Sculture lignee russe

SCULTURA LIGNEA DALLE TERRE RUSSE: dall'antichita' al XIX secolo
Alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, la seconda tappa della mostra dedicata ad un singolare aspetto dell’arte russa: "L’albero della vita, dal culto dell’albero all’albero della salvezza"

Dal 9 settembre al 5 novembre 2006 le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Banca Intesa, accolgono a Vicenza la mostra “Scultura lignea dalle terre russe. Dall’antichità al XIX secolo”: sessanta opere che coprono un arco cronologico vastissimo, dall'età del Bronzo all’Ottocento, e che fissano alcune delle testimonianze di maggior rilievo della tradizione plastica lignea della 'Rus. La rassegna è stata promossa congiuntamente dal Comune di Roma, che l'ha ospitata dalla metà di giugno al 27 agosto nei Musei Capitolini, e da Banca Intesa in collaborazione con alcuni prestigiosi musei moscoviti e con la Fondazione Internazionale di Studi Umanistici “Tolleranza”, anch'essa con sede nella capitale russa.

Mentre la tappa romana – nella città che da due millenni raccoglie e tramanda i più importanti frutti artistici della fede cristiana – ha offerto l’opportunità di cogliere ciò che unisce e ciò che distingue l’ispirazione artistica del cattolicesimo da quella dell’Oriente cristiano, quello che rende significativo e addirittura imperdibile l’appuntamento vicentino è il dialogo che qui si intreccia tra le preziose “icone incise” e la più importante raccolta privata dell’Occidente di antiche icone russe, quella di Banca Intesa, conservata ed esposta al pubblico in modo permanente in Palazzo Leoni Montanari; collezione che, a sua volta, copre un arco temporale particolarmente ampio (dal XIII al XX secolo) e dà conto delle molte differenti declinazioni che quella tradizione espressiva ha assunto in terra russa.

In questa rara occasione di confronto tra forme espressive diverse della tradizione ortodossa, l'itinerario espositivo della collezione permanente di Palazzo Leoni Montanari si incrocia con una rassegna che, per la sua straordinaria e affascinante complessità si inserisce a pieno titolo nel solco di altre iniziative proposte in un recente passato da Banca Intesa, all'interno di una generale prospettiva di “percorsi nel sacro” che vogliono rendere omaggio alla grandezza spirituale della civiltà russa e misurare le distanze e le contiguità di quella cultura artistica con la restante arte europea.

Le opere presentate in mostra provengono dai più importanti musei russi: il Museo del Cremlino, il Museo Storico Nazionale, il Museo Rublev, la Galleria Tretiakov, l'Istituto Grabar, che raccoglie singole opere provenienti da diversi musei provinciali. Spiccano reperti di eccezionale importanza, come l'enorme Croce di Palech, una delle sole tre croci monumentali giunte sino a noi, che conferma una volta di più le salde relazioni culturali tra Occidente latino e la 'Rus ortodossa, porte regali intagliate, talvolta integre, in altri casi conservate per frammenti, nonché alcune cosiddette Chiese da viaggio, che consentono di comprendere oggi l'assetto delle antiche iconostasi scolpite.
Le modalità con cui queste opere ci sono pervenute sconfinano a tratti nel miracoloso, e rivelano lo straordinario tratto di questa mostra, che è costituita da pezzi di estrema fragilità, e quindi difficilmente concesse in prestito dalle istituzioni di appartenenza.

Il catalogo della mostra, curato da Carlo Pirovano con Galina Sydorenko e Anna Ryndina delinea, con una serie di importanti contributi, il quadro di riferimento storico-artistico indispensabile per capire a fondo questa insolita materia: si apre con i testi introduttivi, rispettivamente di Anna Ryndina e di Natalia Gončarova, sui differenti aspetti della scultura lignea sacra e di quella popolare: La scultura lignea nel tempio russo. Significati sacrali ed evoluzione stilistica e La scultura popolare in legno; Galina Klokova si sofferma sugli aspetti materiali ed esecutivi in Tecniche di esecuzione della scultura lignea russa. Il materiale e l’artista; Galina Sydorenko introduce il catalogo delle opere con un approfondimento sulla struttura della mostra e una puntuale ricognizione sulla scultura lignea russa dall’antichità al XX secolo; infine, Bruno Toscano conclude la parte dei saggi iniziali con il testo Legni dalla Russia.

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