Notturni in Villa 2012

notturni in villa milano 2012Notturni in Villa, tradizionale festival dell’estate milanese, giunge quest’anno alla XIX edizione e si rinnova dandosi, come ogni anno, un Leitmotiv che unisce gli appuntamenti in calendario. Beyond the frontier, questo è il tema; andiamo aldilà, superiamo le frontiere con la musica che non conosce confini, né geografici né di genere.

Un’idea appassionante che vuole essere anche un augurio a tutti noi in un’Europa che vuole restare unita, pur tra le mille difficoltà che attraversa. Una linea artistica che ci ha portato a ricercare progetti trasversali, di contaminazione: accostamenti inauditi, rivisitazioni curiose, prolifici incontri artistici.

Musica che ci sorprenderà con innumerevoli spunti e provocazioni: una ventata di freschezza, modernità, voglia di condividere esperienze e tradizioni diverse. Un progetto culturale reso ancora più significativo dalla collaborazione con l’EUNIC (European Union National Institutes for Culture – Istituti di Cultura Nazionali dell'Unione Europea).

Molti gli Istituti di Cultura che partecipano al programma: Consolato Generale d’Ungheria, Consolato Generale della Repubblica di Polonia, Consolato Generale dei Paesi Bassi, Goethe-Institut Mailand, Istituto Svizzero di Roma sede di Milano, Forum Austriaco di Cultura, Institut français Milano. Il via è affidato al sorprendente Géza Hosszu Legocky, violinista svizzero di origini ungheresi, scoperto e lanciato da Martha Argerich, sempre in bilico tra passione per la musica gipsy della sua terra d’origine e la tradizione classica di cui è straordinario interprete.

Si prosegue con il nostro Cesare Picco che presenta il suo ultimo lavoro, Piano Calling. Un pianista che la sa lunga sul superamento di frontiere: molto noto all’estero, soprattutto in Giappone, Picco ha fatto del suo poliedrico, personalissimo stile la sua cifra distintiva.

Chiude la prima settimana di programmazione una formazione in cui Italia, Inghilterra e Olanda dialogano in jazz, l’European Jazz Quintet, nato dal sodalizio tra l’olandese Dick De Graaf e il pianista Andrea Pozza.

Il 12 luglio è di scena Motion Trio, uno strabiliante trio di fisarmoniche, un fenomeno unico nel panorama World Music europeo, che vanta riconoscimenti e collaborazioni prestigiose, da Krzysztof Penderecki a Bobby McFerrin.

Si prosegue con i MoZuluArt (13.07), gruppo di punta della programmazione, nato dall’incontro di un pianista austriaco con tre cantanti dello Zimbabwe, che presenta un singolare progetto di fusione tra la musica di Mozart e la tradizione zulu.

Il quartetto capitanato da Vladimir Karparov con il suo originale stile tra jazz contemporaneo e musica tradizionale bulgara è ospite il giorno successivo, sabato 14 luglio.

Uno dei gruppi più rappresentativi di questa XIX edizione sono i Violons Barbares, in programma per giovedì 21 luglio; tre artisti provenienti da Francia, Bulgaria e Tibet che hanno fatto proprie le tradizioni e il bagaglio culturale del loro paese d’origine, ma che allo stesso tempo sono cittadini del mondo.

Non mancherà il tradizionale concerto della Civica Orchestra di Fiati (22.07) anch’esso in linea con l’idea tematica del festival e si chiuderà sabato 23 luglio con il quartetto di Giovanni Falzone, Top Jazz 2011, che rilegge e reinterpreta una serie di temi popolari dell’area balcanica.

Posto unico €10

Carnet 8 concerti (comprensivo di tessera socio Amici della Musica) €50

I biglietti e i carnet si possono acquistare online su www.amicidellamusicamilano.it oppure sul posto dalle ore 20.30 nei giorni di spettacolo


PROGRAMMA

giovedì 5 luglio 2012 ore 21.30

con il contributo del Consolato Generale di Ungheria e l’Istituto Svizzero di Cultura

GEZA & THE BOHEMIAN VIRTUOSI

 “Géza è semplicemente unico”  Martha Argerich

“Scoperto da Martha Argerich, il violinista di origine tzigana Géza Hosszu-Legochy  rivela un altro modo di vivere la musica. Un vulcano in perenne eruzione. Che si esibisca nella musica tzigana o nel repertorio classico, egli affascina il suo pubblico.”  Le Monde de la Musique – Olivier Bellamy

