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La tensione dell’arte e la sua strada

Dipingere non è un hobby. Non è disegno e non è nemmeno tecnica. Sono ore. Ore di tempo con sempre lo sguardo offerto al soggetto del mondo per cogliervi semplicemente la luce. La sua essenzialità sta nel fatto che crea lo spettro dei colori visibili, e quindi, se ben tarata, anche le sfumature.

Il pittore dal canto suo è colui che ricrea le immagini che ha nella testa. Il ritrattista invece, coglie la personalità usando l’intuizione di cui è dotato. Ma se parliamo di artista, allora, si tratta di chi guardando nella propria mente sa ricreare il sentimento che vede nei minimi dettagli. In quel caso, egli offre il proprio sguardo sul mondo per creare il mezzo con cui egli lo vede. È in tutto e per tutto un’esperienza metafisica.

La storia ha a che fare con qualcosa di estremamente meccanico e che sconvolge sempre lo spazio circostante. Cinica detta l’evoluzione, sia essa tecnica, sociale o ambientale. L’arte, di per sé, si muove attraverso lo sguardo dell’uomo nutrendosi costantemente dello spirito del tempo.

Ma se il conteso prevede la lotta e la ribellione, lo sforzo artistico si eleva sopra la parola per fornire i propri argomenti. Diventa il canale di manifestazione nello scontro ideologico, dell’insofferenza umana e della dominazione.

Non è belligeranza a spazi chiusi, ma una politica dell’estetica, concettualmente intesa come uno scontro ad armi pari e senza feriti: verso la sciabolata dell’ultima sfumatura.

Nella mente di ogni artista questa è una coscienza innata. Egli non perderà mai il suo tempo a guardare il lato del mondo che sta nell’ombra sbagliata, cercherà la verità attraverso se stesso per confrontarla con quella oggettiva.

Siamo tutti inseriti sempre nella stessa realtà, magari cambiano i tempi e ci spostiamo tutti più velocemente, ma non c’è da sbagliarsi quando si dice che tutto è fermo. Immersi nelle stesse acque. Nel silenzio. Nella notte.

Per alcuni basta sfiorare il proprio cuscino per rassicurarsi distesi nel proprio letto, coscienti del fatto che domani sarà un nuovo giorno. Altri invece, coloro che chiamereste artisti, inseguono ancora una volta quella voglia di cogliere il brillio di un’emozione. Per loro, la vernice si agita ancora mentre la mano resta ferma e segue la linea dell’occhio nella ricerca del giusto prisma di colore.

Ivan Potapov

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