A 70 anni spaccia alla Stazione

stazione centraleSPACCIA ALLA STAZIONE PERCHE' HA “UNA PENSIONE DA FAME”

I soldi, sempre loro. E’ questo il motivo, ridondante e diventato quasi logorroico, per cui le persone compiono gesti sempre più estremi, e fanno sacrifici quasi tutti i giorni. Molti anziani, parlando con i propri nipoti, spesso elogiano e condannano allo stesso tempo lo “sfarzo” odierno e la mancanza di vera fame nella nostra società, visto che da una parte è un bene che la qualità della vita in genere sia migliorata ma dall’altra è un male perché si è abituati ormai ad avere tutto o quasi. Caso a parte sono i cosiddetti individui in stato di “povertà cronica”, che avendo perso un lavoro non riescono a trovare un buon modo per rimanere in scia a questa maledetta società, che in questo periodo sta mietendo più vittime che mai. Insomma, oggi non solo non si ci può permettere di “lavorare per vivere” ma nemmeno “vivere per lavorare” sembra possibile. Così lo stato ha adottato misure assai criticabili, andando a toccare un introito indispensabile per chi, dopo una vita di lavoro, dovrebbe pensare a rilassarsi.

Tutto questo spinge l’uomo a far di necessità virtù, o meglio, virtù malavitosa. E’ il caso di un povero vecchio, ormai settantenne, che è stato fermato ieri all’uscita della fermata di Abbiategrasso con l’accusa di spaccio di droga. Si, avete capito bene, per spaccio di stupefacenti. L’uomo, incensurato, è stato notato all'esterno della stazione, capolinea della linea metropolitana 2, in via Missaglia. Era molto nervoso e sembrava stesse aspettando qualcuno. Quando due militari della III sezione del nucleo investigativo gli si sono avvicinati in borghese, li ha confusi per i destinatari del pacchetto contente la polvere bianca, salvo poi accorgersi di essere nei guai. A quel punto ha cercato di liberarsi della droga (chi non l’avrebbe fatto?) ma ormai era troppo tardi per evitare le manette. L’uomo ha spiegato ai due agenti come quella piccola consegna gli avrebbe fruttato qualche centinaio di euro da parte di un misterioso mandante, e di non poterne fare a meno visto che prende solo 400 euro di pensione, una vera miseria.

Ora, dobbiamo chiederci se questi casi sono da condannare senza scuse oppure da “epurare” senza troppa cattiveria. E’ vero che l’uomo è stato beccato sul fatto dai due agenti, è vero che stava infrangendo la legge, però bisogna anche considerare le sue ragioni. In fondo il povero vecchio è stato sfruttato da qualcuno semplicemente perché disperato, visto che in passato non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Tuttavia va sempre considerato che a tutti gli effetti l’uomo, consapevole o no, stava infrangendo la legge. La domanda più semplice da farsi è: è giusto condannare un uomo per un gesto, non troppo grave in fin dei conti, eseguito solo per poter sopravvivere?

Andrea Lino

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