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Il Milan tra razzismo e le doppie punte di Galliani

milanLa partita amichevole di oggi tra Milan e Pro Patria è stata interrotta per cori razzisti. Quella che doveva essere poco più di una sgambata in vista della ripresa del campionato, una piccola parentesi nella settimana delle probabili cessioni di Pato e Robinho, si è trasformata nell'ennesima pagina da dimenticare nel calcio italiano.

Il razzismo è chiaramente una piaga della nostra società, una vergogna con la quale conviviamo quotidianamente. Non stupisce quindi che negli stadi, zona franca dove tutto può succedere e dove le regole da rispettare non sono quelle di tutti i giorni, vi siano episodi di intolleranza, ignoranza e viltà. Indigna sentire insultare un giocatore di colore dagli spalti (e dovrebbe a prescindere dal colore della pelle), ma è un avvenimento che viene considerato quasi normale.

Stupisce, invece, che non si possa neanche più assistere ad una partita senza alcun significato, utile semplicemente per far andare allo stadio in tutta tranquillità qualche centinaio di persone (oggi erano per lo più famiglie), senza che accada comunque qualcosa di spiacevole.

Il Milan, nella figura del suo capitano prima e di tutta la squadra poi, ha reagito agli insulti rivolti ai suoi tesserati rientrando anticipatamente negli spogliatoi e tornando a Milanello. Unico gesto possibile arrivati a quel punto, ma totalmente inutile.

Non è sospendendo le partite che si risolvono i problemi di razzismo in Italia, dove un partito dichiaratamente xenofobo per 20 anni ha riempito la scena politica dettando legge (e leggi) e guadagnando voti e percentuali ad ogni legislatura o dove la raccolta dei pomodori in alcuni paesini del Meridione viene condotta con metodi da schiavitù sfruttando extracomunitari irregolari che lavorano per paghe da fame. Giusto per dirne un paio.

Certa gente continuerà a fare danni anche uscita dallo stadio.

Parentesi di mercato. Con un anno di ritardo (e una decina di milioni e un Tevez in meno), Galliani sembra essere finalmente riuscito a vendere Pato ed è a buon punto per sistemare anche Robinho. Il papero, giocatore tecnicamente dotato ma con poco carattere per certi livelli e perennemente infortunato, sembra essere destinato all'approdo al Corinthians per una quindicina di milioni. In pochi ne sentiranno la mancanza. Probabilmente la fidanzata Barbara Berlusconi, per volere della quale saltò il passaggio al Psg un anno fa. A meno di clamorosi ripensamenti dovranno fare la vita da pendolari per vedersi. Ma, con il jet di famiglia, siamo convinti che il Brasile sia un po' meno lontano.

Alessio Spera

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