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Enrico Baj, “I funerali dell’anarchico Pinelli”

baj funerali anarchico pinelliIn mostra gratuitamente a Palazzo Reale fino al 2 settembre

La monumentale opera dell’artista milanese emerge dal buio della Sala delle Cariatidi, riflessa dagli specchi in un allestimento di grande impatto.

Alta tre metri e lunga dodici, “I funerali dell’anarchico Pinelli” è composta da figure ritagliate da sagome di legno e pannelli smontabili.

Come in una “Guernica” milanese, Baj raffigura con la sua tecnica preferita, il collage, il momento della caduta di Pinelli dalla finestra della questura. A differenza di quanto accadde il 15 dicembre 1969, il suo corpo non impatta contro il cemento, ma contro un tappeto di fiori e passamaneria. Staccata con effetto quasi tridimensionale dal resto della composizione, la figura del ferroviere anarchico accusato della strage di Piazza Fontana (e interpretato quest’anno sul grande schermo da Pierfrancesco Favino in “Romanzo di una strage”) viene incontro allo spettatore in tutta la sua drammaticità.

Agli estremi della composizione, lo stesso accade per le figure della moglie Licia che lo raggiunge urlando, stravolta dal dolore, e delle figlie bambine Claudia e Silvia.

A sinistra, gli anarchici assistono sgomenti alla scena; a destra sette poliziotti con rotelle al posto degli occhi sembrano meccanici, come spersonalizzati ingranaggi del potere.

I primi sono dipinti con i colori scuri che preannunciano il lutto, i secondi, a contrasto, a tinte vivaci.

Ma Baj non offre nessuna verità sul passato: sono anonime mani, dall’alto, a incitare alla violenza; l’interrogativo rimane senza risposta e la verità doppia, come ricordano le due targhe in Piazza Fontana: Pinelli si è gettato dalla finestra o è stato spinto?

La finalità dell’opera è il ricordo: Baj vuole condividere il dolore e lo sdegno che in quei giorni presero l’Italia e Milano.

L’opera, omaggio a “I funerali dell’anarchico Galli” (1911) di Carlo Carrà, avrebbe dovuto essere esposta a Palazzo Reale il 17 Maggio 1972: quella mattina venne ucciso il commissario Calabresi e la mostra venne rinviata.

A quarant’anni di distanza dalla sua realizzazione, la composizione rimane estremamente attuale; dice il sindaco Pisapia: “Con la sua esposizione, Milano riafferma la propria volontà di ricordare, la propria richiesta di verità.”

Contemporaneamente all’opera di Enrico Baj, Palazzo Reale ospita un’interessante retrospettiva su quel periodo storico,”Addio anno 70”, a riprova di come quegli anni siano oggi di grande attualità.

“I funerali dell’anarchico Pinelli” rimarrà visitabile gratuitamente a Palazzo Reale fino al 2 settembre prossimo.

Da non perdere.

Valentina Fumo

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