Prete licenziato perchè pro gay

prete licenziato"Licenziato" dalla Curia Milanese perché pro-gay: Don Mario lascia Perego.

Dal primo marzo la Curia di Milano ha sciolto l’accordo con la diocesi di  Sardegna che consentiva a un sacerdote, don Mario Bonfanti, di svolgere la propria attività pastorale nella piccola comunità di Perego, in Brianza.
Ufficialmente la motivazione sarebbe la scadenza della convenzione con la diocesi di Ales Terralba.
“Ma allora perché non l’hanno rinnovata?”
I fedeli brianzoli indugiano e criticano la scelta, sostenendo che in realtà si tratti di una vera e propria ritorsione della curia nei confronti del prelato, che ha abbattuto uno dei tabù della Chiesa di Roma.
Infatti don Mario è noto per le sue posizioni aperte e ostentatamente progressiste verso le coppie di fatto, la questione omosessuale, l’accoglienza delle persone divorziate e poi risposate.
Più volte è stato richiamato all’ordine e invitato alla prudenza dei superiori ma non sarebbe servito a nulla. Poi il 14 febbraio ha condiviso un link di Amnesty International in cui si legge «ogni giorno, anche in Europa, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione».
Laconico il commento di don Mario al link pubblicato sul social network: «Purtroppo questo capita anche in Italia... specie nella chiesa».
Tali Affermazioni sono state considerate troppo compromettenti con la carica assegnata. Da qui la decisione di sciogliere il contratto e ritenere Don Mario libero da qualunque impegno verso la parrocchia di Perego.
La reazione della comunità e della rete non si è fatta attendere. E' già nata la pagina di Facebook "Io sto con Don Mario"  che conta più di 700 membri a sostegno del prete. E  in tutto il paese sono stati affissi striscioni di sostegno a favore del religioso: “Noi siamo con don Mario”, “Lasciateci don Mario”.
Domani sera, lunedì, verrà spedita una lettera di protesta al alla Curia e al Cardinale Scola per sollecitarlo a cancellare il provvedimento.
 Tra quanti hanno già manifestato l’intenzione di aderire c’è anche Egidia Beretta, sindaco di Bulciago e mamma di Vittorio Arrigoni, il 36enne attivista per i diritti umani dei palestinesi assassinato lo scorso 15 aprile a Gaza da un gruppo di terroristi salafiti, motiva la sua decisione con il fatto che il sacerdote parlava spesso ai ragazzi del figlio, nativo di Besana Brianza.“

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