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Recensione Concerto R.E.M. a Milano 2008

Siatene consapevoli. Frequentare le pagine di MilanoFree talvolta conduce a sorprese extra-ordinarie. State per leggere la recensione del concerto-evento (UAO!) “blindato”, come diceva il Corriere di ieri, riservato al bel mondo del giornalism-spettacol-televisivo milanese più qualche estratto a sorte, cui noi umani di solito non possiamo nemmeno aspirare.
Di solito, perché stavolta l’umanissimo MilanoFree c’era.
Siamo al buon vecchio Rolling Stone di Milano, l’atmosfera è quella distesa, brillante-frizzante di chi non ha fatto la coda al botteghino e si muove agilmente sorseggiando un freedrink a 5 metri dal palco, quando usualmente in quella zona l’unico liquido che rischi di trangugiare è il rivolo di sudore sulla nuca del tuo prossimo ammassato davanti a te, specialmente se il gruppo sul palco di nome fa R.E.M, in uno dei tre-quattro show esclusivi per presentare il nuovo disco Accelerate (esce il 28 marzo). E’ una esperienza effettivamente extraterrena.

Tralasciando volentieri il gossip sui volti noti incrociati veniamo alla musica che è quello che conta. Lo dico subito: Dinosaur Rock? Un attimo; mi devo ricredere, ammetto che il pregiudizio c’era ascoltando il singolo, ma sono felice di poter dire che i R.E.M. ci sono ancora. Certo sono disinvolti e glamour come tutte le rockstar miliardarie navigate ma la gocciolina di sudore che imperlina la fronte scende ancora e questo è buon segno. Come ai vecchi tempi, forse di più, Michael si contorce e lotta col filo del microfono, Peter affonda la mano sulla chitarra e Mike strappa le corde al basso…o almeno ci provano, e quindi bisogna crederci pure noi. In un’ora e mezza piena scorre tutto il nuovo fragoroso, veloce, essenziale e direi anche ispirato nuovo disco. Il suono è grezzo e scarno, dominato dalle chitarre distorte, la voce è spesso urlata ma i ritornelli si canticchiano subito e promettono cori spontanei ai concerti della prossima estate (vedi date in fondo). Michael, disteso e sorridente, scherza e chiacchera con il pubblico, accetta una rosa e saluta la bandiera della pace. Il pubblico è caloroso e preparato anche sui nuovi brani, sciogliendosi poi del tutto sulla decina di classici, tra cui Man On the Moon, Drive, l’immancabile Losing my religion, ormai offerti alla consueta celebrazione col sorriso sulle labbra.
Certo, nulla di nuovo, la sperimentazione/rivisitazione creativa è lontana anni luce e probabilmente tale rimarrà, ma se ancora ti scopri a saltellare, batter le mani e cercare il ritornello con la voce, vuol dire che l’emozione, pur leggera, è ancora qui, e quindi anche lì, a 5 metri, sul palco. E forse dopo ventanni non è poco.

InfraDj


Date Tour estivo:

20 Luglio 2008 - Perugia, Umbria Jazz Festival
21 Luglio 2008 - Verona, Arena
23 Luglio 2008 - Napoli, Neapolis Festival
24 Luglio 2008 - Codroipo (Udine), Villa Manin
26 Milano 2008 - Arena Civica

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