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Torino Milan 2012: i ragazzi calano il poker (ma a Torino si aprono già i regali)

L’undici di Allegri parte per Torino dopo un’altra visita del presidente Berlusconi (chi vi scrive si chiuderà gli occhi per non vedere domani l’apertura dei mercati per la quale ringraziamo il presidente) e la sfida contro i granata si preannuncia ostica, per chi abbia in mente il primo tempo del derby contro i gobbacci.

La formazione risente delle assenze di Montolivo e (forse) di Boateng, rimpiazzati da Emanuelson e Pazzini nella veste “vero nueve” (o almeno a provarci). L’avvio è disputato da entrambe le squadre ad un ritmo da torneo parrocchiale e la partita offre solo qualche tenue fiammella per la prima mezz’ora (una deviazione di Ogbonna che offre l’illusione dell’autogol, un tiro alto del faraone Stefano, come direbbe Allegri). Unica nota da segnalare il grave infortunio a De Jong (sostituito dal Capitano Lupin), che potrebbe costargli la stagione, proprio quando il play dei ragazzi stava salendo di tono dopo un paio di mesi davvero difficili.
Esattamente alla mezz’ora, regalo senza precedenti di Nocerino, che con un retropassaggio sbagliato regala a Santana 50 metri di campo in perfetta solitudine: resta fredda l’ala sinistra di Ventura che dribbla Amelia (che quasi non vuole arrecare disturbo per non rovinare il regalo) ed appoggia in porta. Il Diavolo adesso appare ancor più abbacchiato e non si vede una reazione rabbiosa nei primi minuti che seguono il gol.
La situazione potrebbe sbloccarsi per i rossoneri solo grazie ad un’azione individuale, che si materializza al 39’, quando De Sciglio serve a Robinho (inguardabile fino a quel momento) un pallone in area di rigore, grandissima finta di corpo del brasiliano che insacca di punta, per il suo primo gol su azione dell’anno (alleluja!).
Al rientro dagli spogliatoi, il Milan trova dopo pochi minuti la via del gol, con un’incursione del solito faraone che crossa in mezzo, dove la smanacciata di “Lametta” Gillet appoggia il pallone sulla fronte di Nocerino, che segna il vantaggio e si fa perdonare l’errore gigantesco del primo tempo.
A questo punto, proprio come contro i gobbi, il Torino comincia ad imbarcare acqua da tutte le parti, lasciando gloria anche ad Emanuelson (gran traversa con tiro da fuori, chiaramente di sinistro) ed al Pazzo, che segna al termine di un’azione personale che lascia qualche dubbio (possibile spintarella ad un difensore granata) e colpisce anche un palo su un bel cross di De Sciglio, forse ancor più a suo agio a sinistra.
Siamo 3-1, ma c’è ancora tempo per il quarto gol dei ragazzi, col timbro ormai famoso a forma di cresta (questa volta nulla di spettacolare, appoggio in rete di un pallone che scivola incredibilmente dai guantoni di Gillet), e per il consueto regalo che la generosa difesa milanista in vena pre-natalizia recapita a Rolandone Bianchi, che non segnava in casa da settembre, ma non sappiamo di quale anno.
Si torna quindi a casa con 6 punti da due trasferte insidiose, entrambe cominciate in svantaggio e conquistate pur senza giuocare un calcio spumeggiante. Chi conosce i ragazzi sa che la prossima sfida casalinga col Pescara sarà molto insidiosa (occorrerà controllare che il Robinho di turno non scenda in campo in pantofole, ricordando il buon Clarence), ma intanto la classifica comincia ad acquistare, se non altro, un po’ di dignità.

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