Renzo Bossi: scandalo e dimissioni

scandalo renzo bossiIn seguito allo scandalo sui rimborsi elettorali della Lega, che sarebbero stati usati dai familiari di Umberto Bossi per spese personali, Renzo Bossi si è dimesso da consigliere regionale e ha spiegato in questo modo la sua scelta: "In questo momento di difficoltà, senza che nessuno me l'abbia chiesto faccio un passo indietro e mi dimetto da consigliere regionale. Sono sereno, so cosa ho fatto e soprattutto cosa non ho fatto e non sono indagato. In consiglio regionale negli ultimi mesi ci sono stati avvenimenti che hanno visto indagate alcune persone. Io non sono indagato, ma credo sia giusto e opportuno fare un passo indietro per il movimento".
Intervistato dalla stampa, il Senatùr non ha accennato all’inchiesta sull’eventuale uso privato dei finanziamenti pubblici, ha appoggiato le dimissioni del figlio dicendo: "Erano mesi che mi diceva che era stufo di stare in regione. Ha fatto bene a dimettersi".

Anche Roberto Calderoli vede positivamente le dimissioni del Trota: "Renzo Bossi ha fatto un gesto responsabile e sofferto che però dà una mano a tutti noi e alla Lega a superare questo momento. A fronte di queste accuse e attacchi, dimostra un senso di responsabilità. Come il padre ha fatto un gesto importante, anche Renzo si è reso conto che per il bene della Lega questa era una cosa opportuna e necessaria."
Intervistato Matteo Salvini, le sue parole sono state: "Stiamo rivedendo tutti i conti euro per euro senza fare sconti a nessuno. Questo è un primo passo. La Lega ha un patrimonio di 3 milioni di elettori e di decine di migliaia di militanti che sono disorientati e incazzati come bufali. C'è la voglia di ripartire a testa alta. Mentre siamo costretti a occuparci di lauree false, di viaggi in hotel e di cantanti improbabili, il governo Monti continua indisturbato a massacrare il Nord. Il nemico della Padania è il premier e da mercoledì partiremo all'attacco".
Alessandro Martello, autista del giovane Bossi, lo ha accusato di appropriazione indebita e ha fornito dei video come prova: "Non ce la faccio più, non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare".
"Il fatto è che questo denaro mi veniva dato come corrispettivo degli scontrini e delle ricevute che presentavo. E tra queste ricevute molte mi erano state date da Renzo per coprire sue spese personali: poteva essere la farmacia, ristoranti, la benzina per la sua auto, spese varie, cose così. Insomma, quando avevo finito la scorta di denaro andavo in cassa, firmavo e ritiravo. La situazione stava diventando preoccupante e ho cominciato a chiedermi se davvero potevo usare il denaro della Lega per le spese personali di Renzo Bossi. L'ho fatto presente a Belsito, spiegandogli che avevo pensato addirittura di dimettermi. Lui non mi ha dato nessuna spiegazione chiara. Ho cominciato ad avere paura di poter essere coinvolto in conti e in faccende che non mi riguardavano, addirittura di sperpero di denaro pubblico, dal momento che i soldi che prelevavo erano quelli che ritengo fossero ufficialmente destinati al partito per fare politica. Soldi pubblici. Certamente, almeno credo, non spendibili per accontentare le spese personali di Renzo Bossi."

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.