Verdone e "La casa sopra i portici"

la casa sopra i porticiCarlo Verdone e "La casa sopra i portici"

L’8 marzo uscirà a Milano l’autobiografia di Carlo Verdone che, in compagnia di Fabio Maiello, presenterà alla Feltrinelli: "La casa sopra i portici", nel resto d’Italia il libro esce oggi.

Carlo Verdone è un attore molto apprezzato dal pubblico, coi suoi personaggi ha portato in scena l’ipocondriaco e il ragazzo coatto e furbo, il prete amico di famiglia e il dottore meticoloso ma senza cuore, le nevrosi affettive e i conflitti relazionali, tra l’esilarante e il sentimentale. Storie che ci hanno strappato risate e indotto a soffermarci sulla superficialità di tanti rapporti sociali.
Carlo Verdone è figlio di uno storico del cinema; a 24 anni ottiene il diploma di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia dove lavora Roberto Rossellini. Nel 1975 si laurea in Lettere Moderne a La Sapienza. Conosce personalità importanti che concorreranno alla sua formazione e alla sua carriera. Con Sergio Leone recita in "Un sacco bello" e "Bianco, rosso e Verdone". Lavorerà con Alberto Sordi, "In viaggio con papà". Forse fra i suoi film più interessanti ci sono "Maledetto il giorno che t’ho incontrato" con una bellissima Margherita Buy e "Perdiamoci di vista" nel quale affronta il tema della disabilità con una Asia Argento in sedia a rotelle. Il 2 marzo è uscito l’ultimo suo film: "Posti in piedi in paradiso", in cui è regista e attore. Insieme a lui, un ottimo Pierfrancesco  Favino e Micaela Ramazzotti. Una commedia che tratta la difficoltà della convivenza di tre divorziati, la crisi economica, i rapporti fra uomini e donne e fra genitori e figli.
In una recente intervista, Carlo Verdone afferma che il suo "film più importante è un libro". E torniamo a "La casa sopra i portici", ai ricordi privati, della giovinezza, della famiglia e delle relazioni sentimentali, alle tappe della carriera e agli incontri fondamentali, significativi (Federico Fellino e Alberto Sordi), alla nostalgia per persone che non ci sono più e per una città, Roma, che non contempla più lo stridere delle rondini e il suono delle campane di un tempo.
Carlo Verdone, in un’intervista pubblicata su "Il Messaggero", racconta di sé e del libro: "Il duro lavoro dei miei, che tra i risultati e le soddisfazioni hanno avuto anche un figlio che li ha potuti onorare. Perché devi avere un nome per poter pubblicare un libro. L’ho scritto per fermare il tempo, anche se ne è passato molto. Tanto tempo, tanta storia."
"Sono un regista, ma era complicato raccontarla in un film. Però non potevo fare a meno delle immagini, volevo far rivivere le persone fotograficamente. Prendetelo come un mini-mini-mini film. In quella casa uno come Ettore Scola avrebbe potuto girare benissimo La famiglia, perché era un luogo poetico. Io, nato nel ’50, comincio a ricordare qualcosa dal ’55-’56, un po’ in bianco e nero e molto a colori. Nel 1980 mi sono sposato ma ho continuato a frequentare la casa perché, morta mia madre nel 1984, c’era mio padre. Finché anche lui ci ha lasciati."
"In questa avventura mi ha accompagnato Fabio Maiello, un saggista di Napoli che mi ha suggerito la ripartizione dei paragrafi a macchia di leopardo. Il montaggio l’ho fatto fare a lui, è una narrazione anarchica ma più coinvolgente. La molla che ha dato il via al libro è stato un miracolo molto strano: ricevetti una foto di mia madre ragazza su un pattino a Porto Recanati. Mi commuoveva vedere ragazza, nel pieno della sua vita, la donna che avevo amato di più nella vita. Un minuto dopo squillò il telefono. Lucherini e Pignatelli mi segnalavano che un signore aveva trovato 300-350 lettere che i miei si erano scritti. Ho ripercorso la loro crescita, dal ’41 al ’48, la storia della mia famiglia, la difficoltà di mio padre di farsi accettare, perché allora gli intellettuali non guadagnavano niente. Ma per mia madre era speciale."

Libreria La Feltrinelli
piazza Piemonte, 2 - 20145 Milano

Inizio evento ore 18:30
8 marzo 2012

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