JAZZ at ROCCA BRIVIO


JAZZ at ROCCA BRIVIO
concerts and workshop
dal 3 al 6 luglio 2008
Rocca Brivio San
Giuliano Milanese (MI)
Ingresso libero

“Jazz at Rocca Brivio”, il festival dedicato al Jazz ospitato presso la suggestiva residenza seicentesca sangiulianese di Rocca Brivio, anche quest’anno, dopo il successo delle passate edizioni, offrirà al pubblico degli appassionati di jazz (e non solo) la possibilità di immergersi completamente nel mondo della creazione di musiche improvvisate.
Il programma prevede 3 serate di concerti in cui si alterneranno varie formazioni jazzistiche e un ‘workshop’ coordinato da Achille Succi.
L’improvvisazione musicale, sarà la protagonista delle serate di luglio e oggetto di analisi teorica e pratica nel corso del workshop.
La peculiarità di questo evento, rispetto ad analoghe occasioni di approfondimento di temi legati al jazz, è quella di consentire altresì di entrare nel cuore dei processi creativi di un progetto musicale caratterizzati da innesti e mutazioni imprevedibili a seconda degli umori e, soprattutto, delle culture e delle visioni musicali dei partecipanti.
Non a caso, la scelta dei musicisti e del tipo di “project” proposti si configurano con il concetto di “work in progress”: si va dalla painting conduction, applicata a “Universo Mingus” (band di 14 elementi diretta da Biagio Coppa con ospite Alberto Mandarini), al quartetto di Giovanni Falzone, al quintetto di Manusardi, e, infine, all’esibizione dei ragazzi che parteciperanno al workshop. Durante le quattro giornate dedicate al festival, una mostra fotografica illustrerà le attività svolte nelle passate edizioni del 2006 e del 2007.
Con questa manifestazione, Rocca Brivio si propone di essere centro di promozione culturale e punto di riferimento per iniziative volte a favorire la crescita musicale jazzistica e il confronto tra realtà musicali e culturali diverse e nuove.

Gli spettacoli avranno luogo anche in caso di pioggia
E’ attivo un servizio bar

CALENDARIO
•Giovedì 3 luglio, ore 21.30
Universo Mingus
Flight Big Band diretta da Biagio Coppa
Special guest: Alberto Mandarini (tromba)
•Venerdì 4 luglio, ore 21.30
Giovanni Falzone Electric Quartet
Giovanni Falzone (tromba), Valerio Scrignoli (chitarra elettrica), Michele Tacchi (basso elettrico), Riccardo Tosi (batteria)
•Domenica 6 luglio, ore 1118
JAZZ WORKSHOP: “Un approccio contrappuntistico alla scrittura e all'improvvisazione Jazz”
Giovani artisti italiani per una giornata di approfondimento con Achille Succi
•Domenica 6 luglio, 20.0021.30
Aperitivo con esibizione dei gruppi che hanno partecipato a workshop
•Domenica 6 luglio, 21.30
MANUSARDI QUINTET
Mattia Cigalina (sax alto), Humberto Amesquita (trombone), Guido Manusardi (pianoforte), Mattia Magatelli (contrabbasso), Gianni Cazzola (batteria)
•MOSTRA FOTOGRAFICA “JAZZ AT ROCCA BRIVIO”
a cura del Circolo Fotografico “Francesco Ventura” di San Donato
•MOSTRA PITTURA di PLEVANO


