Koudelka alla Fondazione Forma

koudelkaSi scrive “cikàni”, si legge zingari: una straordinaria mostra fotografica.

 

Alla fine, restano gli occhi. Ti fissano curiosi o spavaldi, svuotati dal dolore o seduttivi. Occhi sgranati dalla sorpresa o velati dall’età.

Sono quelli dei cikàni, gli zingari di Josef Koudelka: uomini, donne e bambini protagonisti della mostra fotografica ospitata dalla Fondazione Forma per la Fotografia e realizzata in collaborazione con Magnum Photos, la storica agenzia di cui Koudelka è membro associato dal 1974.

Ingegnere aeronautico classe 1938, Koudelka ha iniziato la sua carriera fotografica nel 1962, come fotografo di scena al teatro Semafor di Praga.

Lo spazio espositivo luminoso ed essenziale lascia protagoniste assolute le centonove fotografie in bianco e nero che costituiscono uno straordinario documentario sulla vita delle comunità gitane tra Boemia, Moravia, Slovacchia (ex Cecoslovacchia), Spagna e Camargue negli anni Sessanta.

Gli scatti, raccolti nel libro Zingari edito da Contrasto l’anno scorso, sono stati stampati con la supervisione di Koudelka che ha personalmente curato l’allestimento della mostra.

Ha, infatti, sistemato ai muri le stampe secondo la sequenza che aveva immaginato prima della repressione della Primavera di Praga, a seguito della quale abbandonò fino al 2011 il progetto di un libro fotografico sulle comunità zingare d’Europa.

Anonime fino al 1984 per ragioni di incolumità personale, le foto di Koudelka dell’invasione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati e delle truppe del Patto di Varsavia, pubblicate da The Sunday Times nel 1968, gli valsero l’anno successivo la Robert Capa Gold Medal.

Attraverso sorprendenti spaccati di vita quotidiana, Koudelka racconta una comunità viva e i riti di passaggio che ne scandiscono il tempo.

Il violento bianco e nero prediletto dal fotografo moravo non ne svela uno sguardo cinico o, al contrario, pietoso: povertà, promiscuità e degrado sono resi con un equilibrio compositivo che mostra il volere di Koudelka di sottolineare la dignità dei suoi protagonisti.

Gli interni domestici con le loro immagini sacre si alternano ai giochi dei bambini sui bordi delle strade, le camicie ampie dei ragazzi, le gonne a balze mosse con civetteria dalle ragazze.

L’immagine di una sposa giovanissima e sorridente stride con lo scatto che immortala un’anziana, tra le mani il viso di un’altra piccola sposa, deposta in una bara con una moneta sull’occhio destro.

Tra carri trainati da cavalli e mute di cani, i bambini imparano l’alfabeto o si mettono in posa mostrando i bicipiti; i più piccoli, allattati da madri simili alle Madonne sulle testate dei letti, vengono lavati in catini di zinco prima di essere messi a dormire in amache sospese.

Assolutamente imperdibile, Zingari sarà visitabile fino al 16 settembre, data entro cui la Fondazione Forma ospita anche l’interessante mostra di Saul Leiter Le luci di New York.

Indirizzi e recapiti

Fondazione Forma per la Fotografia, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
Tel. 02 58118067

Biglietti:

Adulti 7.50 euro
Ridotto 6.00 euro
Scuole 4.00 euro

Orari:

Da martedì a domenica 11:00-21:00
Giovedì e venerdì 11:00-23:00
Lunedì chiuso

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