Il Referendum senza moduli

referendum milanoOk, non sbilanciamoci troppo. Prima di avviare questo articolo, che si presenta ostico e difficile da trattare, devo ancora una volta sottolineare come ogni critica che viene mossa in questi pezzi (che sono prima di tutto informativi) vuole essere costruttiva e senza secondi fini. Detto questo tuttavia, il fatto si presenta veramente strano, nonché di molteplice interpretazione.

Proviamo prima di tutto a rimanere ancorati ai fatti puri e semplici, ossia alla notizia come fedele. E’ partito da circa un mese il referendum lanciato da Unione popolare, che in questi giorni sta subendo un duro attacco circa la sua legittimità, per tagliare la diaria a deputati e senatori. Si tratta in sostanza di un voto che potremmo definire “anticasta”, cioè che si propone di annullare, almeno in parte, gli agi derivanti dagli stipendi esorbitanti che percepiscono i politici italiani, che ricordiamo essere i più alti di tutta Europa. Senza soffermarci sulla legittimità o meno di questo voto, proviamo a restare concentrati sui diritti e doveri del cittadino. Perché si può discutere finchè si vuole delle irregolarità di una certa manovra ma al contempo bisogna dare ai cittadini quelli che sono i loro diritti. In questo caso stiamo parlando di un diritto che è costituzionalmente riconosciuto, nonché uno dei più antichi, che i nostri avi hanno dovuto ottenere con sacrifici non indifferenti: stiamo parlando del diritto di voto.

Adesso voi vi starete chiedendo il perché di tutta questa prolissa descrizione sui diritti; io vi rispondo dicendo nonostante ci troviamo nel 2012, parecchie persone in questi giorni si sono trovate nell’impossibilità di votare per il sopra citato referendum. Non fraintendete: non stiamo parlando di costrizioni a cui sono soggetti i cittadini. Semplicemente manca il materiale per farlo. Proprio così signori, non perdetevi la vostra pausa pranzo per andare in comune a votare, perché difficilmente vi sarà possibile. Perché? Elementare, Watson, manca la carta. Avete sentito bene: manca la carta, o meglio, i moduli per votare, che ovviamente sono di carta. Sono state diverse in questi giorni le segnalazioni di persone che, recandosi allo sportello dedicato, si sono sentite dire che non c’erano moduli per effettuare il voto. La soluzione poteva essere stampare i moduli a casa propria per poi riconsegnarli ma non è stato possibile, visto che i moduli sono “a colori” e devono essere vidimati.

Quindi, visto che la situazione non si smuoveva, tutti questi responsabili cittadini, che avevano perso del tempo, non sono stati in grado di esercitare un loro diritto. Per quale motivo poi? Perché i moduli erano esauriti e non spetta al comune ma al comitato organizzatore il dovere di distribuirne altri. Ora, per molti catastrofisti questo episodio farebbe gridare allo scandalo. A noi piace volare un po’ più in basso ma la domanda tuttavia resta: come mai questo strano episodio si è verificato solo in questo particolare refendum?

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.