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L’infanzia in pericolo di Luca Catalano Gonzaga

gonzaga infanzia in pericoloOspitato presso la Fondazione Forma per la Fotografia, Child survival in a changing climate - Infanzia in pericolo è un progetto realizzato dall’Associazione Witness Image e sostenuto dalla Fondazione Nando Peretti con il patrocinio del Comitato Italiano Unicef.
 
Scopo degli scatti del fotografo Luca Catalano Gonzaga, ex manager che ha deciso di dedicarsi totalmente alla fotografia professionale, è informare e sensibilizzare sui cambiamenti climatici che mettono in pericolo ogni anno la vita di centosettantacinque milioni di bambini e raccogliere fondi destinati ad altri progetti fotografici sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo promossi da Witness Image.
Entrando nella sezione Supporting del sito dell’Associazione sarà infatti possibile acquistare le foto esposte sotto forma di stampe da collezione.
 
Le modificazioni del clima minacciano la qualità della vita e la stessa sopravvivenza del 40% in più di bambini rispetto al decennio scorso: oggi più di ieri il surriscaldamento globale genera catastrofi naturali, causa carestie e pestilenze, è detonatore di tensioni sociali.
Per questo il fotografo romano classe 1956 ha racchiuso in cento scatti il suo viaggio nelle zone più povere e dimenticate del mondo, realizzando un reportage che è una testimonianza di altissimo livello artistico, ma anche una forte denuncia dell’esistenza milioni di infanzie negate.
Catalano Gonzaga attraversa Kenya, Somalia, Burkina Faso, Mongolia, India, Nepal, Bangladesh, Zambia raccogliendo immagini di una quotidianità disperata in cui, però, non mancano momenti di gioco, di normalità. 
 
La Somalia è il Paese del Corno d’Africa più minacciato dalla carestia a causa di vent’anni di guerra e della siccità peggiore degli ultimi sessant’anni. Si tratta della più grave catastrofe umanitaria in atto.
Dopo aver attraversato il confine con il Kenya e camminato a piedi per ottanta chilometri, centinaia di Somali ogni mattina stanno in fila di fronte al sito di registrazione dell’UNHCR (l’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) per entrare nel campo di Dadaab, in Kenya, il più grande del mondo. Ogni eco-profugo viene fotografato e a tutti vengono prese le impronte digitali: Catalano Gonzaga testimonia quest’operazione con una serie di scatti in un drammatico e violento bianco e nero. Distrutti dalla fatica del viaggio o in cerca di speranza nelle baracche, sotto un cielo perennemente azzurro, ogni giorno a Dadaab muoiono cinque bambini.
Il campo di Dadaab ospita più di quattrocentoquarantamila rifugiati (è stato costruito per contenerne novemila), ma quarantamila persone vivono al di fuori del suo perimetro e del controllo delle Nazioni Unite: entrare nel campo significa tende, servizi igienici, acqua potabile, strutture sanitarie e tessere alimentari. A vigilare sulle reti che delimitano il centro di accoglienza, uomini armati di mitra. Tra di loro, Catalano Gonzaga fotografa i bambini giocare, seppure tra cumuli di spazzatura.
 
Gioca anche un’intera famiglia mentre lava un tappeto nel mare d’Oursi, un lago poco profondo nella provincia di Oudalan, in Burkina Faso.
Le immagini che il reporter romano propone sono state scattate in Sahel, una lunga striscia di terra semi-desertica che va dall’Atlantico al Mar Rosso. Questa regione ha il secondo tasso di crescita della popolazione al mondo (fonte: ONU,  previsti più di 93 milioni di abitanti nel 2050), ma la desertificazione e l’insabbiamento dei fiumi stanno portando a una diminuzione della produttività agricola; prova ne sono le numerose istantanee in cui vengono ripresi capi di bestiame malnutriti.
 
Anche in Mongolia, la desertificazione avanza e così il deserto del Gobi. Qui, coloro che perdono la mandria hanno perso la loro stessa possibilità di sopravvivenza e sono costretti a spostarsi nelle baraccopoli intorno alla capitale Ulan-Bator. Per questo, un pastore immortalato dall’artista romano volge gli occhi al cielo in una silenziosa preghiera, mentre in un’altra istantanea la sua capra salta su di un albero in cerca di cibo.
 
Ma la pioggia non sempre è salvifica. In Zambia le maggiori precipitazioni hanno portato a cinquantamila all’anno i decessi per malaria. Si tratta della principale causa di morte. Un ruolo chiave per la cura di questa malattia è svolto dai medici e dal personale del Mtendere Mission Hospital a Chirundu, nel Sud del Paese. Ѐ qui che si è recato con la sua reflex Catalano Gonzaga a immortalare la sofferenza e la disperazione delle madri dei piccoli malati.
 
In Nepal il ritiro dei ghiacciai sta provocando un preoccupante innalzamento del livello dell’acqua; in particolare del lago Tsho Rolpa nella Rolwaling Valley, trenta chilometri a Sud-Ovest dell’Everest che Catalano Gonzaga ci presenta avvolto dalla nebbia in un suadente bianco e nero.
Si è formato in soli quarant’anni con lo scioglimento del ghiacciaio Trakarding ed è trattenuto da una naturale morena instabile: se si rompesse, seimila vite sarebbero in pericolo.
 
Nel ventunesimo secolo, il Bangladesh perderà il 17,5% della sua massa di terra per l’innalzamento dei mari. Già oggi, questo Paese è flagellato da cicloni, monsoni, inondazioni. Ne è testimonianza l’istantanea presente alla mostra in cui il piccolo Shayekh, undici anni, trasporta del fango per costruire degli argini vicino alla sua capanna.
 
Un evento di beneficienza, un’occasione per ammirare intense fotografie di un grande autore e per stupirsi di come, nonostante tutto, i bambini riescano comunque a sorridere.
 
Contemporaneamente, fino a domenica 30 settembre, la Formazione Forma per la Fotografia ospita anche la splendida mostra- anch’essa a ingresso libero- Wind and Water We Met del Maestro coreano John Hahm.
 
Informazioni utili
 
Child survival in a changing climate – Infanzia in pericolo
Di Luca Catalano Gonzaga
Fino al 14 Ottobre
 
Indirizzi e recapiti
Fondazione Forma per la Fotografia, Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano.
02.58118067
02.89075419
 
Orari
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00
giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 22:00
lunedì chiuso
 
Biglietto 
Ingresso gratuito
 

Valentina Fumo

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