Mostra: La Nostra Africa

LA NOSTRA AFRICA. ARTE LETTERATURA E DINTORNI


Con gli appuntamenti di ‘La Nostra Africa’ viene inaugurato ufficialmente il progetto Bibliotutti, realizzato in collaborazione con Centro come di Milano e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Vodafone Italia  attraverso il bando “favorire la coesione e l’inclusione sociale mediante le biblioteche di pubblica lettura”.

Il progetto BIBLIOTUTTI intende proporre una serie di azioni ed interventi rivolti alla popolazione italiana e straniera per favorire l’accesso alle biblioteche comunali da parte delle fasce di cittadini abitualmente esclusi, incentivare la fruizione del patrimonio culturale da parte delle famiglie di origine non italiana, sostenere lo scambio e il confronto tra cittadini autoctoni e stranieri, ai fini della convivenza civile e di una maggiore integrazione.

Il primo intervento prevede l’organizzazione di una mostra e di un incontro con un artista e uno scrittore  straniero. L’obiettivo è di favorire la conoscenza di una cultura straniera da parte degli utenti della biblioteca.
Rimandiamo all’inaugurazione della mostra per i dettagli sui successivi interventi

“La nostra Africa: arte letteratura e dintorni”
 
• 16-31 ottobre 2010
Mostra di Mor Talla Seck, artista senegalese
Sabato 16 ottobre:  ore 11.00 – inaugurazione
Ore 14.30 -  laboratorio di costruzione di maschere con Mor Talla Seck
Per bambini 6-8 anni. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione in Biblioteca
 
• 29 ottobre 2010 – ore 21
Incontro con lo scrittore togolese Kossi Komla-Ebri
 
SALA FRANCESCO VIRGA– Biblioteca Comunale di Inveruno, Largo Pertini 2
Ingresso libero

Gli orari di apertura della mostra coincidono con quelli della biblioteca:
Martedì : 14.00-18.00 ;  20.30 - 22.30
Mercoledì:  9.00- 12.30 ; 14.00 - 18.00
Giovedì e venerdì: 14.00 - 18.00
Sabato: 9.00 - 12.30 ; 14.00 - 16.30
Domenica: 10.30 - 12.30
 
 
Lo scrittore
Nato in Togo (Tsévié) il 10 gennaio 1954, Kossi Amékowoyoa KOMLA-EBRI conseguita la maturità in Francia, approda in Italia nel 1974 a Bologna ospite del fu Card. Giacomo Lercaro presso il Collegio Internazionale “Villa San Giacomo”. Completati gli studi universitari in Medicina e Chirurgia a Bologna, si è specializzato a Milano in Chirurgia Generale. Oggi lavora in Laboratorio Analisi presso l’ospedale Fatebenefratelli di Erba (Co). È sposato e padre di due figli e risiede a Pontelambro (Co).
Vincitore del primo premio per la narrativa in occasione della terza edizione del concorso Eks&Tra nel 1997 col racconto “Quando attraverserò il fiume”, è premiato anche nell’edizione del 1998.
Ha scritto saggi  per la rivista “Lettere” e “Caffè”. Altri racconti sono stati pubblicati sulla rivista “NarraSud”, sul sito “Sagarana” e sul quotidiano “L’Unità” oltre a comparire in alcune antologie.
Un suo saggio “Anch’io sono l’Italia”, dedicato alla Letteratura Italiana della Migrazione, è stato pubblicato sulla rivista tedesca Die Brücke. 
Insieme al medico-itinerante Aldo Lo Curto e al disegnatore brasiliano Ubiratan Porto, egli è autore di “Afrique. La santé en images”, manuale  che  viene distribuito gratuitamente in diversi villaggi africani per la divulgazione dell’educazione sanitaria tra le popolazioni locali.
Già presidente fondatore della A.S.A.E (Associazione Solidarietà Africana Erba), che divulga la conoscenza dei valori africani in un ruolo di mediatore culturale, egli è socio onorario dal 1995 dell’associazione “les cultures-Onlus” -laboratorio di cultura internazionale- che intende favorire l’affermarsi di una mentalità cosmopolita e diffondere la conoscenza dei popoli, della loro storia e della loro cultura. 

E' membro del comitato editoriale di El-Ghibli rivista online di letteratura della migrazione, direttore della collana letteratura migrante delle Edizioni dell'Arco ed è stato autore di un Blog sul Il Passaporto.
Recentemente ha pubblicato: “Identità trasversa” (Antologia “Parole di sabbia”, Ed. Il Grappolo, 2002), “Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero” con una introduzione di Laura Balbo (Ed. Dell'Arco-Marna, 2002), il romanzo “Neyla” (Ed. Dell'Arco-Marna, 2002) che è stato tradotto e pubblicato negli Stati Uniti dalla Fairleigh Dickinson University Press, la raccolta di racconti “All'incrocio dei sentieri” (Ed. EMI-Bologna, 2003), e “I nuovi Imbarazzismi-quotidiani imbarazzi in bianco e nero…e a colori” Edizioni dell’Arco-Marna 2004.


