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Body Worlds: sognando L’ETERNITA’

body worlds“Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disprezzo il terrore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni”. Così ci apostrofa Bertrand Russell e sono queste parole che mi vengono alla mente quando varco la soglia del Body Worlds.

 

La mostra ritrae scene di vita quotidiana in “carne e ossa”, perdonate questo humor tremendo: infatti, grazie alla tecnica della “plastinazione”, inventata e brevettata dallo scienziato tedesco Gunther von Hagen, ai visitatori viene proposta una visione alquanto singolare del corpo umano, dal momento che questo processo permette di conservare perfettamente tessuti e organi, sostituendo ai liquidi corporei polimeri di silicone. BODY WORLDS a Milano, nelle sale della Fabbrica del Vapore, per la prima volta in Italia, si propone come uno tra gli allestimenti più completi al mondo: in 2000 mq è possibile vedere oltre 200 elementi, tra organi, sezioni e corpi interi plastinati.

Che l’autore del progetto e i curatori della mostra puntassero ad attrarre i visitatori senza esclusione di colpi appare chiaro nell’arco dei primi cinque passi dal tornello d’entrata: un cuore, perfettamente inscatolato, “saluta” vitale e … plastinato gli ospiti. D’altra parte, affissi alle pareti, i manifesti di una meditata ambiguità interpretativa si stagliano come una palese dichiarazione d’intenti. Ecco, allora, immediatamente accanto, le parole di Sant’Agostino come paradossale didascalia a quanto già visto: “Dio non cerca in te parole, ma il cuore”. Sorridiamo. Sorridiamo un po’ tutti: sorrido io, spero anche voi e anche il plastinato nella sala successiva che mi guarda fissamente, mettendomi soggezione, in verità: non avrò una cera delle migliori, ma certo a lui le rughe non verranno, ha sposato la via del silicone.

Procedo, inoltrandomi nella mostra, e più mi guardo attorno più una fastidiosa ambivalenza mi assale: sotto il profilo tecnico e scientifico è ragionevole gridare alla rivoluzione, avere la possibilità di “vedere” significa potenziare una tecnica di studio più deduttiva che mai e questo spiega l’afflusso di studenti e addetti ai lavori, d’altra parte non mi spiego perché famiglie con ragazzini anche piccoli e tranquilli pensionati, tra tutte le mostre parimenti interessanti a Milano, abbiano scelto per una visita pomeridiana proprio il Body Worlds.

Qualcuno risponderebbe indignato: perché la mostra è bella, curata scrupolosamente nei dettagli e la tecnica utilizzata è di tutta avanguardia. Perché queste sono “opere  d’arte”, proprio così: questo è l’appellativo utilizzato sia dalle due visitatrici ultracinquantenni alla mia destra sia dalla coppia alla mia sinistra alla vista di un massiccio plastinato che immortala un cavallo con in groppa due persone di cui una offre al pubblico organi vitali con entrambe le mani.

E’ vero. La mostra è bella e come ci ricorda Oscar Wilde: “La bellezza è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l’una sull’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l’eternità” e non a caso questa frase è tratta da “Il ritratto di Dorian Gray”. Mi fermo sui due piedi: Dorian, bello come il sole, vedeva le proprie spregiudicate azioni riflesse nel proprio ritratto, forse noi un giorno le vedremo nascoste dietro l’occhio vitreo del nostro plastinato?

Avanzo, passando davanti ai Giocatori di carte che imbrogliano da un’eternità il terzo competitore passandosi con l’alluce ossuto una carta doppia: storco il labbro, gli uomini vivi o plastinati non cambiano mai.

Mi sovvengo della mia domanda: perché oltre 5000 visitatori, ad una settimana dall’apertura della mostra? Si tratta forse di curiosità o d’invidia? Ecco colpirmi in pieno un’epifania proprio davanti all’Abbraccio: è la storia più antica del mondo, la storia di Prometeo che ruba il fuoco agli dei greci per donarlo all’Uomo, la storia del Dr Frankenstein che mira a donare la Vita alla sua creatura, è la storia di Noi tutti che rifuggiamo il dolore del distacco SOGNANDO L’ETERNITA’.

Bertrand Russel dice “[…]La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni[…]”.

La felicità, il pensiero e l’amore non se li porterà via il Tempo con sé, ma in compenso si porterà via i nostri corpi quando noi non saremo ancora pronti a lasciarci il Mondo e la compagnia di questa Umanità alle spalle.

M’invade una dolce malinconia e con questa, lanciando uno sguardo alla Sezione plantare dei piedi di Qualcun altro, raccolgo i miei e li porto all’uscita chiedendomi se il proprietario di quelli nella teca vitrea intendesse in questo modo lasciare le orme del proprio passaggio su questa Terra.

Lolly

Gunther von Hagens’ BODY WORLDS
Milano, Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4
Dal 3 ottobre 2012 al 17 febbraio 2013
informazioni e prevendite 02.54915

BIGLIETTI
intero 15,00 euro
ridotto dai 6 ai 18 anni 12,00 euro
ridotto over 62, studenti, disabili* 14 euro
bambini sotto i sei anni ingresso gratuito
tariffe gruppi: biglietti da 8,00 a 12,00 euro

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