo  finalmente  ricoperta  di  colori  neroazzurri”,  così  esprimendomi  la  sua  felicità  Alberto  Morelli  seguito  a  ruota  dagli  altri  soci  che  avevano  partecipato  alla  Festa,  “è  indescrivibile  ciò  che  ho  provato  soprattutto  quando  già  dopo  Mezzanotte  è  apparso  il  Pulmann  con  la  squadra;  noi  eravamo  sotto  e  abbiamo  visti  tutti  indistintamente,  abbiamo  sentito  le  loro  voci  e  visto  i  loro  volti  euforici,  forse  eravamo un  po’  brilli,  alcuni  di  noi  a  torso  nudo  sguazzavano  nella  birra  ma  eravamo  felici  e  questo  ci  ha  ripagato  per  la  lunga  attesa”.  O  Inter  spero  che  non  ci  farai  più  soffrire  e  che  sia  iniziato  un  Ciclo  che  ci  porterà  presto  anche  la  Chempions.  Anche  Melegnano  ha  vissuto  la  sua  gioia  neroazzurra  e  concludendo  con  un  mio  pensiero  rivolto  agli  amici  del  Club  e  a  quelli  che  si  uniranno  in  futuro:  “Dalle  dentate  torri  del  Mediceo  Castello,  dal  Campanile  del  Bel  San  Giovanni,  dalle  dimore  del  natìo  Borgo,  un  sol  colore  quel  22  aprile  vidi  Neroazzurro!  Azzurro  come  il  cielo  dopo  un  temporale,  Nero  come  la  dura  Terra  dei  nostri  Padri:  Salve  INTER  innalzati  sopra  la  vetta  e  respingi  le  fatali  schiere.  Noi  siamo  un  popolo  di  dura  cervice  che  a  Te  ha  giurato  eterna  fedeltà  che  nei  secoli  sempre  rimarrà”

Federico  Bragalini    

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