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Le luci di New York alla Fondazione Forma

saul leiterLe luci di New York alla Fondazione Forma

Fino al 23 settembre, lasciatevi abbagliare da Saul Leiter.

“Grazie alla fotografia ho imparato il gusto di guardare. Semplicemente osservo il mondo; è una fonte infinita di piacere.”

Così Saul Leiter, originario di Pittsburgh, all’inizio della sua carriera pittore a New York; è il 1946, Leiter ha ventitré anni e dice che “dipingere è magnifico”.

Poi, inizia a percorrere la città con una Leica catturando atmosfere, sguardi, incontri occasionali, profumi e odori della metropoli.

Mancato rabbino, Leiter collabora tra le altre con le prestigiose riviste Elle, Vogue e Life e diventa fotografo della strada come regno del voyerismo e del distacco.

Nelle vie della Grande Mela cerca il ritmo della città, convinto che “le cose misteriose avvengano anche negli spazi familiari” e che “non abbiamo sempre bisogno di correre dall’altra parte del mondo.”

Le sue istantanee, spesso abbaglianti nella saturazione del rosso e del giallo, hanno titoli semplici: Mendicanti, Cappelliera, Vento e quando gli altri nomi non bastano più, si ripete sempre lo stesso: Strada. Ancora lei.

Leiter cattura i dettagli: un piede sul sedile della metropolitana, la mano di un mendicante che emerge dalla folla, limousines, tram, taxi, gli avventori dei bar, una donna in attesa su di un marciapiede.

Nei suoi scatti sembra dominare l’assoluta casualità, in realtà in Leiter tutto è molto sofisticato, quasi il fotografo volesse lanciare continue sfide all’osservatore.

La prima è una sfida all’immaginazione: a partire da un dettaglio decontestualizzato, il fotografo invita lo spettatore a indovinare l’insieme della composizione; la seconda impone di superare lo straniamento causato da quelle istantanee in cui il soggetto principale è fuori fuoco e a apparire nitidi sono i soli dettagli, come Foglie di fine anni Quaranta. Quasi una prova di logica.

A rendere più interessante la competizione, la passione di Leiter per i riflessi: vetrine e finestrini moltiplicano i punti di vista, spostano i soggetti, disorientano lo spettatore in un continuo gioco di specchi. Ѐ il caso di Neve (1960), A passeggio (1956), La telefonata (1957).

Ma Leiter ama anche le donne: con scatti come Domenica mattina (1947), Barbara e Marjorie (1955) e Lanesville (1958) ci consegna inaspettati momenti privati della gioventù bianca e agiata dell’America anni Cinquanta.

La mostra ospita anche alcuni acquerelli del fotografo americano eseguiti fra il 1940 e il 1970: pennellate rapide e irregolari di colori forti a contrasto fra loro suggeriscono visioni di una New York frenetica e notturna.

Le luci di New York, forse piccola ma godibilissima, sarà visitabile alla Fondazione Forma per la fotografia fino al 23 settembre; in contemporanea lo spazio espositivo propone l’imperdibile Zingari di Joseph Koudelka fino al 16 settembre.

 

Informazioni utili

Indirizzo e recapiti

Fondazione Forma per la fotografia. Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it
tel. 02 58118067

Orari

Martedì e Domenica 11:00-21:00
Giovedì e Venerdì 11:00-23:00
Lunedì chiuso

Biglietti

Adulti 7.50 euro
Ridotto 6.00 euro
Scuole 4.00 euro

Valentina Fumo

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