“...straordinariamente dotato e con un raro talento”  Ruggiero Ricci 

Géza Hosszu-Legocky, nato a Losanna nel 1985 da una famiglia di tradizioni musicali, dopo aver studiato privatamente a Ginevra, ha proseguito all’Accademia musicale di Vienna. Nel 1993 ha iniziato il perfezionamento sotto la guida di Marina Sokorova e Dora Schwarzberg. Già all’età di nove anni ha compiuto una serie di concerti con l’Orchestra Nazionale Ungherese a Budapest, e tournée in Italia, Francia, Germania, Spagna, Giappone, Argentina e USA. È stato invitato dalle maggiori orchestre comprese l’Orchestre Philharmonique de Radio France con Myung-Whun Chung, NHK Orchestra di Tokyo con Charles Dutoit, la Kremerata Baltica con Gidon Kremer. In campo cameristico ha collaborato con Martha Argerich, Renaud and Gautier Capuçon, Nelson Freire, Ivry Gitlis, Ida Haendel, Gabriela Montero, Vadim Repin, and Giorgia Tomassi. Ha partecipato ai festival di Aspen (USA), Beppu (Giappone), Buenos Aires, Ludwigsburg (Germania), Lugano, Festival pianistico della Ruhr (Germania), Saratoga (USA), Taipei (Taiwan), Verbier. Nel 2003 è stato invitato al Festival di Cassis (Francia) a collaborare con Martha Argerich, Ruggiero Ricci e Ivry Gitlis. Géza ha la passione della musica zigana, che pratica con il proprio complesso denominato “The Bohemian Virtuosi”.

Promosso da Géza Hosszu-Legocky, violinista impegnato tanto sul fronte della musica d’arte quanto su quello della musica zigana, i Virtuosi di Boemia è un ensemble di recente costituzione che riunisce artisti provenienti dall’Ungheria attivi in varie orchestre classiche. Tutti di origine zingara, profondono nel repertorio concertistico il focoso temperamento che caratterizza la loro tradizione musicale. 

 

venerdì 6 luglio 2012 ore 21.30

CESARE PICCO

 

Il bello della musica di Cesare Picco è che non è una miscela di oggetti digeriti né il classico esempio di crossover contaminato. È, piuttosto, l'originale manifestarsi di un vissuto sonoro che è interiorizzato e ricreato al pianoforte in una forma rapsodica, ma profonda.

Enrico Girardi (Corriere della Sera)

Autore di balletti, opere liriche, progetti speciali e frequentatore trasversale di ogni ambito musicale, si esibisce in tutto il mondo dal 1986, anno del suo primo concerto di musiche originali. In Italia propone i suoi lavori in manifestazioni quali Ravello Festival, Festival della Mente, Veneto Jazz, La Milanesiana, Festival della Letteratura di Mantova, Umbria Jazz, Lucca Summer Festival. Autore di musiche per  teatro, in questi anni è sul palco per progetti di voce e pianoforte con Gioele Dix (“La Bibbia ha quasi sempre ragione”), Fabrizio Gifuni (Omaggio a Cesare Pavese) e Ascanio Celestini (“Ci vuole coraggio a essere folli”). Curiosità e poliedricità lo spingono da sempre a frequentare ogni ambito musicale. Nelle varie vesti di pianista, compositore, arrangiatore e produttore collabora in questi anni con artisti quali Antonio Ballista, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Taketo Gohara, Giorgia, Yukimi Nagano, Taeko Onuki, Luciano Ligabue, Samuele Bersani, Pacifico, Ferruccio Spinetti, Carlo Fava. Nel 1999, per l’Arena di Verona, scrive l’opera lirica per ragazzi “Il Viaggio di Hans”, ispirata agli scritti di Andersen. Scrive tre balletti per l’étoile Luciana Savignano, con la quale si esibisce in piano solo nel 2007 al Teatro alla Scala di Milano. Dai suoi viaggi con il fotoreporter Alberto Giuliani nascono gli spettacoli per musica e immagini “Viaggio a Samarcanda”, presentato al Piccolo Teatro di Milano nel 2002 e “Nextonothing”, presentato al Ravello Festival nel 2008. Nel 2007 pubblica “Bach to me”, una personale rilettura del quinto Concerto Brandeburghese di J.S.Bach eseguita con i Berlin Chamber Soloists al Festival “Le Dieci Giornate” di Brescia e pubblicata dall’etichetta tedesca Berlin Classics.