L’artista
Mora Talla Seck è nato il 5 dicembre 1976 a Thies in Senegal. Dopo essersi avvicinato alla grafica, alla pittura e alla scultura, ha iniziato a realizzare opere in cartapesta.
Nel 1999 si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Dakar.
Terminata l’Accademia lavora presso Pictoon, prestigioso studio di cinema d’animazione senegalese a livello internazionale. Insegna educazione artistica presso alcuni istituti di Dakar ed espone i suoi lavori nella prestigiosa Galleria Nazionale, al Museo dell’Ifan e al Centro Culturale Blaise Pascal di Dakar.
Nel 2001 ha ricevuto un riconoscimento in Senegal per il logo del patrimonio culturale nazionale e per il Fond National de promotion pour la jeunesse.
Nel 2004 nell’ambito di una iniziativa di scambio culturale franco- senegalese, si reca a Parigi per partecipare ad un progetto teatrale. Nel 2005 si trasferisce in Italia per approfondire le tecniche  della scultura in metallo. Frequenta a Pietra Rubbia un corso di trattamento artistico dei metalli presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Oggi vive e lavora a Milano: dipinge, crea sculture, scrive testi per il teatro dei bambini, anima laboratori di pittura nelle scuole.
Ha curato un’esposizione sui temi del canto e della danza senegalese. Le ultime opere in cartapesta rappresentano le danze tradizionali e i musicisti del Senegal. 

 
La mostra ad Inveruno: il bosco sacro

Si tratta di un luogo sacro dove sono conservati i valori tradizionali, dove è custodita l’anima degli antenati, dove la natura preserva la conoscenza ancestrale. Per gli animisti tutti gli elementi della natura, siano essi umani, animali, vegetali e minerali, costituiscono un’unica forza vitale.
Il bosco sacro è un luogo di iniziazione alla vita sociale, religiosa e spirituale. I riti di iniziazione accompagnano i giovani in tutte le tappe importanti della loro esistenza (pubertà, adolescenza, passaggio all’età adulta) e hanno lo scopo di renderli parte attiva della Comunità, di partecipare alla vita religiosa guadagnando l’accesso ai luoghi sacri, di imparare a rispettare i valori tradizionali.
Nel bosco sacro, inoltre gli anziani insegnano ai più giovani il rispetto per gli adulti, le norme che disciplinano il villaggio, il clan, la famiglia, i codici e la lingua segreta dei tams-tams, le leggi del bosco sacro.

 I Diolas, abitanti della  Casamance, regione a sud del Senegal dove sono ancora vive credenze ancestrali e tradizioni delle religioni animiste. Per gli animisti tutti gli elementi della natura siano umani, animali, vegetali e  minerali costituiscono insieme un unica forza vitale; essi credono a un solo Dio creatore dell' universo, dell'uomo e della natura, un saggio che è forza e spirito e  non ha forme visibili. I Diolas implorano raramente il dio creatore (Atemit), ma venerano numerose divinità o geni tutelari (della terra, del villaggio, delle generazioni passate presenti e future) i quali  mediano tra Dio e loro. A questi numi vengono dedicate cerimonie rituali accompagnate da preghiere e da offerte.
 In occasione dei riti, le maschere ed i costumi portati dai ballerini simbolizzano l' incarnazione degli spiriti o dei geni. Le musiche e le danze permettono all'animista di entrare in trance e captare l'energia vitale di uno spirito o di un antenato per riceverne la forza, la sua conoscenza o i suoi poteri, perché per i Diolas dopo la morte lo spirito, dunque la forza vitale, continua a esistere.
Tutte le cerimonie rituali hanno luogo nei boschi sacri("bois sacrès") inaccessibili ai non iniziati. Sacri poiché la natura, vegetale ed animale, è sacra per i Diolas che devono proteggerla. Ogni villaggio possiede diversi di questi luoghi, alcuni riservati agli uomini e  altri  alle donne.
I Diolas praticano il culto dei féticci (boechin), oggetti dalle virtù benefiche che posseggono una qualunque forma di energia vitale,  uno spirito o elementi magici e sovrannaturali. I feticci sono un rifugio spiritico contro ogni specie di minacce, infortuni, malattie, morte, siccità… Il bosco sacro, che protegge questi feticci, è custodito dalle donne Diolas.

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