Rocca Brivio Sforza S.r.l. e Associazione Flight Band
presentano
JAZZ at ROCCA BRIVIO
concerts and workshop
primo appuntamento
Giovedì 3 luglio, ore 21.30
Universo Mingus
Flight Big Band diretta da Biagio Coppa
Special Guest: Alberto Mandarini
Rocca Brivio San
Giuliano Milanese (MI)
Ingresso libero
Primo appuntamento dedicato al Festival del Jazz a Rocca Brivio. Giovedì 3 luglio alle ore 21.30 si apre la rassegna con un evento scenico dedicato a Charles Mingus, geniale contrabbassista, compositore e bandleader morto a 56 anni: una personalità dalle mille anime, che parole, musiche e immagini proposte vogliono tentare di rievocare, seppur con poche e brevi istantanee.
Gli anni ’50 e ’60 hanno rappresentato uno dei periodi più interessanti e proficui della storia del jazz. Hanno salutato la fine della più grande rivoluzione che la musica afroamericana abbia conosciuto: il bebop; hanno visto nascere, svilupparsi e morire il seguente “raffreddarsi” di note, composizioni e atmosfere nella fase definita “cool jazz”; intorno alla metà degli anni cinquanta poi si è incominciato a parlare di “jazzfunk”; hanno visto infine germogliare quei primi semi che musicisti come Ornette Coleman, Sonny Rollins e Charlie Mingus seminarono con straordinaria spontaneità e che anticiparono ciò che alla fine degli anni sessanta prese forma con il nome di “free jazz”.
In tal senso il ventennio sopra citato risulta essere un ponte che fa tesoro delle conquiste del bebop e le traghetta al di là dei linguaggi e delle forme sino ad allora conosciute in qualcosa di decisamente originale, spesso non etichettabile. Se il periodo bebop infatti è stato essenzialmente legato all’ardire improvvisativo su accordi prestabiliti, spesso anch’essi sottoposti ad accurata revisione, dal “cool jazz” in poi si delinea la tendenza ad un maggior equilibrio tra improvvisazione e composizione.
Diventa quindi praticabile la possibilità di unire elementi, sino ad allora cristallizzati in forme abituali, all’interno di una concezione musicale a più ampio respiro in cui possano entrare in gioco, ad esempio, metriche più complesse e frequenti cambi ritmici, forme “allargate” (suites, concept albums) ed emancipazione di alcuni strumenti dai ruoli ai quali sono rimasti legati sino a quel momento.
Charles Mingus, un uomo, forse più di altri, che rappresenta la sintesi più originale, libera, divertente ed ironica, figlia di questo straordinario momento della musica afroamericana.
La sua musica è fortemente sperimentale e lui è fragile, aggressivo, contraddittorio.
La Flight Band propone un collage di immagini, musica, gesti e parole che tenteranno di immergere lo spettatore nel clima in cui prese corpo l’opera di uno dei geni più creativi del panorama musicale del secolo appena trascorso, rileggendo le composizioni pur lasciandone intatto lo spirito compositivo, mirando nello stesso tempo ad alterarne e rimescolarne gli elementi linguistici e strutturali.
Il lavoro – vero work in progress parte dagli arrangiamenti realizzati da Alberto Scavazza per adattare le partiture originarie, operando così già in sede di scrittura alcune scelte, se vogliamo obbligate, in quanto dettate dall’organico stesso della Flight Band.
In un lavoro (re)interpretativo condotto in tal modo, la creatività e la capacità di interagire, di ascoltarsi e perchè no di divertirsi della Flight Band trova situazioni, ritmi, groove, dialoghi, giochi tematici, esplosioni, che non sono altro che frutti di tutte le possibili soluzioni che da sempre hanno caratterizzato l’arte della variazione e dell’elaborazione tematica nella tradizione musicale di qualsiasi cultura, non solo quella europea...
Così, ad esempio, in apertura di “Tijuana Gift Shop” ci è dato di ascoltare alcune frasi del tema in moto ‘retrogrado’, ossia letto da destra verso sinistra (dall’ultima nota alla prima): niente di nuovo (una tecnica già in uso nel Quattrocento...), ma sicuramente funzionale a guardare il processo creativo da tutti i suoi lati più insospettati.
Ma ciò che rende questo progetto sicuramente interessante ed originale è il rapporto che si crea tra direttore e musicisti, mediante una sorta di ‘trasmissione orale’ dell’arrangiamento, in modo da responsabilizzare l’intero gruppo nella progressiva definizione della performance.
Le situazioni di improvvisazione collettiva, alternate con i momenti di improvvisazione solistica o di dialogo a due, e con passaggi esecutivi di fedele adesione al testo, concorrono a ricostruire ciò che in effetti ‘Chazz’ ha rappresentato: un ponte di collegamento fra passato e futuro, fra tradizione e avanguardia... Nella sua musica si ritrovano, fusi in una sintesi ribollente e magmatica, alcuni dei momenti fondamentali della musica afroamericana:
il be bop, l'hard bop, il blues, lo swing, il soul, il gospel e l'intera tradizione della musica ecclesiastica nera, il free...

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