Incontro: Donne e sport in Palestina

bambini-muro-palestinaDONNE E SPORT IN PALESTINA, QUANDO LO SPORT TOGLIE L’ASSEDIO
Venti ragazze raccontano la loro emancipazione attraverso lo sport
 
 
In occasione della presenza in Italia di una delegazione sportiva femminile palestinese proveniente dall’Università di Al Aqsa nella Striscia di Gaza e dal Centro Culturale IBDAA del Campo profughi di Dehishe (Betlemme), viene organizzata dal Comitato UISP Milano in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano l'iniziativa “Donne e Sport in Palestina. Quando lo sport toglie l’assedio” prevista per il giorno 7 novembre 2007 ore 9.30 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in via Nirone, 15 - Aula 110 a Milano.
La presenza delle ragazze palestinesi che si confrontano con i giovani universitari ha un’importante rilevanza educativa e l’incontro veicola un importante messaggio di pace proprio attraverso lo sport.
Il progetto "Sport sotto l'assedio - Un percorso verso la pace con il cuore nel pallone" in cui si colloca l'iniziativa è realizzato dal CIC e dalle Associazioni Jalla Onlus, Rosso 2000, Polisportiva All Reds, in collaborazione con molti comitati dell’UISP, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e con il Patrocinio del Ministero dello Politiche Giovanili e Attività Sportive è natotre anni fa per promuovere il dialogo e la partecipazione come lotta all'esclusione sociale, favorendo una concreta consapevolezza dell'educazione allo sport e attraverso lo sport, come strumento di conoscenza, di rispetto, di pace. Come recita il titolo del convegno, è un modo per “togliere l’assedio”, fisico ma anche psicologico, di chi vive nella Striscia di Gaza, contribuendo soprattutto alla lotta all'esclusione femminile in Palestina. L’obiettivo del progetto è di creare una rete fra istituzioni, associazioni sportive e culturali, che, attraverso la pratica sportiva, possano promuovere rapporti con altre culture e creare le condizioni di coesione sociale nelle aree dei territori palestinesi.
 
“E’ essenziale comprendere la difficile situazione sociale e culturale che si crea in paesi sottoposti a pressioni militari – spiega Antonio Iannetta, presidente della UISP di Milano – bisogna guardare la vita quotidiana di donne e giovani per rendersi conto di come a volte risulti difficile vivere una vita normale. Non possiamo dimenticare Paesi che richiedono l'impegno di tutti per favorire processi di pace ed integrazione fra culture diverse. È fondamentale fermare ogni forma di guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, e favorire anche grazie ai messaggi che può lanciare lo sport, la promozione dell'educazione al dialogo, la coesione sociale e il rispetto fra popoli”.
 

Programma della giornata: La giornata prevede dalle 9.30 alle 12.30 una serie di interventi, la testimonianza di 20 ragazze palestinesi e uno scambio di riflessioni con gli studenti dell’Università. Al pomeriggio dalle 15.30, presso gli impianti del Centro Fenaroli di via Suzzani 279, due incontri sportivi organizzati dall’UISP: le ragazze palestinesi affronteranno a calcio e basket due squadre del Cus della Cattolica.

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