Riapre la Scuola degli Stranieri

scuola stranieri milanoQUANDO IL COLORE DELLA PELLE NON CONTA QUANTO IL CUORE

Finalmente parliamo di una notizia dai connotati decisamente positivi. Parliamo oggi dello “strano” caso della scuola elementare Giovanni Lombardo Radice in via Paravia 83, zona popolare e a forte immigrazione a San Siro (considerata una delle più multietniche d'Italia), che ha davvero chiuso la sua triste e passata vicenda con il classico “e vissero tutti felici e contenti”.

Perché? Essenzialmente la soluzione potrebbe essere trovata anche da un bambino che frequenta appunto le elementari: il giusto vince contro lo sbagliato, il bene si erige superbamente sul male. Il caso era partito proprio un anno fa, quando i bambini non avevano potuto frequentare il loro primo anno di elementari perché il ministero dell’istruzione non aveva mandato l’autorizzazione alla formazione della classe, visto che era composta praticamente solo da stranieri (che erano 17 su 19 alunni). La decisione fece parecchio scalpore, ed ebbe grandi ripercussioni anche a lungo andare, visto che le manifestazioni contro questo fatto andarono avanti fino quasi alla fine dell’anno scolastico.

Il risultato di tutti gli sforzi lo si vede oggi, o meglio, ieri, quando i 19 bambini provenienti da ben 7 Nazioni hanno potuto entrare con il loro passo timoroso e curioso all’interno di quello che sarà il luogo della loro istruzione. Noi speriamo davvero con tutto il cuore che gli insegnanti istruiranno i piccoli insegnandoli a colorare le case, così come i cuori, con tutti i colori del mondo, senza guardare il colore della pelle o di qualsiasi altra parte della loro realtà. Speriamo che gli sia insegnato che i diritti, come l’istruzione, devono essere garantiti in qualunque situazione in paesi che si gonfiano annunciandosi come “civilizzati”. Forse bisognerebbe spiegare meglio a chi ha pensato di chiudere la classe un anno fa, che i libri non si offendono ad essere sfogliati da immigrati o da cittadini italiani, così come gli insegnanti dovrebbero guardare ai loro allievi con occhio imparziale, senza pregiudizi stupidi nell’ormai suonato anno 2012. Un plauso invece va fatto a chi, pur vedendo una tale ingiustizia abbattersi sui dei poveri piccoli, non ha esitato a protestare senza soluzione di continuità, fregandosene altamente dell’ignoranza senza scrupoli che aveva spinto essere così innocenti al di fuori di quello che è, e rimane saldamente un loro sacrosanto diritto. Il ringraziamento va anche al sindaco Pisapia e a tutti coloro che hanno riaperto questa importante struttura, garantendo un futuro migliore per questi bambini.

Andrea Lino

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