Moda e Musica al San Raffaele

MODA E MUSICA PER LA RICERCA DEL SAN RAFFAELE

L’Istituto Scientifico San Raffaele, le grandi firme della moda e la musica di Sergio Cammariere insieme per sostenere la ricerca sul diabete con l’iniziativa benefica “La Moda fa bene”

Milano, 30 ottobre 2008 – La moda e la grande musica d’autore insieme nell’evento di apertura de La moda fa bene, la vendita benefica a sostegno della ricerca sul diabete di tipo 1 dell’Istituto Scientifico San Raffaele: Sergio Cammariere, uno dei più raffinati cantautori del nostro Paese, mercoledì 5 novembre aprirà la manifestazione alla Rotonda della Besana di Milano (ore 19, via E. Besana 12 – Milano) con un concerto esclusivo.

Un successo annunciato: i 250 biglietti per la serata rigorosamente a inviti sono già esauriti. L’appuntamento del resto si annuncia imperdibile per gli amanti della musica: accompagnato da quattro musicisti (contrabbasso, drums, tromba e percussioni) Cammariere proporrà dal vivo i suoi maggiori successi. Non solo, presentatrice della serata sarà la nota deejay Kay Rush, già madrina dell’edizione 2007 dell’evento benefico.

Inizia così La moda fa bene, la quattro giorni di vendita di prodotti offerti da griffe del mondo della moda a sostegno della ricerca del San Raffaele. Dal 5 all’8 novembre nel centro di Milano, alla Rotonda della Besana (via E. Besana 12, orario: 12.30-22), tutti gli amanti del bello e i cultori dell’eleganza avranno la possibilità di acquistare con uno sconto del 50% sul prezzo di listino giubbotti, piumini ma anche borse, cinture, occhiali e tanti altri capi e accessori donati da grandi maison. Infatti anche quest’anno partecipano grandi marche: Arfango, Aspesi, Canali, Cristofle, Dolce & Gabbana, Doliva, Etro, Fay, Hogan, Il Gufo, Marina Yachting, Moncler, Pirelli PZero, Prada, Reporter, Safilo, Tod’s, Valentino, Versace e molti altri.

L’intero ricavato della vendita benefica sarà destinato a sostenere un nuovo progetto della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor: un centro d’eccellenza internazionale per la prevenzione e la cura del diabete di tipo 1, il San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI).

L’appuntamento per partecipare alla vendita benefica è:

Dal 5 all’8 novembre dalle 12.30 alle 22

Rotonda della Besana

Via Enrico Besana 12, Milano

La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Milano ed è realizzata con il sostegno di Alcatel-Lucent.
L’allestimento e la regia dell’evento sono di Silvestrin & Associati.
Si ringraziano: AADV Entertainment Srl, IBM, Gi Group, Lenovo, McCann Erickson, Moët & Chandon, Opera21 e Universal McCann

San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI)
Il San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI) sarà un centro d’eccellenza internazionale per prevenzione e la cura del diabete di tipo 1. Si tratta di un progetto ambizioso che solo per il suo avvio ha bisogno di 8 milioni di euro. L’Istituto avrà uno staff complessivo di 50 tra medici, ricercatori e personale di supporto e avrà una superficie di laboratori di ricerca di circa 500 mq all’interno del nuovo Dipartimento di medicina molecolare (Dibit 2). L’istituto inoltre farà parte della DRI Federation, una federazione internazionale che raccoglie diversi DRI nel mondo, coordinata dal centro di Miami guidato da Camillo Ricordi.

Il diabete
Il diabete è una vera e propria epidemia al punto che l’ONU ha dichiarato la malattia una autentica emergenza sanitaria planetaria. Infatti secondo dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2000 erano oltre 170 milioni le persone nel mondo colpite dal diabete; nel 2030 i malati saranno addirittura più di 360 milioni. Non solo, sempre l’OMS stimava che solamente nel nostro Paese nel 2000 vi fossero 3,5 milioni di soggetti affetti da diabete. Per lo più si tratta di persone colpite da diabete di tipo 2 ma anche il diabete di tipo 1 è in continuo aumento nel nostro Paese. Quattro nuovi casi di diabete di tipo 1, infatti, vengono diagnosticati ogni giorno solo in Italia, soprattutto tra bambini e adolescenti. Per loro si prospetta un’esistenza caratterizzata da numerosi vincoli: chi ne è colpito deve per tutta la sua esistenza monitorare la glicemia, assumere più volte al giorno insulina e sottostare a uno stile di vita molto rigido. Purtroppo, ancora oggi dal diabete di tipo 1 non si può guarire. Inoltre la malattia, se non adeguatamente trattata, espone al rischio di sviluppare importanti complicanze croniche ai danni di cuore, vasi sanguigni, sistema nervoso, occhi e reni.

 

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