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Dependency, le ossessioni contemporanee alla Galleria Belvedere

Assuefatti al fumo, alle droghe, all’alcool. Votati all’acquisto di medicine come di videogiochi. Ossessionati dal cibo, ma anche da estenuanti sedute in palestra. Muti con gli altri davanti alla televisione, ma incredibilmente loquaci e affettuosi con i nostri animali domestici. Produttori e consumatori seriali di libri, musica, arte prodotti da un’industria culturale la cui qualità sembra ormai livellarsi verso il basso.

Depressi, compulsivi: in una parola, dipendenti. Così ci fotografa Giovanni Presutti, fotografo fiorentino classe 1956. Laureatosi in giurisprudenza, ha studiato arte e fotografia a Firenze e Milano. Collabora con diversi periodici italiani e fa parte del collettivo Synap(see).

Utilizzando il linguaggio della fotografia messa in scena, fra il 2010 e il 2011 Presutti immortala i vizi che caratterizzano la vita contemporanea dell’uomo comune. Non a caso, i visi dei protagonisti delle sue istantanee non sono mai visibili, nell’evidente invito alla identificazione rivolto allo spettatore: vengono celati da un Ipad (Dependency #16), dall’ Lp dei King Crimson In the court of the Crimson King, da borse stampate con il volto di Audrey Hepburn, un’icona di stile cui aspirare attraverso sedute di shopping selvaggio e consolatorio. E quando la quotidianità è troppo pesante da sopportare, si combattono la frustrazione e la paura cercando di nascondersi dietro il costume di un supereroe come Spider-Man. E con una lunga pista di cocaina (Dependency #5). 
Mani senza vita, come di cadaveri, sbucano da pile di farmaci (Dependency #7) o da muri di libri (Dependency #3); ci si accascia sulle scrivanie su cui si lavora e si studia (Dependency #4) oppure davanti a quadri, nei musei (Dependency #1). La televisione è un sottofondo costante di un esistenza piena di oggetti, siano essi giocattoli (Dependency #15) o cibo con cui riempire un carrello fino a rimanerne schiacciati (Dependency #20). E quando ci si sente soli, la cosa più facile da abbracciare sembra essere una bottiglia di Campari.


Ironiche e disperate, le istantanee di Presutti sono impeccabili nella ricostruzione ambientale; spesso articolate e piene di significanti nel racconto delle dipendenze contemporanee, sempre estremamente lucide nel rappresentare la contemporaneità.
Ogni foto vi strapperà un sorriso. Amaro.


Informazioni utili

Indirizzi
Dependency di Giovanni Presutti .Fino al 3 Novembre 2012
Galleria Belvedere, via Santa Maria Valle, 5
Orario
Dal martedì al sabato; dalle ore 15:00 alle ore 19:00

Biglietto
Ingresso gratuito

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