Dal 2006, in Giappone, vengono pubblicati i suoi album: diventa presto un pianista di riferimento per il grande pubblico, effettuando numerose tournée e collaborazioni con artisti e orchestre locali. Durante l’ultimo tour in estremo oriente del 2010 si esibisce alla Opera House di Hanoi, al Parlamento di Singapore e in Giappone, unico artista italiano invitato al Tokyo Jazz Festival. Nel 2009 crea il concept ed esegue al Teatro Smeraldo di Milano in prima mondiale lo speciale“Blind Date - Concerto al buio”, concerto di pura improvvisazione nel quale artista e pubblico sono immersi nel buio assoluto. “Blind Date” è poi presentato al Hara Museum of Contemporary Art di Tokyo nel 2010 e al Teatro Olimpico di Roma nel 2011 per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana. Nel marzo 2010 mette in musica il romanzo “Genji Monogatari – La Storia di Genji”, scritto mille anni fa dalla scrittrice giapponese Murasaki Shikibu, che debutta nella versione per pianoforte e orchestra d’archi al Teatro Nuovo di Verona con la partecipazione dell’orchestra de I Virtuosi Italiani.

Nella primavera 2011, con il suo tour Eastwest, è invitato in India, per aprire i tre giorni dell’annuale Delhi Jazz Festival. Il concetto alla base del suo brano “Hope at Sunrise”, scritto poco dopo il disastro naturale del marzo 2011 in Giappone, diventa a Tokyo un progetto speciale al quale aderiscono importanti musicisti giapponesi, che collaborano assieme sul palco per portare il loro contributo.Nell’estate 2011, ospite della Sagra Malatestiana di Rimini, presenta l’inedito concerto “Calling Bach- BWV Spirits” suonando sul palco pianoforte, clavicembalo e clavicordo. Di particolare successo la sua rubrica sul quotidiano online Ilpost.it, dove Picco dialoga, stimola, incuriosisce, provoca, spiega, attraverso video-blog dedicati alla musica.

 

sabato 7 luglio 2012 ore 21.30

con il contributo del Consolato Generale dei Paesi Bassi

 

DICK DE GRAAF – ANDREA POZZA EUROPEAN JAZZ QUINTET

Dick de Graaf tenor, soprano sax, Christian Brewer alto sax, Andrea Pozza piano, Jos Machtel bass, Shane Forbes drums

GULL'S FLIGHT

 

Dick de Graaf è un musicista e compositore olandese fra i più prolifici della sua generazione, ha saputo raccogliere le diverse influenze musicali della sua lunga carriera e trasformarle in un nuovo stile particolarissimo e personalissimo. La prima collaborazione, che ormai risale a diversi anni fa, fra De Graaf e Pozza, su un progetto di De Graaf sulla musica da camera di Franz Schubert e altri importanti compositori classici, Beethoven, Bartok...

Da quella prima esperienza alla ricerca del sound che fosse “marchio di fabbrica” della tradizione musicale occidentale oltre che del background jazzistico, si è sviluppata una importante collaborazione, una consuetudine musicalmente di grande valore.

Dick de Graaf

Sassofonista tenore e soprano, Dick de Graaf fa debuttato nel 1986 con l'LP ‘Hot, hazy and humid’ (Limetree Records). Prima di allora aveva già vinto il Dutch Jazz Competition e suonato come solista  nell' Amstel Octet e nelle big band di Frank Grasso e John Clayton. Negli ultimi 20 anni ha suonato con i più grandi musicisti: Chet Baker, Misha Mengelberg, John Engels, Jasper van ’t Hof, Kenny Weeler, Tom Harrell and Benny Golson e ha girato per festival e club in Europa, USA, Havana, Costa-Rica, Indonesia, South and West Africa, Japan, New Zealand and Canada. Dick de Graaf ha registrato più di dodici CD a suo nome oltre alle innumerevoli partecipazioni a progetti di altri musicisti. Insegna part-time sassofono e musica d'insieme presso il Conservatorio di Rotterdam.

Andrea Pozza

Andrea Pozza è un’importante figura della scena jazz internazionale da diversi anni. Diplomato al Conservatorio Paganini di Genova, ha suonato con musicisti leggendari come Harry “Sweets” Edison, Bobby Durham, Chet Baker, Al Grey, George Coleman, Sal Nistico, Scott Hamillton, Lee Konitz, Massimo Urbani and Larry Nocella.Fra  il 2004 e il 2008 Pozza ha suonato con il quintetto di Enrico Rava con cui ha registrato  The Words and Days (2007) per la ECM. Con questo quintetto si è esibito nei festival  e nelle sale da concerto più prestigiose: in Francia, Inghilterra, Germania, Spagna, Portogallo, Canada, Brasil, Argentina Japan ed è stato invitato come “guest” da musicisti del calibro di Roswell Rudd e Pat Metheny.

