Pesci nelle secche del Naviglio

Pesci nelle secche del Naviglio: Trezzano dà l'esempio

Dopo l'appello di molte persone che, in bici e a piedi, percorrono l'Alzaia, il vicesindaco Oliviero Camisani ha dato il via all'operazione “Acqua in bocca”. È stata ribattezzata operazione “Acqua in bocca” e l'obiettivo è salvare da morte certa centinaia di pesci intrappolati nella poca acqua presente, in questo periodo, nel Naviglio Grande. Almeno nel tratto che attraversa il Comune di Trezzano.

“Abbiamo mobilitato la nostra Protezione civile, che ha fatto un lavoro egregio – sottolinea il vicesindaco e assessore all'Ambiente di Trezzano sul Naviglio, Oliviero Camisani – insieme alle locali Guardie ecologiche volontarie e a quelle provinciali per salvaguardare la maggior quantità possibile di fauna ittica. Le operazioni di recupero sono iniziate ieri e proseguiranno anche nei prossimi giorni, almeno nel tratto che attraversa il nostro territorio”.

L'intervento, denominato a Trezzano “Acqua in bocca”, ha richiesto il coinvolgimento di personale specializzato e appositi mezzi per ridurre al minimo i possibili traumi dei pesci che nuotano nel Naviglio Grande.

“In un tratto vicino a cascina Venezia – prosegue Camisani – sono stati individuati oltre cinquanta quintali di cavedani, carpe e altre tipologie. Ed è stato molto complicato riuscire a recuperarli per poi trasportarli nei vicini canali, in zona di tutela ittica. Però abbiamo ritenuto doveroso salvaguardare un patrimonio di estrema importanza per il nostro territorio e per tutto il sud milanese”.

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