Il Volontariato del Futuro

volontariatoLa crisi ormai è estesa ed affermata, facendosi sentire in tutti gli ambiti, anche in quelli a cui di solito si tende a pensare meno. Accade così che anche le associazioni onlus, con le loro schiere di volontari che agiscono in più di 20 città Italiane e non solo, trovino difficoltà nel reperire personale o nel mandare avanti i propri progetti. Tuttavia, quando si parla di crisi, sono in pochi quelli che riescono a salvarsi senza rimediare qualche livido mentre si rialzano; per queste associazioni invece non funziona così, visto che, recentemente, proprio una di queste strutture, la fondazione progetto Arca, onlus che dal 1994 promuove progetti per il riscatto delle persone emarginate, ha promosso il nuovo piano “face to face” con una grande iniziativa economica coraggiosa.

Quante volte uscendo dalla metropolitana o camminando nelle piazze siamo fermati o “disturbati” (nel senso buono del termine) da volontari che ci fermano e cercano di spiegarci gli scopi e la struttura dell’associazione a cui fanno parte (allo scopo di raccogliere fondi): il progetto “face to face” si propone di migliorare proprio in questo, nel dialogo di base. Niente più scocciatori col muso stizziti da un no (spesso troppo frettoloso e maleducato) ma persone disponibili e pronte ad accogliere un rifiuto con serenità, per poi rituffarsi nel lavoro con un sorriso indelebile sul viso. Il sistema è molto semplice, e si basa essenzialmente sulla pazienza e sulla consapevolezza, come ha spiegato Domenico Altomonte, coordinatore dello staff di Progetto Arca: tutto sta nell’essere consapevoli che su 30 o 40 persone che si fermano saranno poche (5 o 6 ad andar bene) quelle a cui si riuscirà per lo meno a spiegare di cosa si occupa l’associazione. Si potrebbe quindi usare lo humor o qualche battuta per provare a fermare un passante, oppure dare una mano a chi è in difficoltà (tipo gli anziani con le borse della spesa) per iniziare la conversazione: i volontari quindi dovranno avere più spirito d’iniziativa e simpatia rispetto al passato. In più c’è una notazione importante da fare su questi nuovi “dialogatori”: il loro compito non è quello di ricevere soldi, bensì quello di chiedervi una firma su un modulo rid per l’addebito automatico sul conto corrente. Quindi, in futuro, diffidate da chi vi chiede soldi direttamente e dice di far di un’associazione onlus, perché probabilmente vi sta tirando un pacco.

Insomma, il progetto Arca rappresenta una vantata d’aria fresca per rilanciare i progetti del futuro. Tuttavia i piani come questo non si fermano qui ma calcano altri ambiti, più moderni e in voga ai nostri tempi: così nascono canali innovativi sulla rete per le nuove iniziative. Quindi il consiglio in generale è di essere più pazienti e benevoli verso chi, con voglia e passione, ci approccia e ci chiede di ascoltarlo.

 Andrea Lino

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