Insegna Piano Jazz al Conservatorio G.Verdi di  Milano e in diverse altre scuole di jazz.

Christian Brewer

Christian  è uno fra i più lirici e musicali clarinettisti inglesi degli ultimi anni. Apprezzato per il suo stile molto melodico di suonare e per la purezza delle sonorità, è riuscito ad emergere nella scena jazz britannica, è regolarmente invitato nel gruppo di Ronnie Scott a Londra.

Jos Machtel

Jos Machtel è un acclamato bassista olandese; ha compiuto tournèe in Europa e negli USA e insegnato in molti Conservatori. Attualmente collabora con la Brussels Jazz Orchestra, esibendosi con ospiti come Maria Schneider, Kenny Werner, Kenny Wheeler, Philippe Catherine, Bert Joris, Tom Harrel, Dave Liebman, Richard Galliano, Wallace Roney and many more.

Shane Forbes

Shane Forbes è uno fra i più richiesti batteristi inglesi. All'età di 24 anni aveva già suonato con i più famosi gruppi inglesi ed europei. Ha vinto il premio Jazz Radio Station price (della  Yamaha) come musicista più talentuoso della scena contemporanea. 

 

giovedì 12 luglio 2012 ore 21.30

con il contributo del Consolato Generale di Polonia

 

MOTION TRIO

Janusz Wojtarowicz - Marcin Galazyn - Pawel Baranek – fisarmoniche

 

Nel 2000 il Motion Trio ha vinto il primo premio nella categoria 'Trio' e il 'Grand Prix' al quarto concorso internazionale di musica contemporanea di Cracovia “Krzysztof Penderecki”. Lo stesso anno la Stampa Polacca li ha votati ‘miglior nuovo gruppo’.

Fondato nel 1996, una delle piu’ strabilianti formazioni della scena “World Music” europea, questo trio è un collage che spazia per i generi più disparati, dalla minimal music al jazz, al rock - in un percorso che ri-definisce la fisarmonica ed esplora paesaggi a prima vista lontani dalla tradizione dello strumento, sempre su basi puramente acustiche che non necessitano di alcun effetto elettronico.

Motion Trio è uno specchio del movimento di rinnovamento culturale che ha investito da alcuni anni l'Est Europa, l'apertura verso culture e sonorità diverse che ha permesso di creare infusi particolarissimi di tradizione, musica minimale, jazz e rock.

Dicono i musicisti: "Prendiamo ispirazione dalla musica contemporanea, classica e barocca, dal jazz, e poi rock, metal, techno, house e disco. Quando prendiamo in mano la fisarmonica e il suono comincia a fluire non sappiamo da dove venga." 

 

venerdì 13 luglio 2012 ore 21.30

con il contributo del Forum Austriaco di Cultura di Milano

 

MoZuluArt

Feat. Ambassade String Quartet - an ensemble of the Vienna Symphony Orchestra

 

MoZuluArt è un progetto nato dall’incontro fra il pianista austriaco Roland Guggenbichler e i tre cantanti Vusa Mkhaya Ndlovu, Blessings Nqo Nkomo e Ramadu, provenienti dallo Zimbabwe. Il risultato è una fusione all’insegna della contaminazione tra musica tradizionale zulu e musica classica, da cui il nome MoZuluArt.

L’originale ensemble ha già destato grande stupore in diversi paesi europei. Nel 2006 hanno aperto con i loro trascinanti brani il Festwochen di Vienna accompagnati dall’orchestra del festival e in seguito, grazie al loro successo, sono stati acclamati a Genova in occasione del Capodanno Africano 2011 e nel gennaio 2012 sono stati in calendario al Teatro Colosseo di Roma.

Quando compose i suoi famosi brani Mozart non immaginava di sicuro che, più di trecento anni dopo, quegli stessi pezzi sarebbero stati suonati e cantati da un gruppo di musicisti Zulu e da un pianista austriaco, ma certamente sarebbe orgoglioso di vedere due culture riunirsi per celebrare la sua musica. Ma fin dal loro incontro i quattro artisti hanno avuto fiducia nel progetto perché secondo loro la musica è sempre stata un fattore di unione, ovunque nel mondo; essa ha la grande capacità di tenere insieme persone di diverse provenienze sociali, culturali e soprattutto con tradizioni artistiche diverse. E’ grazie alla musica che le persone imparano a conoscersi e a capirsi. Questo è il semplice ma rivoluzionario pensiero che sta alla base del progetto MoZuluArt.

