Parcheggiatori abusivi a Milano

posteggiatori abusivi milanoGli automobilisti milanesi non hanno proprio pace. Tra i divieti, il ticket della congestion charge, le strisce blu e le salatissime multe che quotidianamente ci assillano, guidare la macchina a Milano è diventato un vero e proprio incubo.

Generalizzazioni a parte, vorrei sottoporre all’attenzione del lettore un caso particolare in cui mi sono trovata coinvolta venerdì sera scorso: sono andata a ballare con un’amica al Just Cavalli di Milano, in Via Luigi Camoens, di fianco alla Triennale. Giunte davanti alla meta, e dopo aver girato circa 20 minuti per trovare un posteggio, ci siamo alla fine rassegnate all’idea di parcheggiare la macchina dove un posteggiatore abusivo di nazionalità indiana – che per comodità d’ora in avanti chiamerò col nome fittizio di Jay – mi suggeriva. Faccio notare che la macchina era posteggiata in un luogo dove normalmente non si potrebbe posteggiare: non c’era alcun tipo di segnaletica verticale, né segnaletica stradale (linee blu, bianche, o gialle).  

Scese dalla macchina, Jay ci ha chiesto 5 euro per il posteggio e, al nostro rifiuto di pagare tale cifra per posteggiare la macchina in un posto senza strisce e ad un posteggiatore che senza diritto alcuno ci estorceva del denaro per il posteggio, Jay ha risposto in maniera arrogante e aggressiva di spostare subito la macchina, dato che – testuali parole – “qui comando io, e se non mi paghi 5 euro, sposti subito la macchina!”. Tutti sanno come funzionano queste cose: dietro la richiesta di pagamento c’è implicita una minaccia: se, infatti, non si paga la cifra richiesta – e per giunta con il debito rispetto – a questi posteggiatori abusivi, si ritrova la macchina alla fine della serata rigata e danneggiata da atti vandalici di svariata sorta. Per evitare ciò, di malavoglia, io e la mia amica abbiamo pagato l’intera somma richiesta (superiore persino rispetto ai 2 euro che si pagano nelle strisce blu in centro), facendoci però scappare un commento negativo riguardo l’abusività di quella estorsione di denaro da parte di Jay che, senza alcuna autorizzazione comunale indossa il giubbotto arancione fosforescente e chiede illegittimamente il pagamento del posteggio.

Due ore dopo io e la mia amica siamo uscite dalla discoteca e abbiamo trovato la mia macchina con tre nuove righe sulla fiancata sinistra, righe che naturalmente quando ho lasciato la macchina non c’erano.atti vandalici auto

Abbiamo, quindi, chiamato Jay chiedendogli spiegazioni e facendogli notare di essersi intascato dei soldi, non solo illegalmente, ma senza fare nemmeno il suo lavoro, cioè controllare le macchine sotto la sua custodia (pur volendogli concedere il beneficio del dubbio di non accusarlo direttamente per quelle tre righe comparse sulla fiancata della macchina!). La pronta risposta da parte di Jay è stata che le righe erano precedenti e che tutte le 70 macchine sotto la sua sorveglianza (cioè quelle i cui proprietari sono stati costretti a pagare 5 euro) non venivano toccate. Cosa assolutamente, nel mio caso perlomeno, non vera!

Questo tipo di comportamento da parte dei posteggiatori abusivi viola almeno 5 norme del nostro codice penale:

1)      Art. 629 del Codice Penale: il delitto di estorsione è stato inserito nel 1930 nel libro II del Codice Penale della nostra legislazione, che disciplina i delitti contro il patrimonio commessi mediante violenza alle cose o alle persone. In relazione all'articolo 629, si punisce la condotta di chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”. Per l'estorsione semplice la pena è quella della reclusione da 5 a 10 anni e della multa da euro 516 a euro 2.065.

2)      Art. 612 del Codice Penale: l’estorsione è aggravata dal reato di minaccia, per cui “si punisce penalmente chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno”. L’elemento oggettivo del reato di minaccia consiste nel prospettare ad un individuo un male ingiusto, cioè contra jus, alla persona o al patrimonio, il cui verificarsi, in un futuro più o meno prossimo, dipende dalla volontà dell’agente, anche se non proveniente da lui in modo diretto. Sono irrilevanti sia le forme che i mezzi attraverso cui la minaccia viene portata e, dunque, “il fatto può essere commesso con parole, con scritti o gesti, in modo espresso o tacito, in maniera diretta o indiretta, come anche con comportamenti univocamente idonei ad ingenerare timore”. Non rileva, nella configurabilità del reato, il fatto che la minaccia sia scaturita in conseguenza di un precedente comportamento minaccioso o provocatorio della vittima. Oggetto della minaccia deve necessariamente essere un male ingiusto. Per danno si deve intendere qualsiasi lesione o violazione di un bene o interesse facente capo all’individuo.

