Giovanna D'Arco di Monica Guerritore

"Giovanna D'Arco" di Monica Guerritore in scena al Teatro di Verdura il prossimo 6 e 7 giugno 2007.
Lo stupefacente spettacolo che ha registrato il tutto esaurito in ogni parte d' Italia arriva a Milano il prossimo 6 e 7 giugno 2007 grazie all'invito del Teatro di Verdura di via Senato 14 - Tel: 02 76215310

Monica Guerritore si accosta al personaggio di Giovanna con la disarmante semplicità di chi crede in ciò che fa.
Veste l'armatura che protegge e arma la vocazione dell'anima da chi insinua il dubbio e sceglie la via di un racconto che unisce gli spettatori nella commozione e nella forza. Il racconto di una donna, Giovanna D'Arco, che diviene racconto
di tutta l'umanità.

La Guerritore abbandona l'interpretazione delle figure femminile (figure che ha portato in televisione con Amanti e Segreti o in teatro con Madame Bovary, Carmen, La Signora dalle Camelie), le cui azioni erano dettate dalla necessità di riempire "il disagio dell'assenza".
Nell'interpretazione di Giovanna D'Arco racconta la potenza della vocazione interiore come vettore per uscire da sé.
Il corpo di donna che vediamo in scena è l'involucro della forza che trascende il suo sesso, che diviene quasi virile nella sua potenza carnale, che travalica il visibile e si trasforma in forza spirituale e passione, per un ideale
cristiano che sia anche utopia ed estremo sacrificio, ma che solo cambia la realtà di un popolo.

Monica Guerritore si accosta al cuore della vocazione di Giovanna, alla sua chiamata dell'Anima che rappresenta una vocazione non solo "divina", ma anche civile, verso la Libertà.

Da questo, come autrice e regista, prende spunto per realizzare un parallelo storico, politico e "sentimentale" con gli altri grandi martiri ed icone senza tempo della Libertà in un gioco di rimandi immaginari per delineare la storia più nascosta di Giovanna.

"Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" dice il Piccolo Principe di Saint Exupery.

Così le immagini di Che Guevara, Martin Luther King, il ragazzo di Piazza Tien An Men, a cura di Enrico Zaccheo, che proiettate su un panorama di 16mt x 8 diventano scenografia emotiva, si intrecciano con il tessuto drammaturgico creato
dalla fusione degli Atti del processo, dal De Immenso di Giordano Bruno, dai versi di Maria Lusia Spaziani, dai brani di Nietzsche e Brecht e insieme alla partitura musicale, dai Carmina Burana di Orff a Tom Waits, dall'adagio d'archi di Barber a Freddy Mercury, sottolineano la pienezza di questa "vita breve e luminosa" e superano la finitezza del corpo.
Anche dell'attrice.

Il Gesto, la Parola, l'Immagini e la Musica sono parti di un unico vocabolario quello dell'anima che crea quella risonanza emotiva, accordo culminante tra l'attrice e lo spettatore .

Monica, e il pubblico con lei, intraprende un viaggio in quell'immensità che Giovanna seppe non solo vedere ma anche raggiungere.

"Sorgendo impavida a fendere con l'ali l'immensità dello spazio".

Info e prevendita: Biglietteria del Teatro di Verdura, Via Senato 14 - Tel: 02 76215310 | Fax: 02 76215347

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