Processo Mills, Berlusconi di nuovo assolto

la leggePROCESSO MILLS, BERLUSCONI ASSOLTO PERCHE’ SONO SCADUTI I TERMINI DI RICORSO

E’ successo di nuovo. Se sia una disgrazia o una decisione giusta non sta a noi deciderlo, fatto sta però che assistiamo ancora una volta impotenti all’inefficienza del nostro sistema giudiziario. Dico questo non perché il processo sia stato condotto bene o male ma per il fatto che ancora una volta il reato del presunto imputato è caduto in prescrizione.  Spieghiamo brevemente questo termine che ai nostri giorni si sente fin troppo spesso. La prescrizione è l'estinzione della possibilità di esercitare un diritto conseguente al suo mancato esercizio. Facciamo un esempio pratico: se un soggetto deve dei soldi a un creditore e questo ha il diritto di riscuoterlo deve farlo entro un determinato tempo, altrimenti il diritto si estingue, nel senso che il creditore non può più esercitarlo. In tribunale questo epilogo rappresenta certamente una sconfitta non solo per l’accusa, che vede cadere tutte le proprie accuse, ma anche per l’istituzione stessa, in quanto non è stata in grado di chiudere il processo entro i termini stabiliti.

Oggi è arrivata la notizia dell’ufficialità della sentenza formulata dal tribunale di Milano lo scorso 25 Febbraio, che dichiarava Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, prosciolto da tutte le accuse a suo carico. Ora c’è da chiedersi come sia possibile arrivare a far scadere i termini di un processo dopo ben 5 anni di continui rinvii. La vicenda infatti era partita il 13 Marzo del 2007, proseguita nel Dicembre dello stesso anno senza alcun risultato. Dopo una serie di incriminazioni per Mills seguite da smentite da parte della cassazione si passa quindi all’ex presidente del consiglio, nel frattempo nel 2009 si cambia anche il tribunale. Nel 2011 il processo riprende ma senza dare alcun esito definitivo. Si arriva così al 15 Febbraio 2012, dove il pm incaricato chiede 5 anni di carcere per il premier e un risarcimento di 250 mila euro al consiglio dei ministri. Invece no, si ricomincia da capo solamente 7 giorni dopo, perché la Corte d’Appello respinge la richiesta di recusazione.

Arriviamo quindi ad oggi, con un Berlusconi libero in un processo che non si è mai chiuso realmente. Voglio ripetere ancora una volta per essere chiaro: non siamo qui per attribuire colpe o dare giudizi. L’unica cosa che si ci chiede di fronte a episodi come questo è se veramente il nostro sistema funziona. Perché non è possibile impiegare ben 5 anni per processare un uomo, non quando ci sono udienze ben più complicate a cui vengono date spesso soluzioni troppo affrettate. E’ questo il vero paradosso del nostro sistema giudiziario, quello di aver perduto per strada l’efficienza in un sistema che è basato su codici scritti, consultabili in poco tempo, e non sulle udienze passate, come avviene per esempio in America, dove è necessario avere tempo per consultare tutte i processi del caso.

Andrea Lino

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