Se la minaccia è semplice, il danno è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 51; se la minaccia è grave, la pena è la reclusione fino a un anno.

3)      Art. 633 del Codice Penale: oltretutto, il parcheggiatore abusivo invade indebitamente il terreno pubblico del Comune di Milano, chiedendo illegittimamente denaro per posteggiare le macchine su quel terreno che non gli appartiene; in tal modo, esso viola l’Art. 633 del Codice Penale, relativo all’invasione di terreni o edifici, secondo cuichiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la pena pecuniaria della multa da euro 258 a euro 2.582, o la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni, ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da dieci giorni a tre mesi”.

4)      Art. 635 del Codice Penale: rigando la macchina di coloro che non si sottomettono al pagamento della cifra indebitamente richiesta, il posteggiatore abusivo commette il reato di danneggiamento, per cui “chiunque distrugga, disperda, deteriora o renda, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 6.000”.

5)      Art. 639 del Codice Penale: il deturpamento e imbrattamento di cose altrui è quel reato che punisce “chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui, a querela della persona offesa, con la multa fino a 103 euro”. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro.

Con un giusto approfondimento giuridico, si potrebbe continuare la lista delle norme penali e civili violate dai posteggiatori abusivi, ma già questi 5 articoli che ho sopracitato mi sembrano sufficienti per denunciare un comportamento che senza alcun dubbio andrebbe adeguatamente punito. A maggior ragione, se si considera che Jay – come ogni altro posteggiatore abusivo di Milano o d’Italia – nella migliore delle ipotesi non ha il permesso di soggiorno, non si integra nel nostro paese (spesso non parlano nemmeno l’italiano e sicuramente non hanno rispetto per i cittadini italiani in genere), assolutamente non è fornito dell’autorizzazione comunale a riscuotere denaro, che per giunta intasca indebitamente in nero.

Purtroppo, le forze dell’ordine milanesi (e italiane) sono più preoccupate a multare e punire il cittadino onesto e in regola, che paga le tasse e rispetta i regolamenti comunali, piuttosto che tutelarlo da questo tipo di disagi causati da extracomunitari che illegittimamente risiedono sul nostro territorio e guadagnano a danno nostro e violando le norme della nostra legislazione. Sorge spontanea la domanda se tali norme siano state scritte per riempire i codici che gli studenti di giurisprudenza devono studiare, oppure per applicarle concretamente a coloro che le violano!

Dico questo perché, a seguito della discussione con Jay riguardo le tre righe comparse sulla fiancata della mia macchina, io e la mia amica abbiamo chiamato la Polizia di Milano (al numero 113) e abbiamo ricevuto la seguente risposta: “noi non ci occupiamo di queste cose, dovete chiamare il numero del Comune di Milano”. Il numero fornito dai Carabinieri è lo 020208, a cui risponde la Centrale Operativa e Pronto intervento, la quale, benché sollecitata due volte telefonicamente, non si è nemmeno degnata di presentarsi e ha risposto alle nostre proteste dichiarando di non saperci nemmeno dire se una vettura potrà giungere o meno, né tantomeno in quanto tempo. Cosa dovrebbero fare due ragazze alle 3 di notte in quella situazione? Aspettare tutta la notte sperando che il cosiddetto “Pronto intervento” del Comune di Milano alla fine si riveli tale?

Oltretutto, Jay non sembrava nemmeno preoccupato dell’arrivo dei Carabinieri, dicendoci che tanto tutte le notti accadono scene del genere, ma alla fine nessuna pattuglia si presenta a controllare la legittimità delle sue estorsioni e della suo soggiorno nel nostro paese.

Un’ultima considerazione prima di concludere questo articolo che mi rendo conto essere molto duro e polemico nei confronti del nostro sistema di governo. Jay sosteneva di avere sotto la sua custodia 70 macchine: tralasciando che le macchine posteggiate solo in quella parte di Milano sono ben di più (e infatti solo di fronte alla Triennale i posteggiatori abusivi sono almeno 5 ogni sera), se Jay estromette 5 euro a 70 macchine posteggiate sotto la sua custodia, la cifra totale in una sola serata è pari a 350 euro, cioè 700 euro in un solo weekend. Faccio notare come il cittadino medio italiano faccia fatica ad arrivare a 1000 euro al mese, soprattutto in momenti drammatici come quelli che stiamo vivendo ora.

Allora mi chiedo: come mai viene tollerato che un extracomunitario senza permesso di soggiorno estrometta denaro illegalmente e in nero ai cittadini italiani e si arricchisca a danno loro, quando il cittadino italiano medio fa fatica ad arrivare a fine mese e, per giunta, viene multato con un ritmo che ormai è diventato ossessivo?

L’unica considerazione che posso fare, a conclusione della mia denuncia, è che è uno scandalo!

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