Lohengrin: l'amore secondo Wagner

lohengrinAnche quest'anno, tra le solite polemiche e proteste, il Teatro alla Scala ha dato il via alla stagione 2012/2013. Quello proposto però non è un cartellone convenzionale. Si celebra infatti proprio quest'anno il bicentenario di due tra i compositori più noti e amati nel mondo: un tutto nostrano Verdi, di cui andranno in scena ben sette opere, e Wagner, col suo fascino teutonico, a cui invece di opere ne spettano otto, tra cui il famigerato Ring.

A dare il la alla stagione è un'opera cosiddetta romantica di Wagner, il Lohengrin, la storia del cavaliere del cigno, uno dei custodi del Santo Graal.

La storia è tratta, come spesso capita per il maestro di Lipsia, dalla tradizione epica medievale tedesca in cui il bene, rappresentato qui da Lohengrin e la sua sposa, Elsa di Brabante, si oppone al male con la consueta forza espressiva di un libretto firmato dal compositore stesso – consuetudine a cui ormai siamo abituati – e di una partitura inquieta e tesa a un modernismo che Wagner non smise mai di ricercare nella sua musica.

A incarnare questa spinta di rinnovazione sono, come accade anche in Tannhäuser e L'olandese volante, sono i due personaggi negativi della vicenda, Federico di Telramondo conte di Brabante e sua moglie Ortruda. Fin qui nulla di nuovo, come in ogni fiaba che si rispetti: il principe ama la gentile e nobile fanciulla e il loro amore è contrastato da qualcuno assetato di vendetta, fama e potere.

Se non fosse che sotto al solito impianto, che richiama alla mente I promessi sposi o La figlia del capitano di Puškin, si sottende una lotta più sottile, fatta di contraddizioni, verità e mistero, salvezza umana e volontà divina. Una storia d'amore dunque, per altro magistralmente interpretata da un dolcissimo Jonas Kaufman e un'impeccabile Anja Harteros, ma con elementi che non lasciano certo indifferenti. Personificazione della giustizia è il Enrico l'Uccellatore, re di Germania che, per tutta l'opera, 4 ore 50 di emozioni allo stato puro, fa da ago della bilancia tra le due parti in lotta; Goffredo fratello di Elsa incarna invece, con la sua presenza muta, il lato oscuro che, pur da protagonista positivo, Lohengrin possiede.lohengrin

E l'amore non è qui il solito sentimento. Si tramuta, sulle note di Wagner, da calmo languore a violento desiderio, da anelito alla pace a resa incondizionata davanti a un fato imperscrutabile. Il tutto diretto dal Maestro Barenboim e rappresentato sulla regia discreta ma suggestiva di Claus Guth.

In Lohengrin, dall'Ouverture, che ricorre per tutta l'opera come tema, insieme ad altri, alla celeberrima Marcia nuziale, tutto annuncia la grande stagione che si aprirà e raggiungerà il culmine con L'anello del Nibelungo, tetralogia per cui Wagner, come gli dei stessi che egli rappresenta, entra a pieno titolo nel Walhalla, la leggendaria dimora degli dei di tradizione tedesca.

Giuseppe Piccolo

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