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Milan news: la storia di una passione nelle parole di un tifoso

milanBuon compleanno, vecchio Diavolo!

"Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!".

Con queste parole di Herbert Kiplin il 16 dicembre di 113 anni fa nasceva in via Berchet a Milano il Milan Football and Cricket Club, prima squadra di calcio della città. In seguito cambiò nome in Associazione Calcio Milan, ma è da sempre nota semplicemente come Milan. Censurabili sono i tentativi degli stranieri di tradurre ciò che è intraducibile (orrenda la dicitura tedesca Mailand): il Milan è il Milan, punto. La dittaura fascista lo costrinse a cambiare per 6 anni il proprio nome in Milano, un periodo buio della storia rossonera (e non solo).

Anche se quest'anno non si festeggia una cifra tonda, vale comunque la pena spendere due parole di auguri per quella che per molti è una delle più grandi passioni della propria vita, che unisce ormai da 4-5 generazioni grandi e piccini, padri e figli, amici, colleghi, in qualche rara situazione anche uomini e donne (nella maggior parte dei casi per i primi è invece un ottimo motivo per liberarsi pro tempore dalla marcatura stretta predisposta da fidanzate/mogli).


L'immagine internazionale della prima squadra di Milano negli ultimi anni si è un po' appannata, inutile nasconderlo. Giova tuttavia ricordare ai ricchi e boriosi madridisti, agli ormai assueffati tifosi del Barcellona, ai fighetti del Chelsea e ai molti altri poco preprarati in storia del calcio che, torno a dire, il Milan è il Milan, a dispetto del fatturato poco esaltante. Vale a dire il club più titolato al mondo, come direbbe l'attuale Presidente (18 trofei internazionali per la precisione, pari merito col Boca). Quello che ha conquistato più Coppe dei Campioni in era "moderna" (5 solo nell'ultimo quarto di secolo, nessuno ha fatto meglio), ma che comunque ha vinto in tutte le epoche, con squadre e giocatori che hanno lasciato il segno. Dov'erano il Barcellona e il Bayern Monaco quando Cesare Maldini alzava a Wembley la prima Coppa dei Campioni nel 1963, affiancato dal diciannovenne Rivera? E' necessario ricordare anche che il Milan ha conquistato tutti questi titoli internazionali facendo i conti con l'acerrima concorrenza interna (il campionato italiano per decenni è stato di gran lunga il più bello e difficile del mondo, ora non più tanto bello, ma comunque sempre difficile, a differenza di quel torneo parrocchiale chiamato liga spagnola).
Il pallone d'oro è stato cosegnato per ben 8 volte a un campione in casacca rossonera, quasi sempre cresciuto o diventato grande nel Milan. Vorrei ricordare anche i palloni d'oro strameritati, ma non vinti: Baresi e Maldini su tutti, poi Donadoni, Savicevic, Nesta, Pirlo.
Il Milan di Sacchi è stato nominato dalle principali testate internazionali la migliore squadra di club di tutti i tempi, non tanto (o meglio non solo) per quanto ha vinto, ma per come lo ha fatto. Innovando, divertendo ed emoziando più del pur grande Barcellona di Guardiola, l'unica squadra che potrebbe insidiare questo primato.

Ho vissuto solo un quarto di storia milanista, ma particolarmente fortunato e denso di avvenimenti.

Ecco i miei ricordi migliori (sforzandomi di selezionarne solo tre per categoria):

Le partite più belle: Milan - Real Madrid 5-0 (1989); Milan - Barcellona 4-0 (1994); Milan - Manchester United 3-0 (2007).
Le sfide più epiche: Stella Rossa - Milan 1-1, vinta ai calci di rigore (1988); Milan - Nacional Medellin 1-0 ai tempi supplementari (1989); Milan - Ajax 3-2 (2003, Pippo mio!).
I giocatori nel mio olimpo personale: Baresi, Van Basten, Kakà.
I ricordi più tristi: la notte di Marsiglia del 1991; la finale persa sempre col Marsiglia nel 1993 (ultima partita giocata dal cigno di Utrecht); Istanbul. Ho visto anni fa, per ovvi motivi solo in videocassetta, la finale di Coppa dei Campioni immeritatamente persa nel 1958 (3-2 ai supplementari) col Real Madrid di Di Stefano. Ho sofferto con 40 anni di differita, ora saremmo 8-8 nel computo totale di coppe dalle grandi orecchie...


Ho parlato volutamente poco dei cugini interisti e dei gobbi, data la vocazione internazionale del Milan. Tuttavia raramente ho vissuto settimane di tale pathos da non riuscire a concentrarmi su altro e di tale tensione da bloccare lo stomaco come in occasione di semifinali e finale della Champions 2003. Vinta da noi battendo sia i nerazzurri che i bianconeri. Ecco perchè la parata decisiva di Abbiati su Kallon negli ultimi minuti del derby di ritorno, proprio sotto la mia postazione in quella indimenticabile serata di maggio, e gli occhi di Sheva prima del rigore di Manchester rimarranno per sempre tra i ricordi più indelebili.


Buon compleanno Milan!


A proposito, segnalo biglietti a metà prezzo domani a San Siro per Milan - Pescara, per celebrare degnamente la ricorrenza (noncuranti del freddo).

A.C.

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