Laureati senza futuro

laureati senza futuroSiamo in tempi di crisi, questo è certo. Tuttavia quando si è a casa propria, accuditi dai propri genitori, certe cose si sentono meno sul groppone. Certi pesi, come il futuro che si sta sbriciolando pian piano, si sentono meglio quando li si prova di persona. Così, ora come ora, essendo all’università posso scrivere che l’avvenire dei giovani laureati è più grigio, pardon, nero che mai. Perché è una vera ingiustizia che giovani che si impegnano nello studio, in maniera seria e facendo sacrifici, si ritrovino con una laurea che non fa fruttare nemmeno lontanamente il lavoro svolto in quasi 6 anni, se non di più. Laurearsi in Giurisprudenza e diventare avvocato per portare a casa uno stipendio che non arriva a mille euro al mese. Studiare cinque anni medicina e progettarsi un futuro contando su una busta paga che non toccherà i milleduecento, è davvero un fattore sconfortante.

Queste sono le aspettative che si ritrovano, secondo uno studio condotto negli ultimi giorni, gli studenti dell’università degli studi di Milano Bicocca in cerca di un primo impiego. Ciò che tuttavia lascia sbalorditi è il ritmo con cui gli stipendi dei neo-laureati si abbassano: cifre veramente notevoli, con un calo del compenso medio di circa il dieci per cento ogni anno. Insomma, non solo gli stipendi pagati sono davvero esigui (si parla di cifre che partono dai 1.100 euro mensili ai 1.400) ma sarebbero addirittura molto più alti rispetto a quelli delle altre regioni. Infatti secondo questo studio i neolaureati di Milano percepirebbero circa il quindici per cento in più rispetto ai loro colleghi in tutta Italia.

Altro fattore che sottolinea come la società stia toccando davvero il fondo è lo scarto di stipendio tra uomini e donne. Proprio così, perché in media un ragazzo percepisce 200 euro in più rispetto alla controparte femminile. A tutto questo si aggiunge il fatto che troppo spesso le aziende o gli studi cercano persone con esperienza, quando i ragazzi ovviamente ne hanno poca avendo passato buona parte della loro vita sui libri. Insomma, oltre che il danno anche la beffa. Nel 2007 uno studente che usciva dalla facoltà di economia o medicina poteva sperare di percepire uno stipendio di almeno di 1.200 al mese, oggi se va bene i nostri baldi giovani, spesso brillanti e con grandi sogni per il futuro, fanno i salti mortali se vedono un assegno che arriva ai mille euro. Una situazione davvero imbarazzante per un paese in pieno ristagno come il nostro, incapace di dare una spinta giusta verso gli individui che rappresentano il nostro futuro.

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