Vusa Mkhaya Ndlovu, Blessings Nqo Nkomo e Ramadu sono nati e cresciuti in Zimbabwe. Quando, ancora ragazzini, giocavano per le polverose strade di Bulwayo ascoltavano musica tradizionale o di cantanti locali come Ilanga, Lovemore Majaivana, Fanyana Dube, Salomone Skhuza; non sapevano neanche che esistesse un qualcosa chiamato “musica classica”. Loro stessi raccontano che più tardi, spostandosi in città, scoprirono che “c’era questa strana musica un po’ troppo lenta e noiosa”. I tre futuri cantanti non immaginavano sicuramente che tempo dopo sarebbero diventati i migliori esecutori e arrangiatori di quella che, da ragazzi, consideravano solo “noia”.

Roland Guggenbichler è nato in Austria ed è cresciuto suonando fisarmonica e piano. Ben prima che la “world music” si guadagnasse uno spazio nel panorama musicale, Roland creava già il suo personale mix di stili. Nelle sue orecchie si mescolavano infatti le melodie tirolesi cantate da sua nonna, la musica classica studiata a scuola, il rock ‘n roll e il jazz. Prima di incontrare i tre musicisti africani Roland ha fatto parte del gruppo austriaco “Rica Salsa” e ha suonato con alcuni tra i musicisti più importanti del suo paese. 

 

sabato 14 luglio 2012 ore 21.30

con il contributo del Goethe-Institut Mailand

 

VLADIMIR KARPAROV QUARTETT  

Vladimir Karparov – sassofono, Kelvin Sholar – pianoforte, Horst Nonnenmacher – contrabbasso, Dimitris Christides - batteria

 

La musica del Vladimir Karparov Quartet è unica ed emozionante; essa è caratterizzata da una felice fusione tra jazz contemporaneo e il colore melodico e ritmico della tradizionale musica bulgara. A capo del suo quartetto, il sassofonista Karparov unisce in sè il meglio delle due tradizioni; il repertorio è principalmente basato su composizioni dello stesso Karparov. Musicista versatile e compositore di talento, si muove con destrezza oltre i confini tra i generi; nel suo mondo sonoro  convivono la musica folk dell’est Europa e il jazz, ma anche richiami al tango ed echi mediorientali. Sonorità meticcie che affascinano ed entusiasmano il pubblico ad ogni concerto.

 

giovedì 19 luglio 2012 ore 21.30

con il patrocinio dell’ Institut français Milano

 

VIOLONS BARBARES

Dandarvaanching Enkhjargal morin khoor e voce, Dimitar Gougov gadulca e voce, Fabien Guyot percussioni e voce

Un progetto che nasce in Francia da tre musicisti di origini diverse, possiamo definirlo lo spirito del nomadismo del nuovo millennio: tre artisti che hanno fatto proprie le tradizioni e il bagaglio culturale del loro paese d’origine, ma che allo stesso tempo sono cittadini del mondo, ne hanno assorbito e metabolizzato le mille e svariate sollecitazioni.

Sono i nuovi barbari, contaminano i linguaggi con una forza espressiva inaudita, esprimono le emozioni e le contraddizioni del pianeta in una musica che arriva diretta al cuore, parla di terra e di spirito, confini e incorci, conquiste, saccheggi e originali scoperte: sono i nuovi barbari che esplodono vigorosi la voce primigienia del terzo millennio.

Dandarvaanchig Enkhjargal (morin khuur, canto diplofonico) Nato in Mongolia e cresciuto in mezzo alla tundra con la famiglia e mandrie di cavalli, ha poi studiato musica presso il Conservatorio di Ulan Bator. È poi diventato allievo del famoso maestro di Morin Khuur (il violino verticale mongolo), il professor Jamjan. Dal 1989 vive in Germania ed ha eseguito numerosi concerti accanto a musicisti di area world music.

