Milton Nascimento

LA FORESTA VERGINE IN MUSICA

MILTON NASCIMENTO – Clube Da Esquina, 1972 - EMI

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Saranno le nefaste condizioni climatico-ambientali che imperversano in questo periodo sulla nostra città, saranno i deliri politico-televisivi ma urge un’overdose di calore e natura pura, incontaminata.
E niente si avvicina al calore e alla natura come la musica del Brasile: terra, mare, vento, fuoco e musica appunto, il quinto elemento naturale di un paese che, oltre agli stereotipi da Oh jeje Oh jeje e carnevale di Rio, buoni giusto per un mondo anglo-americanizzato come il nostro, ha offerto finora, forse, il maggior contributo in musica alla cultura dell’uomo.

E Clube Da Esquina è una delle opere che nascosta nei più reconditi scaffali di dischi ce lo ricordano, se riusciamo a tralasciar le varie suonerie della settimana in download. Ce la facciamo? Io dico di si.
Trentacinque anni affibia l’anagrafe al disco di quel monumento nazionale musicale che è Milton Nascimento; zero le mie orecchie durante l’immersione nell’oceano di suoni creati insieme ad alcuni tra i più grandi musicisti brasiliani di sempre quali Toninho Horta, Robertinho Silva, Wagner Tiso. Con loro Milton riesce nell’impresa di fondere le più antiche tradizioni della cultura afroamericana, il mistero e magia della natura vergine, i ritmi primitivi delle danze afroamericane, le melodie corali indigene tupi-guaranì con gli elementi più all’avanguardia della musica pop, jazz, orchestrale, addirittura rock, europea (un esempio la forma-canzone dei Beatles) o americana (le armonizzazioni di voci alla Beach Boys, le orchestrazioni da Big Band). Nel “Club all’angolo” che raccoglie tutto ciò, succede così di venir catapultati in una foresta sonora in cui i sentimenti dell’uomo (ed in particolare della gente di Minas Geiras, una regione tra le più povere del Brasile, a cui il disco è ispirato e dedicato) sfociano puri, dal dolore di Dos Cruces, alla gioia spensierata di Paisagem Da Janela, dal velo di malinconia di Tudo Que Voce Podia Ser, fino alla grazia poetica di Um Girassol Da Cor De Seu Cabelo e San Vincente, nella loro natura più intima e spontanea, senza alcuna artificialità o “confezionamento” industriale.
Come accade con tutte le grandi opere d’arte universali, le ventun canzoni di Clube Da Esquina, ci riportano, ognuna con diverse sfumature e colori, alle emozioni più nascoste e profonde insite la natura umana, ricordandoci quanto la musica, ben oltre i “prodotti discografici da classifica” possa esser la porta per un mondo di impagabile bellezza, armonia, e benessere fisico e spirituale. Milton, con questo disco oltre ad un’altra buona trentina, tutto ciò lo porta nelle nostre case, macchine, auricolari, agli uomini-tutti, e non solo agli appassionati di musica o di Brasile. Volerò anche troppo alto, ma non accorgersene sarebbe come perdersi un po’ della vita, e di noi stessi.

“Vorrei scrivere una canzone che svegli gli uomini e addormenti i bambini.”
Milton Nascimento, 1978.

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