• Home

Cosa resterà del Fuori Salone?

fuori saloneLa settimana del Fuori Salone, dato che sostanzialmente si svolge sotto casa mia, mi sta dando la possibilità di conoscere ancora meglio la realtà milanese. Questo evento mi conferma che la serata tipo del milanese rimane quella al Rattazzo: prendi qualcosa da bere a un prezzo accessibile e ti trovi uno spazio tra la gente per ubriacarti e chiacchierare del più e del meno, se a questo aggiungi a una certa ora una mega frittella o una pizza, ancora meglio.

Poi ci sono gli eventi. Quelli che rendono speciale questa settimana, ma che hanno la stessa struttura della serata fuori con gli amici. Ciò che fa differenza è la location e chi può avervi accesso, perché se per molti cocktail parties si può scaricare l'invito o comprare il biglietto, ce ne sono moli altri di cui si conosce l'esistenza così come il fatto che non ci si può andare.

Nell'insieme sembra tutto una grande scusa per fare festa. E allora mi chiedo: perché non potrebbe essere sempre così? La gente di buon umore, che ha voglia di coinvolgere chiunque, di ballare, di ubriacarsi e nel contempo di farsi un po' di cultura cercando di conoscere le nuove realtà del design esportate da tutto il mondo.

In ogni caso quello che più mi affascina è vedere come in questi giorni i luoghi che caratterizzano la mia quotidianità siano completamente diversi. Infatti quella di via Tortona è di solito una zona tranquilla e silenziosa, a differenza di quello che si potrebbe credere vedendola in questa settimana speciale.

Certo, è un quartiere pieno di vita e novità e spesso nei grandi spazi espositivi ci sono vernissage, feste, oppure la palestra mette la musica a palla per incitare i suoi iscritti, però nell'insieme non è un luogo molto trafficato e la sera non c'è un grande movimento, se non fosse per quelli che parcheggiano per andare sui Navigli.

In tutto questo movimento ogni luogo quindi ha assunto un aspetto diverso, una connotazione nuova, come il parrucchiere che ospita l'outlet di borse, il fornaio che diviene per una settimana dispensatore di pizze notturne per gli affamati, o lo studio dove fanno servizi fotografici per riviste di moda che viene adibito a museo temporaneo del design.

C'è solo un posto, forse il più speciale di tutti in questa zona, che ha mantenuto il suo ruolo originario: il bocciodromo, quello dove gli anziani vanno a passare le loro giornate che ci sia caldo o freddo. In mezzo al delirio alcoolico e festaiolo, alle installazioni più improbabili, agli odori più macilenti di fritto e dopobarba, il bocciodromo rimane invariato, uguale a se stesso, indifferente tanto alle intemperie quanto al cambiamento, simbolo forse di una generazione che rimane radicata ai propri ricordi e alle proprie convinzioni. Allora basta guardarlo al di là delle sbarre di ferro per trovare un momento di pace e di silenzio nella sua solitudine, un istante di memoria, di immobilismo, di stantio, di desiderio di essere calpestato di nuovo da suole gaudenti e percorso da boccini.

È al bocciodromo che si trova quindi quello che sarà di via Tortona una volta finito il Fuori Salone: un luogo che apprezza la sua solitudine, che vive sia di ricordi che di attesa, quella, senza ansia, dell'anno prossimo che verrà.

Copyright © 2006 - 2019 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT13181390157 MILANO TORINO PAVIA RIMINI