Arrestato pedofilo, allenatore di volley

gianluca mascherpa allenatore pedofiloG. Mascherpa ha 49 anni, nato in Puglia, vive a Milano da molti anni. Due ragazzine delle squadre di pallavolo presso cui Mascherpa lavorava come allenatore, hanno raccontato ai genitori le attenzioni dell’uomo nei loro confronti: andava a prenderle all’oratorio, era molto disponibile, le andava a trovare all’uscita da scuola. Le famiglie delle ragazzine si sono subito rivolte ai carabinieri e le indagini delle forze dell’ordine hanno portato alla luce denunce e condanne molto gravi per un uomo a cui vengono affidate bambine dagli 11 ai 15 anni.

Appena uscito di prigione nel 2010, Mascherpa ha trovato occupazione, in qualità di coach di pallavolo, in tre società dell’hinterland milanese, nessuno sapeva che fosse appena uscito dal carcere, nessuno sapeva che dal 2005 era stato interdetto per l’attività di insegnamento in quanto condannato per innumerevoli reati legati alla pedofilia. Per anni ha consumato rapporti sessuali con minori “venduti” dai genitori, delle storie che appaiono ancor più incredibili perché sono coinvolti anche i genitori delle vittime. La prima volta che Gianluca Mascherpa fu arrestato risale al 1998, in 14 anni ha ampiamente dimostrato che è recidivo.
Nel 2010, appena uscito dal carcere, è tornato a Milano raggiungendo la madre inferma e vivendo a casa sua. E ha cercato lavoro in un ambito che lo avrebbe nuovamente circondato di bambine e ragazzine.

Durante le recenti indagini, la polizia ha scoperto, inoltre, che Mascherpa aveva attivato una decina di profili in internet dove fingeva di essere un quindicenne per adescare altre fanciulle. Postava fotografie di giovanissimi ragazzi a adolescenti con cui rimaneva in contatto e alle quali prima chiedeva fotografie e le lusingava, poi chiedeva atti sessuali davanti alla webcam.
Adesso l’allenatore pedofilo è stato nuovamente scoperto e denunciato. Che cosa farà in futuro?
La pedofilia è subdola. Senz’altro è difficile prevenire i reati, ma quanto sarebbe importante poterlo fare. La società invece riesce a malapena a denunciare ciò che è già stato compiuto e a commissionare dei periodi di carcerazioni a coloro che si sono macchiati di tali colpe, un periodo di detenzione spesso breve e inadeguato, dove nessuna iniziativa è volta per recuperare il soggetto, quindi migliorare e proteggere la collettività.

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