Aperitivo in Concerto 2012-2013

archie shepp«In genere, il jazz è sempre stato rappresentato come il tipo d'uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia», così Duke Ellington definiva il jazz. E voi? Appassionati, profondi conoscitori, incuriositi da genere? Qualunque sentimento proviate nei confronti di questo genere musicale, di sicuro non potete perdervi l’appuntamento più importante di questa settimana: l’apertura della rassegna “Aperitivo in Concerto”.
Giunta alla sua ventottesima, “Aperitivo in Concerto” propone 12 eventi: di cui 2 prime mondiali, 3 prime europee, 6 prime italiane, tutte in programma al Teatro Manzoni di Milano dal 28 ottobre 2012 al 3 marzo 2013. Il filo rosso che percorrerà le esibizioni è l’afrocentrismo del Ventesimo secolo.

Quando si parla di afrocentrismo, si fa riferimento alla volontà di distinguere i contributi di Europa ed Oriente da quelli africani nella storia e nella cultura e, più in particolare, di mettere al centro il contributo apportato dell'Africa in opposizione alla visione euro-centrica che ha caratterizzato gran parte della cultura occidentale. E nel caso del jazz questo è un vero e proprio ritorno alle origini poiché dagli anni Sessanta il jazz ha riscoperto la cultura africana in ogni suo ambito musicale. Nella società americana degli anni ’60, lacerata dalla lotta di classe, caratterizzata dal razzismo e dall'emarginazione della parte nera, la musica africana rappresentava per molti gruppi jazz e artisti del calibro di Duke Ellington, il ritorno alle radici, a un’identità perduta. 

Archie Shepp (28 ottobre) aprirà la rassegna, sassofonista leggendario che si esibirà accompagnato dal gruppo Dar Gnawa. Questa band nasce a Tangeri in Marocco e la loro musica rievoca la cultura degli schiavi neri in Nord Africa, e l'esibizione del sassofonista Idris Ackamoor (11 novembre), acclamato interprete californiano che, già negli anni Settanta, a capo di un complesso di grande valore come The Pyramids, ha saputo tracciare una via particolarmente teatrale e coinvolgente nella riscoperta dell'Africa da parte del jazz e della tradizione afroamericana. Se il sassofono di Shepp s'infiamma di passione nella rilettura di un passato tradotto in termini d'esaltazione musicale, Ackamoor offre, con The Pyramids, nella sua prima esibizione italiana, un'appassionante performance in cui musica, teatro, memoria e rituale arcaico si fondono in uno spettacolo di fortissimo impatto.

Michael Henderson è il bassista che con la sua Electric Miles Band (18 novembre), si lega maggiormente alla musica di Miles Davis degli anni Settanta. In quel periodo, infatti, Davis compie la famosa “svolta elettrica”, dando vita a gruppi musicali in cui jazz e musica popolare afroamericana si univano alla riscoperta delle radici africane.

Hugh Masekela, (25 novembre) sudafricano, famoso per la sua fra tradizioni sudafricane e jazz e dalle sue instancabili lotte per la libertà del suo popolo.

Steven Bernstein (2 dicembre) si presenta con la sua eccezionale Millennial Territory Orchestra (di cui fanno parte solisti di grande rilievo come il violinista Charles Burnham, il contrabbassista Ben Perowsky, il sassofonista Peter Apfelbaum) con la collaborazione di un solista del calibro di Bernie Worrell alle tastiere.

 L'inarrivabile flautista Nicole Mitchell (16 dicembre) riporta alla luce i riti arcani, i ritmi del corpo, le sofisticate elaborazioni timbriche, coinvolgendo il pubblico anche con la ritmica della danza.

Il 20 gennaio una prima mondiale, Punkt@TheManzoni, realizzata in collaborazione con il ben noto Punkt Festival, straordinaria manifestazione musicale d'avanguardia che si tiene annualmente in Norvegia sotto la direzione artistica di Brian Eno.

Rileggendo il jazz attraverso la tradizione bengalese  Arun Ghosh (27 gennaio), propone un perscorso tra la cultura musicale zingara e della cultura musicale yiddish.

Il bassista, produttore e compositore Bill Laswell (3 febbraioci riporta invece  alla tradizione del funk e del soul. E con DJ Krush egli inoltre le sospinge fino all'hip hop e al trip hop orientali (Dj Krush, infatti, è considerato il padre dell'hip hop giapponese), in un percorso che evidenzia quanto la cultura africana-americana abbia saputo estendere la sua straordinaria influenza.

La cantante Dee Alexander, (10 febbraio) presenta il suo tributo a James Brown e alla sua opera musicale, mentre una settimana dopo (17 febbraio), uno fra i più acclamati esponenti della nuova improvvisazione americana, il trombettista Taylor Ho Bynum, riporta alla luce le sonorità di Prince, evidenziando un’originalità fuori del comune.

Dave Douglas (3 marzo) chiude l’intera rassegna. Ballate tradizionali, improvvisazioni, sonorità degli anni Trenta, post-bop e song.

Info:

Teatro Manzoni - Tel. 02.7636901
info@teatromanzoni.it

CALENDARIO

28 ottobre:  ARCHIE SHEPP & DAR GNAWA OF TANGERPRIMA ITALIANA

11 novembre: IDRIS ACKAMOOR & THE PYRAMIDSPRIMA ITALIANA

18 novembre: MICHAEL HENDERSON’S ELECTRIC MILES - PRIMA EUROPEA

25 novembre: HUGH MASEKELA - PRIMA ITALIANA

2 dicembre: CONCERTO DI NATALE

STEVEN BERNSTEIN & MILLENIAL TERRITORY ORCHESTRA - PRIMA ITALIANA

16 dicembre: NICOLE MITCHELL & BLACK EARTH ENSEMBLE

Mother Earth - PRIMA MONDIALE

20 gennaio: PUNKT@THE MANZONI

FEATURING JAN BANG, ERIK HONORÉ, ARVE HENRIKSEN, EIVIND AARSET, HAMID DRAKE - PRIMA MONDIALE

27 gennaio: ARUN GHOSH ‘HORN E BASS’ QUINTET - PRIMA ITALIANA

3 febbraio: BILL LASWELL, BERNIE WORRELL & DJ KRUSH

Method of Defiance – 5th Column - PRIMA ITALIANA

10 febbraio: DEE ALEXANDER’S  EVOLUTION ENSEMBLE

Tribute to James Brown

17 febbraio TAYLOR HO BYNUM ENSEMBLE

Plays The Music of Prince - PRIMA EUROPEA

3 marzo  DAVE DOUGLAS QUINTET with AOIFE O’ DONOVAN - PRIMA EUROPEA

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