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Milano, la Moda stà morendo?

PER IL “GUARDIAN” LA MODA A MILANO ORMAI È MENO INFLUENTE DI PARIGI
“Ma Comune e Camera della Moda stanno reagendo”

“Milano ormai meno influente di Parigi e meno creativa di Londra, anche se la Camera della Moda e il Comune hanno reagito”. Non usa mezzi termini Imogen Foz in un articolo apparso sul Guardian e segnalato dall’Osservatorio giornalistico internazionale “Nathan il Saggio”, che muove da una analisi impietosa della moda a Milano.

Nel testo si legge: “Milano, una volta dinamico centro della moda internazionale e casa spirituale dei super marchi, ha visto la propria influenza diminuire negli ultimi 5 anni. La settimana della moda di Londra è probabilmente più creativa, quella di Parigi più influente. L’impatto della recessione e il gusto corrente per il minimalismo, che non è un trend poi così ovvio a Milano, dove la sfrontatezza e l’audacia sono spesso il look che meglio la caratterizza, si sono aggiunti alle avversità italiane. La scorsa stagione l’evento fu accorpato in 4 giorni perché Anna Wintour, l’influente editore di Vogue USA, aveva programmato solo un breve soggiorno in città.
La Camera della Moda, l’ente italiano che governa la moda italiana e le sfilate, spalleggiata da Bertelli e Armani, ha deciso di rinvigorire il calendario distanziando i marchi più potenti, rendendo il programma di questa settimana il più lungo da alcuni anni a questa parte. Hanno scaricato alcuni marchi e spostato il centro delle attività per la prima volta in 30 anni per evitare lamentele sugli ingorghi del traffico e i ritardi”.

Il quotidiano britannico, dunque, prende atto che la Camera della Moda e il Comune di Milano non sono rimasti inattivi di fronte al presunto declino del fashion system meneghino.
Pronta la replica di Giovanni Terzi, Assessore alle Attività Produttive, Moda, Design ed Eventi del Comune di Milano, che smentisce la disamina del Guardian con cifre alla mano: “La moda a Milano è in buona salute e lo testimoniano diversi fattori, non ultimi i dati economici. Secondo una ricerca commissionata dal Comune, il 9 luglio di quest’anno il valore della quotazione di bilancio delle aziende milanesi di gran lusso, come Prada e Burberry, ammonta a ben 15 milioni di euro, quasi tre volte quello che viene generato nelle aziende produttrici di lusso anglosassoni. Inoltre, il valore di sell out dei negozi vede Milano in testa, con un consumo pro capite di 1.960 euro contro i 648 di Parigi e i 624 di New York”.

E Terzi continua: “Milano ha risposto con un lavoro di sistema straordinario e non è seconda a nessuno. Il tema vero della creatività è fare business e con piacere abbiamo dimostrato che a Milano si fa business sul lusso e sulla moda. Continueremo su questa strada, tant’è che stiamo per far nascere il fashion board, chiamando a raccolta tutti i Paesi importanti nel mondo della moda, la Camera della Moda, la Camera di Commercio, gli stilisti, i pr degli stilisti, l’informazione, gli showroom. Tutti insieme lavoriamo per promuovere il marchio «Made in Italy», per promuovere questo evento della città di Milano”.

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