La nemesi moldava

Martedì 12 giugno 2007 ore 18,30
 
Presentazione del romanzo di
Carlo Alfieri
 
La nemesi moldava
Ibiskos editrice Risolo, 2007
 
PRESENTA MONIA B. BALSAMELLO
consulente editoriale e legale
 
 
Dura e paradossale, a volte, la vita lavorativa. E allora quale migliore metafora per rappresentarla se non una “corporation” che risiede in un “building” simile ad un grattacielo di New York? Dove sta la metafora? Il “building” della nostra storia è stato progettato da un architetto lucidissimo nella sua follia. Minore è la posizione occupata in azienda, maggiore è lo sforzo psicofisico per adattarsi all’am-biente. Capirete perché. I dipendenti accettano tranquillamente la situazione, per quanto assurda.“Egli” è il personaggio centrale del romanzo, l’ingegner Gualdo Gualdi invece un imperturbabile Fantozzi, globalizzato e post-industriale. Finché non irrompe fatalmente lei, la bellissima Paraschiva Cri¸san. Il suo arrivo innesca una serie di reazioni a catena che condurranno all’implosione finale dell’intero sistema.Se, come dice “Egli”, la vita deve es-sere “ascesa e ascesi”, il rischio è che il risultato finale sia un “back to square one”. Questo libro è una divertente dimostrazione che si salvano solo i puri di cuore.
Più metafora di così.
FEDERICO MOCCIA
 
Le notizie sull’Autore sono piuttosto scarne e frammentarie. Sappiamo che nacque nel secolo scorso in una città del Nord Italia. Raggiunse una certa fama come studioso di etichette di acque minerali, argomento sul quale pubblicò una serie di importanti articoli. Prese anche parte attivamente al dibattito politico post-Sessantotto, proponendo (la cosa fece un certo scalpore) che alla società italiana, politicamente, non si attagliava la classica distinzione in sinistra, centro e destra, ma dovevano essere aggiunte due ulteriori classificazioni e cioè avanti/indietro e alto/basso. Un importante uomo politico che dal nostro Autore fu definito di centro/indietro/basso si risentì a tal punto che ottenne dalla mafia una sentenza di morte (fatwa in arabo). L’Autore, uomo timido se non pavido, decise quindi di emigrare in Sud America ed è lì che praticamente si perdono le sue tracce. La storia di come questo libro sia giunto all’Editore è assai romanzesca. Successe che un noto trafficante di manoscritti un giorno fu fermato dalla polizia doganale dell’aeroporto di Bogotà, Colombia, mentre stava per lasciare il Paese. Aperta la valigia, i doganieri ne verificarono il contenuto, consistente in alcune decine di voluminose buste di plastica contenente polvere bianca. Tuttavia i loro occhi addestrati non si lasciarono ingannare dalla banalità del carico e ben presto, abilmente nascosto in un  sottofondo della valigia, trovarono il manoscritto de “La Nemesi Moldava”. Fu sequestrato immediatamente e in seguito messo all’asta. L’unico a presentare un’offerta al banditore fu l’Editore, il quale si aggiudicò questa importantissima opera per centomila pesos, circa 30 euro. Si dice che l’Autore abbia pronti altri romanzi per la pubblicazione, ma la situazione di mistero che lo avvolge rende praticamente impossibile confermare la notizia.
Sarà presente l’autore
 
A SEGUIRE, UN BUFFET.
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