Al Teatro Manzoni di Monza con Rain Man

rainman2Sta per partire la stagione teatrale 2012/13 al Teatro Manzoni a Monza, come primo spettacolo c’è “Rain Man”, dal 16 al 19 novembre 2012, musical prodotto dalla Compagnia della Rancia, tratto dal film vincitore di ben  4 Oscar.

Rain Man, interpretato da attori del calibro di Dustin Hoffmann,  è un’evento di grande spessore ed ha avuto grande successo in tutto il mondo, debuttando sul palco a settembre 2008 all’Apollo Theatre di Londra. L’attuale edizione italiana è diretta da  Saverio Marconi, con la regia associata di Gabriela Eleonori.  Raymond  è  interpretato da Luca Lazzareschi  che sulla scena  dà tutto se stesso per dare risalto alla fortezza inespugnabile del mondo che ha dentro Raymond, con momenti toccanti e reali.

Raymond,  nel film che ha fatto vincere l’Oscar a Dustin Hoffman. Luca Lazzareschi, artista eccellente in ruoli drammaturgici, e bravo anche in ambiti classici e contemporanei. Senza dubbio questo spettacolo è un lavoro super, attorialmente di alto livello, con Lazzareschi che porta alla ribalta e con concretezza la forza interiore imbattibile dello stesso Raymond, con momenti toccanti, così come è successo nel film. Al fianco di Raymond c’è Charlie, interpretato da Luca Bastianello, anche lui conosciuto in teatro e in fiction televisive, oltre che per essere la controfigura di Tom Cruise. Altra interprete è Valeria Monetti, protagonista di musical come “Sette spose per sette fratelli” e “Robin Hood”, che è  Susan, mentre il personaggio del Dott. Bruener è affidato a un attore di grande esperienza come Beppe Cherici; insieme in vari ruoli ci sono Gian Paolo Valentini e Irene Valota.

La scenografia è di Gabriele Moreschi ed è divisa in settori, in cui viene dato risalto ai dettagli, importanti nel racconto, entrando nella testa di Raymond e svelando un mondo diverso, Questo progetto teatrale vuol essere, per la Compagnia della Rancia, anche un modo per dare sensibilità  e mostrare cos’è il problema dell’autismo: Ci dice Saverio Marconi in proposito:“Sapevo dal film di questa sensibile storia di Raymond, ma devo ringraziare la preziosa collaborazione scientifica con l’Associazione Autismo Italia che mi ha permesso di svolgere un lavoro di significato sul personaggio imparando a conoscere  questo mondo.  Sono rimasto profondamente colpito da quanto sentenziano le statistiche  che parlano di due soggetti colpiti da autismo su 1000 e mi fa piacere far si che lo spettacolo possa portare l’attenzione sull’unicità e la complessità nelle relazioni con le persone autistiche, non solo durante l’infanzia e l’adolescenza ma soprattutto in età adulta”.

Rain Man dice e racconta la vita di Raymond, un uomo affetto da autismo che, dopo che gli è mancato il padre, ha in eredità il  patrimonio familiare e di Charlie, fratello minore duro ed arrivista, che fa di tutto per essere tutore. Durante un viaggio a Los Angeles, iniziato come un tentativo di rapimento, Charlie capisce che Raymond, ha valori diversi da quello che lui pensava, decide di far tornare il fratello in ospedale, non volendo più i soldi, capendo il significato del volersi bene. Raymond si ispira a Kim Peek mancato nel 2009 a 58 anni e soggetto sin dalla nascita dalla cosiddetta sindrome del saggio, una alterazione neurologica rarissima che si manifesta solo nel 10% delle persone affette da autismo. Lo sceneggiatore Barry Morrow, che lo incontra a un convegno nel 1984, rimane colpito dalle strabilianti capacità di Kim,  di memorizzare  le opere di Shakespeare o i prefissi telefonici di tutti gli Stati Uniti e pensa di dedicargli il film. La sua vita Kim Peek l’ha dedicata a conferenze e incontri, in cui lo scopo è stato quello di sensibilizzare tutti a conoscere e avere rispetto delle persone diversamente abili e differenti da noi, trattandoli come siamo trattati noi.

Guido Baroni

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