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Bramantino al Castello Sforzesco

bramantino al castello sforzescoScoprire il Rinascimento lombardo. Gratuitamente, fino al 25 settembre.

Ѐ disagio quello che coglie lo spettatore della Pentecoste (1512-1513) mentre i quattro Apostoli, sorpresi nella confidenza dei loro gesti, si voltano a fissarlo.

Ѐ sorpresa quella che si prova trovandosi di fronte la Vergine con il turbante rosa de La Sacra Famiglia (1503-1504 ca), rappresentazione non canonica del riposo durante la fuga in un Egitto insolitamente urbano dove, in lucidissima prospettiva, Bramantino erge obelischi, colonnati ed edifici.

Ѐ meraviglia quella che prende di fronte allo straordinario Compianto sul Cristo morto (1498), tra le opere più celebrate del Rinascimento milanese. Giochi di luce mai visti prima scolpiscono i volti di Gesù, Maria e Maddalena: dal dipinto emerge chiara la fascinazione di Bartolomeo Suardi, il più grande artista bergamasco del Rinascimento, per Bramante, pittore e architetto marchigiano alla corte di Ludovico il Moro. Questo legame gli varrà il soprannome di Bramantino.

Queste le emozioni di una mostra che, per la prima volta, raccoglie ben trenta opere di Suardi, conservate al Milano in sedi differenti. Si tratta di un excursus cronologico che mostra l’evoluzione della sua pittura, fedele prima a uno stile espressionista che deriva dall’esperienza dei pittori ferraresi, poi sempre più influenzata da Leonardo e dal suo studio sui moti dell’anima resi attraverso i chiaroscuri sui visi.

Il massimo punto di crisi Leonardesca di Bramantino segue la conclusione del Cenacolo nel 1497: è la splendida tavola Madonna con bambino fra i Santi Ambrogio e Michele Arcangelo (1505).

Ai piedi di Ambrogio, cui la Vergine offre un vincastro alludendo al pastorale, giace in prospettiva Ario, l’egiziano promotore di un’eresia che negava la natura divina di Cristo; ai piedi di San Michele si trova il Diavolo, raffigurato come un rospo stecchito. Stupendi i colori della tavola che raffigura anche due angeli, senza ali come sempre  in Bramantino.

Oltre ai dipinti, la Sala del Tesoro ospita sette acquerelli di Suardi: i visi delle figure sono appena accennati e protagonisti sono i corpi e i panneggi che li avvolgono, quasi a renderli cariatidi, in una sapiente resa volumetrica e prospettica.

Bramantino usa la tecnica della matita rossa, mutuata dagli studi per il Cenacolo, e la biacca che sarà tipica di Gaudenzio Ferrari.

Bellissimi i Due apostoli seduti (1510-1513 ca) di una monumentalità quasi raffaellesca: i panneggi ampi e ricurvi ricordano lo scultore lombardo Bambaia. La biacca in pennellate quasi elettriche crea una luce radente, forma reticoli ed esaspera i visi.

La mostra, ospitata nella Sala del Tesoro e nella Sala della Balla del Castello Sforzesco di Milano, sarà visitabile gratuitamente fino al 25 Settembre.

Orari:

da martedì a domenica: 9:00-17:30, ultimo ingresso ore 17:00

lunedì: chiuso

Valentina Fumo

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