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Un uomo distrutto dal licenziamento: caso di mobbing

UN UOMO DISTRUTTO DAL LICENZIAMENTO

Dopo anni di mobbing arriva il giorno fatidico del licenziamento, generato da un complotto tra datore di lavoro e qualche dipendente.

Così,  quest’uomo di quarant’anni padre di famiglia, si trova catapultato all’improvviso in una fase della propria vita nella quale non riesce nemmeno a reagire talmente grande è la sofferenza che prova dentro di sé.

Attraversa l’azienda per recarsi nello spogliatoio passando imperterrito davanti ai colleghi che, in pochi minuti vengono a sapere tutto.

Apre il suo armadietto e piangendo raggruppa i suoi panni e stacca i disegni dei propri figli con la scritta “Ti vogliamo bene Papà”.

Non capisce più niente, non sa nemmeno come raccontare tutto alla propria moglie, dopo nove anni di servizio e più di cinque anni a sopportare chi cercava ad ogni costo di ostacolarlo.

Quest’uomo è distrutto, oltre che dal dolore anche dalla rabbia e dall’angoscia…come farà ora con i figli, la moglie, il mutuo e i problemi di tutti i giorni? Troverà un altro posto di lavoro? Chi lo tutelerà?

Si domanda continuamente se il suo datore di lavoro ha una coscienza…Quando ogni sera torna a casa felice dalla propria famiglia non pensa al dolore e al male che ha procurato ad una persona come lui? Non capisce di aver distrutto la serenità di una famiglia? E’ possibile essere tanto vili da arrivare a fare tutto ciò?

Inoltre, egli si domanda perché, nel momento in cui si è rivolto alle autorità competenti sindacali e legali per chiedere aiuto, esse non sono intervenute per poter denunciare coloro che hanno provocato questa orribile situazione.

Si spera che la presente faccia riflettere.


Lettera firmata

M.S.

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