Vespe d'Artificio a teatro

SPETTACOLO TEATRALE
Sabato 12 dicembre, ore 21
Cinema Teatro Brera (via A. Grandi, 6 - Inveruno)

VESPE D’ARTIFICIO
FUTURISMO e FUTURISMI “D’OGNI LUOGO E D’OGNI ETÀ”
TRA STRAVINSKIJ E PETROLINI, PIRANESI E SANT’ELIA
Opera post-Futurista da Camera Scritta e Musicata
da Luigi Maio Musicattore, Disegni e Regia
Enrico Grillotti  al Pianoforte


In occasione della mostra “Giambattista Piranesi. L’opera grafica” organizzata in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e allestita fino al 6 gennaio presso il Centro Servizi alla Cultura del Comune di Inveruno, presentiamo lo spettacolo del Musicattore Luigi Maio.


LO SPETTACOLO
VESPE D’ARTIFICIO
FUTURISMO e FUTURISMI “D’OGNI LUOGO E D’OGNI ETÀ”
TRA STRAVINSKIJ E PETROLINI, PIRANESI E SANT’ELIA
Opera post-Futurista da Camera Scritta e Musicata da Luigi Maio

Musicattore© per sua originale e scherzosa definizione, Luigi Maio, già Ambasciatore UNICEF e Premio dei Critici di Teatro per aver avvicinato anche i giovanissimi al suo irresistibile “Teatro Musicale da Camera”, ha voluto restituire al Futurismo l’inedita - e spesso trascurata - veste ludica: scrivendo, musicando ed interpretando la cameristica Opera Buffa ‘Post-Futurista’ dal titolo Vespe d’Artificio Maio, da  ‘petroliniano’ incallito, ha saputo inserire il celebre comico Ettore Petrolini nell’Olimpo dei grandi protagonisti del novecento.
Durante lo svolgimento del suo divertentissimo ed istruttivo spettacolo, nato anch’esso dal felice sodalizio tra Maio e la prestigiosa Fondazione Mazzotta, vedremo infatti ‘dialogare’ i gloriosi fantasmi di Stravinskij e dell’autore dei “Salamini” in un’appassionante rassegna delle gesta dei futuristi.
“Più che aeroplani rombanti, mi sembrano vespe ronzanti!”. Questo il giudizio espresso dal grande compositore russo nei confronti dei ‘colleghi’ marinettiani... colleghi in quanto Stravinskij fu coinvolto in gioventù nella folle bagarre di quel bellicoso movimento. Così Maio, per la sua spassosa lezione futurista, ha ‘scomodato’ quale insigne docente il genio di San Pietroburgo strappandolo alla pace ultraterrena per calarlo - novello Dante - nel girone tutto mondano delle avanguardistiche Malebranche capitanate da Filippo Tommaso Martinetti alla testa dell’architetto Sant’Elia, dei musicisti Russolo e Pratella, dell’eclettico Savinio, del poeta Cangiullo, del raffinato pittore Depero e, fra tanti altri, dell’estroso Balla al quale Stravinskij dedicò il balletto Fuochi d’Artificio.
Il titolo di questo applaudito ed unico esempio di opera teatral-cameristica sul movimento marinettiano, nasce quindi dalla crasi tra il succitato balletto e la bonaria critica che il compositore rivolse ai futuristi.
Alle pungenti frecciate che l’autore di Pétrouchka lancerà loro, faranno eco le salaci battute di Ettore Petrolini, il quale comparirà a fianco dell’amico Igor a sostenere, con la sua ironica verve, le critiche espresse da quest’ultimo nei confronti degli scanzonati provocatori armati di “parole in libertà”.
Vespe d’Artificio, quindi, non vuole essere altro che un divertissement sugli aspetti scanzonati e meno noti del Futurismo, la cui luce ludica ed innovativa fu oscurata fatalmente dalla sinistra ombra del conflitto mondiale.
E grazie all’avvincente susseguirsi di colpi di scena, alla narrazione di aneddoti sulle “Candid Camera” improvvisate da Martinetti e Cangiullo alle prime delle loro performances, alle musiche originali composte da Maio che spaziano dal repertorio in stile stravinskijano alla “Guerra Lampo” di Groucho Marx fino ai petroliniani “Conte d’Acqua Fresca” e “Fortunello” - affidati al tocco magistrale del Maestro Enrico Grillotti - il brillante Musicattore© genovese ha ricevuto il “Premio Arte e Cultura Ettore Petrolini” quale più originale interprete dell’illustre Vate del teatro comico italiano.
Ma la presente edizione di Vespe d’Artificio, che Maio - su invito di Gabriele Mazzotta - ha concepito appositamente per il Comune d’Inveruno, ospiterà un altro futurista ‘ad honorem’: Giovan Battista Piranesi, genio veneziano trapiantato a Roma che, con le sue audaci prospettive e le visionarie incisioni de Le Carceri, sembra anticipare la futura sperimentazione dell’architetto futurista Sant’Elia. E Maio/Stravinskij, introducendo Piranesi quale sorta di Doppio di Paganini (entrambi virtuosi autori di ‘Capricci’) ne sottolineerà la figura d’artista sublime e scellerata strizzando l’occhio a Pierluigi Panza e al suo originale ed appassionante libro LA CROCE E LA SFINGE, VITA SCELLERATA DI GIOVAN BATTISTA PIRANESI (ed. Bompiani).


