Milano vs il resto del mondo

cassonetti immondizia milanoEcco una cosa che mi ha colpito parecchio di Milano, appena trasferitami qui anni fa: i bidoni delle immondizie. All’epoca la raccolta differenziata esisteva solo per sommi capi: elettrodomestici e simili, auto e consorelle, abbigliamento e accessori, vetro, immondizie. I cestini generici sparsi per la città c’erano, eccome; lasciamo stare i dettagli sul loro utilizzo, che in merito tutto il mondo è paese. Ma quello che mancava e manca tutt'ora erano i cassonetti, grandi grigi, con l’apertura a mano (oggi a pedale), poi evolutisi in differenti colori e fogge a seconda dello scarto da buttare.

All'epoca avevo comperato un mini-appartamento e lo stavo ristrutturando da sola: tutti gli scarti venivano puntualmente imballati, caricati in macchina e portati in periferia; addirittura, quando veniva a darmi una mano mio papà era capace di portarsi la “merce” fino a Torino per poi eliminarla. Oggi le cose non sono cambiate.

Concordo nel considerare che i cassonetti occupano posti macchina così preziosi in una città dove i garage, se ci sono, costano oro e le famiglie hanno come minimo due macchine a nucleo da parcheggiare e un maledetta fretta sempre addosso; ma detto ciò, quali altre ragioni ne hanno eliminato la presenza? Si potrebbero indire gare di pittura per abbellirli, camuffarli, trasformarli in opere d’arte. Forse che stonano nella modaiola metropoli milanese? Forse che emanano pestiferi odori che è meglio covare all’interno dei condomini?

Certo, se non avete mai passeggiato lungo i marciapiedi durante i mesi estivi in orario di punta, non potrete mai capire quali pestifere esalazioni emana il cemento intriso dei liquidi sgorgati da sacchetti dell’umido bucati o mal chiusi (i custodi si mettono all’opera con idrante e scopa esattamente mentre state passando agghindati con tenuta da lavoro); né tanto meno cogliereste il disagio di dover scavalcare, laddove possibile, mucchi di cartoni, o sacchi della plastica abbandonati al loro destino perché il ritiro è clamorosamente in ritardo, è imbottigliato nel traffico, sta scioperando. E questo sarebbe meglio dei vecchi simpatici cassonetti? Parliamone.

E i cestini appesi ai pali qua e là, oppure appoggiati a terra, che straripano di immondizia, indifferenziata, spesso posizionata lì nei paraggi perché non ci sta dentro, questo si addice alla raffinata Milano?

Chiara Collazuol

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