Nuova Moschea a Sesto San Giovanni

moscheaNuova moschea a Sesto, si aprono le polemiche.

La «moschea» o meglio il centro culturale islamico a Sesto San Giovanni si farà.  
Così ha stabilito il consiglio comunale, con i 17 voti favorevoli del centrosinistra (Pd, Sel, Idv, Prc, Pdci) e i 6 contrari del centrodestra dando il via libera alla realizzazione del nuovo Centro Islamico e della grande moschea al Restellone.
La struttura, con una superficie di oltre 2mila metri quadrati e una capienza massima di circa 700 persone, sorgerà in via Luini tra la ferrovia e il cavalcavia Vulcano, su terreni di proprietà comunale dati al centro culturale in diritto di superficie.

L'edificio è stato pensato in due palazzi da tre piani: uno per le attività di preghiera e l'altro per quelle ricreative e culturali con annessa biblioteca.
Il primo è verso Nord, per rispettare l'orientamento verso la Mecca, imprescindibile per la cultura islamica.
Il tutto per un intervento da oltre 4,6 milioni di euro.
L’opposizione di centro-destra, non ci sta.
“Siamo da sempre fortemente contrari – dichiara il rappresentante del Carroccio – alla costruzione di una Moschea a Sesto San Giovanni. Un concetto che abbiamo ribadito più volte con incontri pubblici, manifesti, cortei e organizzando anche un referendum in piazza dove abbiamo raccolto oltre 3 mila “no” da parte dei cittadini sestesi.”
Ma C’è anche chi vede dietro quest’iniziativa una trovata elettorale da parte dell’amministrazione, che vuole accaparrarsi i voti della comunità musulmana. Risponde così Ibrahim Chabani, responsabile comunicazione del centro islamico.
“La comunità musulmana a Sesto esiste da 20 anni partecipando attivamente alla vita sociale della città e inoltre nella zona vicino al nostro attuale centro di via Tasso non ci sono mai stati problemi-. Gli appartenenti alla nostra comunità sono all’incirca 6000. Capisco i partiti che fanno campagna elettorale, ma i problemi non si risolvono in questo modo”.

Ma i veri danneggiati da questa situazione sono i residenti, che pur essendo per la libertà di culto non ritengono idonea l’ubicazione scelta per il centro islamico.
«Vivibilità e sicurezza» risuonano nei loro discorsi.
Sit-in sotto al palazzo comunale, Lettera aperta al sindaco, petizione contro il degrado, i cittadini promettono che andranno avanti con la protesta.

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