L’ARTISTA
Musicista, attore ed autore, “Premio Arte e Cultura Ettore Petrolini”, vincitore dell’ambito “Premio della Critica Teatrale 2004-2005” quale originale mattatore e reinventore del Teatro Musicale da Camera e codificatore del “Teatro Sinfonico”©, il genovese Luigi Maio (Musicattore© per sua scherzosa definizione) ha avvicinato platee eterogenee a questo particolare genere drammaturgico - concertistico, creando una vera e propria tendenza nel panorama teatrale italiano e riscuotendo grandi successi in Italia e all’estero. Collabora con prestigiose orchestre, ensemble e grandi direttori  portando in scena apprezzate edizioni de “L’Histoire du Soldat” (apparsa in cd nello speciale di Natale della rivista Amadeus assieme al violinista Domenico Nordio e ai Solisti del Teatro Alla Scala, recentemente approdata con grande successo allo strehleriano Piccolo di Milano e ora in programmazione all’Argentina di Roma per la Stagione ‘08/’09 dell’Accademia Filarmonica Romana in collaborazione col Teatro di Roma e la Roma Sinfonietta), Façade (proponendo al pubblico italiano la prima versione italiana del lavoro di Walton/Sitwell assieme all’Ensemble Hyperion),  Pierino e il Lupo (nella sua versione italiana interamente in rima), Vespe d’Artificio – il Futurismo da Stravinskij a Petrolini (altro grande successo presso il Piccolo di Milano sempre in collaborazione con Fondazione Mazzotta), Un Piccolo Flauto Magico, La Camera di Erich Zann, La Camera Magica di Don Giovanni (per Trio col Gruppo Hyperion e anche per Archi, Clavicembalo e Basso Continuo su commissione della Camerata Strumentale Italiana diretta dal Maestro Fabrizio Ficiur), Un Peer Gynt da Camera (in scena alla Società del Quartetto assieme all’Orchestra d’Archi Italiana diretta da Mario Brunello e trasmessa con successo su Radio Tre), In Viaggio con Rossini, Gli Elisir di Dulcamara (produzione del Carlo Felice di Genova e riallestita per la mostra “Salvator Dalì - l’opera grafica” curata dalla Fondazione Mazzotta), La Bellezza del Diavolo (dove ha recuperato, e ridotto per pianoforte a quattro mani, l’originale colonna sonora di Roman Vlad scritta per l’omonimo film di Clair e in seguito andata perduta), Le Fiabe da Camera, la “Parodia da Camera” La Spada Nella Roccia (su musiche sue e di Britten) commissionata per la Rassegna “Notti Malatestiane”, ed altre ancora. L’interesse anche dei giovanissimi per i suoi spettacoli gli ha valso alcune Tesi di Laurea a lui dedicate, nonchè l’onorifico titolo di Ambasciatore UNICEF per l’alto valore pedagogico riconosciuto al suo lavoro.

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.