Siamo pari! La parola alle donne

siamopari 2012STA ZITTA, CRETINA.

Forse letta così è una frase forte, forse no, probabilmente dipende dai nostri trascorsi e da quanto la prendiamo sul serio. Magari è un gioco, oppure un modo di dire o forse solo una bugia che raccontiamo a noi stesse per non sentirci cretine per davvero a permettere a qualcuno di dircela con tanta forza.

Non so dire cosa scatti nella testa di una donna quando pur sentendo queste parole decide di andar avanti, di provarci ancora, di trovare la forza di perdonare e convincersi che non è poi così grave, tanto poi passa. Ma non passa, la verità è che non passa. Una volta che succede poi continua e sempre di più: le parole si fanno più taglienti, i gesti più duri, le grida più sorde, la testa più annebbiata e non capisci, pensi che ce la farai, che riuscirai a cambiarlo ma la verità è che non è così, stiamo solo cambiando noi stesse e ci stiamo facendo carico di un dolore e una responsabilità che porteremo dentro per tutta la vita.

Solo quest’anno in Italia sono state uccise dal proprio partner oltre cento donne: bambine, ragazze, anziane, non c’è differenza d’età. Donne che amavano, donne che per il proprio amore sono state punite con la sofferenza, con la morte. Nel mondo una donna su tre è stata vittima di violenza, a Milano il 95% delle violenze avviene tra le mura domestiche, in casa, dove dovremmo essere più al sicuro. “Non hai paura a rientrare così tardi da sola?”, “stai attenta e fammi uno squillo quando arrivi a casa”, ora non vi suona paradossale? Abbiamo paura a uscire di notte, di mettere una minigonna, di fare stradine secondarie o anche solo un sorriso di troppo e alla fine il nostro peggior aguzzino ce lo prendiamo in casa e sopportiamo, aspettiamo, passiamo i giorni pregando che finisca con la forza di continuare ma non quella di denunciare. Mi sono chiesta perché. Se ci rubano il portafogli andiamo dirette in commissariato, se abusano di noi, se ci umiliano, ci schiaffeggiano non facciamo nulla e aspettiamo. Credo che la risposta stia nel fatto che ci convincono talmente bene che la colpa sia la nostra che ci crediamo davvero, pensiamo che se saremo più buone, più mansuete, più pazienti poi finirà ma la verità è che non è colpa nostra, non lo è e basta! Siamo tutti fatti per sbagliare ma nessuno è fatto per esser umiliano, abusato, sfibrato.

Non so quanti sappiano che domani, 25 novembre, è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne e proprio per ricordarci quanto questo tema sia un qualcosa di attuale anche nella nostra quotidianità, Intervita Onlus con il sostegno di Eugerin, il patrocinio del Comune di Milano e la Media Partnership di Corriere della Sera, ha organizzato una rassegna cinematografica, Siamo pari! La parola alle donne, con dibattiti, proiezioni, tavole rotonde e spunti per riflettere su questo problema.

Ieri ero in sala all’apertura della manifestazione quando hanno letto ad uno ad uno i nomi di queste cento donne uccise dall’amore. Uno ad uno. Sembravano non finire mai, guardavo i loro volti e pensavo “potrei esserci pure io”, tutte queste persone intorno a me potrebbero vedere la mia foto sullo schermo, pronunciare il mio nome, provare un brivido sulla pelle per poi passare al prossimo nome e al prossimo viso. Numeri, talmente tanti da essere una su cento, una tra troppe. Com’è possibile che questo accada? Com’è possibile che nessun’altro sappia e reagisca per chi in quel momento non ce la fa?

I tre giorni della manifestazione andranno a toccare tanti diversi aspetti di violenza che le donne subiscono in tutto il mondo: da quelli in via di sviluppo, dove ci si batta per la parità di diritti e contro lo sfruttamento, fino a quello che affligge i Paesi più sviluppati dove la donna viene costretta in canoni estetici eccessivi ed effimeri.

Mi sento in prima persona di ringraziare Intervita per questa sua iniziativa perché credo che troppo spesso non diamo la giusta importanza e di conseguenza non siamo in grado di giudicare con la giusta forza atteggiamenti di violenza nei confronti del nostro essere donne. Ieri sera sono uscita da lì con un grosso mattone nello stomaco e una grande consapevolezza di responsabilità, anche per questo oggi invito voi a prendere un paio d’ore del vostro tempo per andar ad ascoltare perché un giorno quelle donne potreste essere voi, vostra figlia, vostra sorella o la vostra migliore amica, una su tre, ricordatevelo. Prendiamo consapevolezza e combattiamo qualsiasi mancanza di rispetto per chi siamo, ricordiamoci di amarci ogni giorno e che aspettare che domani sia passato non è una soluzione, magari un domani non ci sarà.

Siamo pari! La parola alle donne

Rassegna cinematografica dedicata alle Donne

23-24-25 novembre 2012- Teatro Litta – Milano

Nicoletta Crisponi

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