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Incontro con Sartre e Simone de Beauvoir

sartre e simone de beauvoirUn ritratto speciale degli anno d’oro di Parigi: un incontro con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir

Ognuno di noi dentro di sé è innamorato di Parigi e sogna di poterci vivere un giorno o l’altro. Quando pensiamo alla città della luce subito ci vengono in mente le immagini in bianco e nero che sono stampate sulle cartoline dei bouquinistes che si trovano lungo la Senna e che la ritraggono nei suoi anni migliori, ovvero quelli che vanno dalla Belle Époque fino agli anni ’30 e ’40  e alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

È proprio nel secondo dopo guerra infatti che gli intellettuali iniziano a incontrarsi nel quartiere di St.-Germain-des-Prés presso i due famosi caffè Deux Magots e Café de Flore e sorge così quel particolare connubio tra filosofia esistenzialista e jazz che ancora oggi affascina molti turisti che cercano le tracce dei grandi personaggi che frequentavano il quartiere.

Protagonisti di questo connubio sono stati il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre, la femminista e sua compagna Simone de Beauvoir, la cantante Juliette Greco, per cui Sartre scrisse una poesia che divenne il testo di una sua canzone, lo scultore Alberto Giacometti, e ancora molti altri.

Per quanto riguarda in dettaglio Sartre e la Beauvoir, loro rappresentano due figure centrali ed emblematiche della cultura francese del tempo e il loro stile di vita e il loro pensiero influenza ancora oggi quello attuale.

Sartre è diventato infatti un pensatore cardine della corrente esistenzialista grazie alla pubblicazione nel 1943 di Essere e nulla, anche se deve la sua fama soprattutto alla conferenza da lui tenuta nel 1946, la quale venne successivamente pubblicata nel libro L’esistenzialismo è un umanismo e che portò il suo pensiero a essere conosciuto dal grande pubblico e a trasformarlo in una “moda” del tempo. Sartre fu anche un romanziere, come testimonia un altro suo famosissimo testo quale La nausea (1938), e uno sceneggiatore teatrale, di cui un testo molto significativo – anche dal punto vista filosofico – di questa sua produzione è A porte chiuse (1944), in cui Sartre scrisse la celeberrima frase “L’inferno sono gli altri”.

Simone de Beauvoir ebbe invece un ruolo fondamentale nell’ambito del femminismo, in quanto fu la prima a realizzarne una teorizzazione rigorosa nel suo famoso libro Il secondo sesso del 1949. In questo saggio la pensatrice affronta il tema dell’inferiorità della donna senza tralasciare nessuna delle circostanze, sia storiche che psicologiche, che portano la donna a vivere in una condizione di sottomissione all’uomo e conclude la sua opera proponendo tutti quei principi di uguaglianza (di diritti civili, sociali e politici rispetto agli uomini) che saranno poi alle basi delle pari opportunità.

E fu proprio perché la Beauvoir non voleva sottostare ad alcun vincolo formale – che l’avrebbe potuta rinchiudere in uno stereotipo femminile e privarla della sua libertà intellettuale – che agli inizi della sua storia con Sartre rifiutò di sposarlo, così come scrive nel primo dei suoi quattro volumi autobiografici, Memorie d’una ragazza perbene (1958). Da allora Sarte e la Beauvoir mantennerro una relazione d’amore prettamente intellettuale che però non impedì loro né di incontrare altri amori durante la propria vita né di avere la consapevolezza di aver trovato nell’altro un compagno che sarebbe restato al proprio fianco per tutta la vita.

Se questi piccoli spunti vi hanno incuriosito allora potrebbe interessarvi l’incontro che  si terrà  il prossimo giovedì 12 aprile alle 18.30 alla mediateca dell’Institut français di Milano. In questa occasione verrà infatti presentato il testo inedito La responsabilità dello scrittore di Jean-Paul Sartre dalle due studiose Madeleine Gobeil, che fu amica di Simone de Beauvoir, e Rosellina Archinto, che ha curato l’edizione del libro.

La vera chicca è però ciò che segue la conferenza e consiste nella proiezione del film, rigorosamente in lingua francese (altrimenti non sarebbe un vero incontro del Centre Culturel Français de Milan!), Portrait croisé (1967) di Simone de Beauvoir e di Jean-Paul Sartre, che mette in luce anche gli elementi della loro vita quotidiana nel periodo in cui la loro fama aveva raggiunto l’apice. L’ingresso all’incontro è gratuito fino ad esaurimento posti.

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