Picchiato per un semaforo

aggressione tram Milano semaforo rossoTempi molto bui i nostri. E per giunta ultimamente molto strani oltre che stressanti. Più e più volte mi sono soffermato su episodi (come quello dei due agenti che avevano picchiato a sangue un barbone) che hanno ben poco a che fare con la civiltà che noi tutti ci aspetteremmo nel 2012. Si tratta di episodi oltremodo violenti, che vedono come protagonisti persone comuni e proprio per questo fanno ancora più paura.

Purtroppo è successo di nuovo, un altro pestaggio senza alcun motivo, uno scatenarsi di una rabbia incontrollata che va al di là della ragione. Il fatto in sé è molto semplice. Lunedì sera un uomo di 50 anni e un ragazzino di 15 anni stavano attraversando la strada con il semaforo rosso, ed ecco che sopraggiunge un tram. Il conducente, un uomo di 33 anni, è costretto ad arrestare il mezzo per far passare i due, che vengono tuttavia rimproverati dall’autista per la loro sbadataggine. Ed ecco che avviene l’impensabile: i due, dopo essersi infuriati con il trentatreenne, salgono sul tram e lo picchiano, procurandogli per fortuna solamente un labbro rotto. Il tutto si svolge di fronte ai passeggeri del mezzo, che vedono i due andarsene dopo il pestaggio e l’autista che con le ultime forze riesce a “sputare” in direzione degli aggressori.

Ora, è ovvio che Luca D., il conducente del tram, non abbia urlato parole gentili e cortesi ai due che erano sicuramente in torto. Non si spiega in altra maniera una reazione così manesca e villana, innescata però solamente da una parola di troppo. Ora io mi domando, con una certa inquietudine: dove sono finiti il buon senso e la pazienza? Perché in questo caso è evidente che manchino clamorosamente entrambe in un episodio che definire come “una piccola incomprensione” sarebbe un eufemismo. Uno sbaglio da entrambe le parti insomma, che ha generato tuttavia dei danni al di sopra del fatto in sé, visto che nessuno prima del litigio si era fatto nulla. Allora perché andare a discutere ancora, polemizzare su qualcosa di così superficiale come due che attraversano col rosso? E perché non c’è la pazienza necessaria di sopportare anche qualche parola sopra le righe, magari pronunciata in un momento di collera, evitando di mettersi nei guai per aver picchiato un uomo senza una valida ragione?

Quello che forse si impara da questo episodio è che viviamo, come ho già detto, in tempi bui, dove bisogna imparare a controllarsi per restare dritti sulle proprie gambe, dove è meglio non litigare con nessuno, se non è davvero necessario, perché si rischia di prenderle anche se si ha ragione.

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