Pierre-Auguste Renoir a Pavia

la-lettera-trecourt“Amo la pelle di una giovane donna, rosata, che fa pensare a una buona circolazione. Ciò che amo è soprattutto la serenità”. 
Così Pierre-Auguste Renoir, fra i massimi esponenti dell’impressionismo: non a caso i nudi femminili e i ritratti di giovani donne sono fra i soggetti preferiti del pittore nato a Limoges nel 1841.
Se ne possono ammirare di bellissimi nelle scuderie del Castello Visconteo di Pavia dove è stata allestita la mostra Renoir. La vie en peinture, a cura di Philippe Cros e visitabile fino al 16 dicembre: incarnati morbidi, labbra turgide, sguardi luminosi e intensi prendono vita dalle tele a olio o attraverso sapienti tratti realizzati coi pastelli come in Fanciulla con cappello nero e La Loge. 
Renoir si distingue dagli altri impressionisti per il posto tributato all’individuo nelle sue opere: al centro della poetica del pittore, iniziato dal padre alla decorazione della porcellana, l’incontro eterno fra natura e umanità. Esempio ne sono La raccolta di fiori, inrenoir1 prestito dal Columbus Museum of Art (Ohio), in cui la frammentazione del soggetto, le pennellate decise e la tavolozza cangiante esprimono l’assenza di qualsivoglia dramma o tensione psicologica e Roche-Guyon in cui è chiara l’influenza della pennellata costruttivista di Cézanne.
La mostra, piccola per numero di opere e ampiezza dello spazio espositivo, ma comunque godibile, offre un excursus della produzione di Renoir che, con più di cinquemila opere realizzate, è, con Picasso, fra i più prolifici pittori esistiti.
Se in Marine pennellate viola, rosa, blu, gialle si alternano in modo sorprendente, nei ritratti come il celebre Donna con l’ombrello seduta in giardino si assiste al progressivo superamento della tecnica impressionista: Renoir rinuncia a luci e ombre per privilegiare la plasticità del corpo sotto le fronde degli alberi.
Estremamente versatile, Pierre-Auguste seppe adattarsi alle richieste dei suoi committenti, realizzando anche opere di piccolo formato senza rinunciare, però, al palpito cromatico, alle pennellate fluide e seriche, ai colori vibranti e alla luce satura che ne hanno fatto uno degli indiscussi maestri della storia dell’Arte.
La mostra propone anche alcune incisioni dello stesso Renoir che raffigurano nudi femminili: sono chiare le influenze di Ingres, dell’Olympia dell’amico Manet e dell’Incendio di Borgo di Raffaello.
A causa dei frequenti attacchi di reumatismi, il pittore fu costretto a trasferirsi nel sud della Francia, per trovare un clima più mite: la sua ultima residenza a Cagnes-sur-Mer è anche il soggetto di numerose opere, come Les collettes, da cui emerge il suo approccio sensuale alla vita: i colori subiscono una metamorfosi, la luce filtra dolce fra le foglie degli alberi di questo angolo di Provenza mentre meravigliose rose si schiudono in vasi di maiolica.
D’altra parte, era lo stesso Renoir a dire che la vita è un mazzo di fiori rossi.renoir2
L’esposizione si chiude con la riscoperta del disegno da parte del maestro impressionista: sono in mostra alcune opere realizzate durante il suo tour fra Venezia, Roma, Napoli e la Sicilia. Se in un primo viaggio in Tunisia sulle orme di Delacroix, Renoir aveva fatto proprie nuove cromie esotiche, nel proprio tour italiano conferma la propria vocazione classica, realizzando opere come Figura femminile in piedi, del 1888.
 
Assolutamente consigliato l’acquisto del biglietto che permette l’ingresso alla strepitosa quadreria dell’Ottocento e alla Donazione Morone.
Superato lo scalone del castello, in fase di restauro e non debitamente valorizzato, si accede a due ampie sale in cui si è sorpresi dalle opere di maestri del calibro di Hayez, celebre autore de Il bacio, di cui si possono ammirare, ad esempio, La monaca di Monza, Accusa segreta o il grande Riconciliazione di Ottone II con Adelaide di Borgogna sua madre.
Magistrale la resa dei tessuti, dai pizzi al taffetà, nelle opere di Costantino Borsa (La malinconia, 1852) e l’attenzione ai dettagli nei numerosi ritratti realizzati da Luigi Trécourt, mentre sorprende Federico Faruffini con Legazione di Nicolò Machiavelli, cittadino segretario fiorentino, a Imola per incontrare Cesare Borgia, duca del Valentino: il nero dell’opera si accende all’improvviso di dettagli rosso e aragosta, mentre la stanza dell’incontro viene costruita come una scatola attraverso l’intersecarsi di diversi piani, dalle pareti, alle vetrate, ai tappeti in un gioco sapientemente prospettico di linee. 
Mentre l’Enigma Umano di Kierknek richiama la Secessione viennese e le opere di Klimt, la Donazione Morone offre numerose opere della pittura italiana fra realismo e post-impressionismo e in particolare della scuola lombarda di fine Ottocento, da Tallone e Mariani alla Falconiera di Segantini.
 
Informazioni utili
 
Renoir. La vie en peinture
Fino al 16 dicembre
Pavia, Castello Visconteo (scuderie)
 
Orari
dal lunedì al venerdì 10-13 / 15-19 (giovedi apertura fino alle ore 21)
sabato, domenica e festivi 10-13 / 14-19
ogni lunedì visita guidata gratuita e senza prenotazione alle ore 17
ogni giovedì visita guidata gratuita e senza prenotazione alle ore 18.30
 
Biglietti
intero 10 euro
ridotto convenzionati 9 euro
(titolari di biglietto di ingresso o abbonamento in corso di validità di Pavia Barocca 2012 – Ghislieri Musica, titolari card Fondazione per Leggere, titolari Coin card, titolari abbonamento Trenord in corso di validità)
ridotto 8,50 euro (studenti dai 14 ai 18 anni, studenti universitari fino a 26, over 65, gruppi)
ridotto scuole: (gruppi scolastici e singoli under 13) 5 euro
gratuito: bambini sotto 6 anni, giornalisti con tesserino, accompagnatori scolaresche/gruppi, disabili, accompagnatori disabili.
 
biglietto Renoir + Musei Civici di Pavia = 11 €
 
 

Valentina Fumo

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