Allarme integrazione extracomunitari

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Allarme integrazione. La ricerca promossa dalla Camera di Commercio di Milano.


Dal Laboratorio Euro-Mediterraneo, nato nel 1999 su iniziativa della camera di commercio di Milano, emergono dati preoccupanti riguardo la chiusura dei milanesi rispetto agli extracomunitari. Ecco un sunto dei principali punti:
sul tema del diritto di voto agli extracomunitari regolari da più di dieci anni in Italia, Milano ribalta i dati dello scorso anno: Nel 2006 erano contrari il 40,2% oggi il 70,3. Il 62,3% pensa che sia necessario un maggior controllo per favorire l’immigrazione. Una soluzione che conferma la tendenza dello scorso anno quando a proporla fu il 53,1% degli intervistati. I contrari a qualsiasi forma di integrazione, erano il 5,7% nel 2006, diventano il 14,2% nel 2007. Il 58,2% dei milanesi ritiene di non aver cambiato il proprio atteggiamento verso gli immigrati, ma rispetto allo scorso anno aumentano coloro che diffidano di più (35,1%) e non sono favorevoli all’apertura di una nuova moschea (dal 42,1% del 2006 al 64,4% del 2007). Il 46,4% sceglie la tolleranza verso tutti i simboli religiosi (lo scorso anno era il 65,7%); calano anche i favorevoli alle coppie miste dal 60% del 2006 al 43,9% del 2007. L’effetto terrorismo fa calare la percezione di sicurezza: il 65,3% degli intervistati si sente meno sicuro nei luoghi pubblici affollati (stazioni, metropolitane e centri commerciali): lo scorso anno aveva dato la stessa risposta il 50,6%. Paura di legami tra criminalità e comunità di origine araba, riguardanti principalmente azioni terroristiche sul territorio (29,3%) e l’aumento della microdelinquenza nelle città (17,6%).
La soluzione per una Milano spaventata pare essere costituita soltanto da un maggiore controllo sui cittadini extracomunitari, infatti il 62,3 dei milanesi pensa che siano gli extracomunitari a doversi soprattutto adeguare alle nostre usanze. Solo il 26,3% afferma di avere conoscenze o amicizie provenienti dai Paesi Arabi del Mediterraneo, legate soprattutto al lavoro (39,7%). In calo chi dichiara di frequentare locali gestiti da cittadini arabi: erano il 45,7% nel 2006, oggi sono il 29,7%: vanno al ristorante (25%), in pizzeria (19,4%) o comprano agli alimentari (17,6%) soprattutto perché amanti del cibo straniero (26,5%) e per risparmiare (12,7%) anche se un milanese su dodici frequenta locali gestiti da arabi per conoscerne meglio la cultura (8,8%).
Il quadro che risulta dalla ricerca delinea un’immagine di chiusura. In occasione della Terza giornata internazionale per i diritti degli immigrati il Comitato immigrati Milano lancia un allarme: “Un cattivo servizio al telegiornale può fare più danni di una pessima legge sull’immigrazione”.
 

Carlo Osta

luglio 2009

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