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Prova Aperta Filarmonica della Scala 2011

LA FILARMONICA DELLA SCALA INCONTRA LA CITTÀ

Prova Aperta a favore della Scuola Italiana di Senologia

Domenica 3 aprile alle ore 10 sarà il Maestro Riccardo Chailly a dirigere la Filarmonica della Scala in occasione della Prova Aperta che si terrà al Teatro alla Scala in favore della Scuola Italiana di Senologia. Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di Gustav Mahler, Chailly torna sul podio scaligero per dirigere la straordinaria e impegnativa Sinfonia n. 7.
Considerato uno dei maggiori interpreti mahleriani del nostro tempo, il Maestro Chailly introdurrà la Prova insieme a Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, guidando il pubblico alla scoperta di una delle pagine più dense e complesse del compositore boemo.
Oltre a costituire un’opportunità unica per assistere a prezzi contenuti e in anteprima alla messa a punto di un grande concerto, le Prove Aperte rappresentano anche un’importante occasione di solidarietà: l’intero ricavato di questa serata, anche grazie al contributo di General Electrics, andrà a sostegno dell’Associazione Scuola Italiana di Senologia, fondata nel 1984 da Umberto Veronesi per contribuire a migliorare il livello delle diagnosi e delle cure dei tumori della mammella.
Anche quest’anno la Filarmonica della Scala, in collaborazione con il Main Partner UniCredit e con il sostegno di UniCredit Foundation, prosegue il tradizionale sostegno nei confronti delle organizzazioni non profit, offrendo la possibilità di organizzare alcune Prove Aperte dei concerti in programma per la stagione 2010/2011: il calendario delle Prove Aperte si conclude con l’ultimo appuntamento domenica 8 maggio in favore della Fondazione Opera San Francesco per i Poveri.
L’iniziativa, realizzata con il supporto organizzativo di Aragorn, è resa possibile anche grazie alla collaborazione e alla disponibilità del Teatro Alla Scala.
La Scuola Italiana di Senologia - fondata nel 1984 da Umberto Veronesi e sostenuta da illustri personalità del mondo dell'arte, della cultura e dell'imprenditoria – opera per favorire il rapido trasferimento dei risultati della ricerca alla pratica clinica, in modo da raggiungere anche le zone più decentrate e le fasce sociali più disagiate. Considerando come, di tutti i tumori, quello alla mammella sia il più diffuso, ogni donna è una potenziale vittima che va difesa. Se da un lato, quindi, bisogna prevenire, dall’altro è necessario curare, evitando il più possibile trattamenti demolitivi e aggressivi, sovratrattamenti o, come nel caso delle donne anziane, sottotrattamenti. Ciò è possibile formando medici, infermieri e operatori, nonché sostenendo la ricerca, grazie alla quale si assiste, nonostante l’aumento della malattia, a un calo della mortalità.
Abbiamo il dovere di garantire alle donne ammalate, giovani e anziane, una vita piena e durevole. Non per un patetico tentativo di negare il malessere, l’invecchiamento e la morte, come tanti sostengono, ma per far confluire le diverse età e condizioni della vita in un divenire scorrevole e unitario e per prospettare alle ultime generazioni un futuro che non sia la negazione del loro presente. Perché una società che non investe energie per salvaguardare la salute della donna, è una società incapace di guardare al domani.

Biglietti: da 5 a 50 euro (escluse le commissioni di servizio)

Informazioni e prevendita telefonica allo 02 465.467.467 (da lunedì a venerdì ore 10/13 e 14/18).

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