Dimitar Gougov (gadulka, voce) Nato in Bulgaria, Dimitar vive fin dall’infanzia immerso nella musica tradizionale del suo paese. Discepolo di Atanas Vultchev, grande maestro della gadulka (la lira bulgara) e membro dell’ensemble di Philippe Koutev, si è trasferito in Francia nel 2000 e ha fondato a Strasburgo i gruppi Boya e Violon Barbares. Scrive canzoni per voci femminili e tiene corsi di musica balcanica.

Fabien Guyot (percussioni di ogni tipo, canto) Dopo una carriera nell’ambito della musica classica presso il Conservatorio di Nizza, si appassiona alle percussioni persiane e nord africane. Percussionista del collettivo di Strasburgo Assoce Pikante (che comprende Shézar, Grand Ensemble de la Méditerranée, Hijâz Car), collabora attualmente anche con Furieuz Casrols (trio di percussioni riciclate), Les Cavaliers de l’Aurès ed Electrik GEM (big band mediterranea elettrificata). 

venerdì 20 luglio 2012 ore 21.30

 

CONCERTO DELLA CIVICA ORCHESTRA DI FIATI

Harmoniemusik
direttore: Giovanni Mazza
musiche di: L. van Beethoven, F. Schubert, F. Mendelssohn, S. Prokof'ev, D. Milhaud

 

INGRESSO LIBERO

sabato 21 luglio 2012 ore 21.30

 

GIOVANNI FALZONE QUARTETT

Giovanni Falzone, tromba e elettronica; Valerio Scrignoli, chitarra elettrica, Michele Tacchi, basso elettrico; Riccardo Tosi, batteria

BALCANI ELETTRICI Produzione Musicamorfosi

Giovanni Falzone, Top Jazz 2011, rilegge e reinterpreta una serie di temi popolari dell’area balcanica. Canzoni e temi con ritmi anche turbo folk di Serbia, Macedonia e Montenegro si affastellano uno sull’altro a fianco della ancora poco conosciuta Sevdah Bosniaca, lirica e struggente ballata di origine turca, cresciuta e diventata “genere” proprio in Bosnia, a cavallo tra religioni e tradizioni millenarie.

 

Luis Armstrong disse: "Se devi chiedere cos'è il jazz, non lo saprai mai"

Lo stesso si potrebbe affermare per Sevdah, l'antica ballata lirica della Bosnia.

Sevdah parla d'amore e di perdita.  Parla di brame, gioia, rabbia ed estasi.

Sevdah può essere bella e dolce. Può essere un’ode lamentosa ad un amore perduto o un'espressione erotica del desiderio di una vita migliore e in ultima analisi la speranza che i sogni divengano realtà. Ma soprattutto Sevdha è uno stato dello spirito piuttosto che uno stato mentale, sia per l'esecutore che per il pubblico.

GIOVANNI FALZONE Trombettista e compositore comincia lo studio della tromba, presso la scuola di musica della banda del paese di Aragona (AG), all’età di 17 anni. Subito dopo si iscrive al Conservatorio di musica “V. Bellini” di Palermo dove si diploma in soli quattro anni sotto la guida del maestro G. Ciavarello. Si diploma inoltre, con il massimo dei voti, al corso di jazz del Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dal 1996 al 2004 ha collaborato stabilmente con l’Orchestra Sinfonica di Milano, come prima tromba ha avuto occasione di suonare con direttori e solisti di fama internazionale come:

Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Yutaka Sado, Luciano Berio, Vladimir Jurowski, Valere Giergev. Dal 2004 si è dedicato definitivamente alla musica jazz e alla composizione. Tra i tanti premi è risultato vincitore al BEST TALENT Umbria Jazz Clinics 2000, al TOP JAZZ 2004 di «Musica Jazz» (miglior nuovo talento) e allʼAccademie du Jazz 2009 (2°classificato nella categoria musicista europeo).

Ha vinto il TOP JAZZ 2011 nella categoria ottoni e con “Around Ornette” che è risultato miglior disco dell’anno. In qualità di Band-Leader ha suonato sui principali palcoscenici europei come Umbria Jazz Winter, “Villette Jazz Festival” di Parigi, Clusone Jazz, AH-UM Jazz Festival, Bergen Natt Jazz, Copenaghen Jazz Festival, Aarhus International Jazz Festival, Sardinia Jazz Festival, Vicenza Jazz Festival, Bolzano Jazz, Edinburgo Jazz Festival, Odessa Jazz Festival, Bordeaux Jazz Festival, Auditorium Parco della Musica di Roma, Skopje, Grenoble Jazz Festival, Nantes Jazz Festival.
Attualmente è docente di ottoni jazz presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, New York University Florence.

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